soldi in cambio di migranti?

Grecia e Italia, conti truccati per entrare nell'eurozona

Perché i due Paesi sono stati accettati nell'area euro pur non avendone i requisiti? Non sarà che...

Alfredo Lissoni
Grecia e Italia lager UE per i migranti?

Foto ANSA

Troppo spesso si dà la colpa delle ristrettezze e dei vincoli a cui l'Unione Europea ci costringe alla Germania. Ma ci si dimentica che l'Italia, come pure la Grecia, sono entrati nell'eurozona presentando conti falsi, sperando che la moneta unica avrebbe risolto automaticamente i problemi, che invece si sono aggravati. Ovvio che Berlino non ci ami.

A "sbiancare" il premier Prodi, che andava ripetendo che "entrando in Europa gli italiani avrebbero lavorato un giorno in meno" (ed invece non hanno lavorato proprio più, dato che sono diventati disoccupati), in passato ci ha pensato la Bild; il giornale tedesco ha trovato le prove del fatto che l'Italia non aveva i conti a posto e la politica lo sapeva (nello specifico, il governo di Centrosinistra del "Professor Mortadella"). Ma siamo entrati lo stesso. E verrebbe da chiedersi: in cambio di che? Perché è difficile pensare che i nostri omologhi stranieri nulla sapessero della nostra disastrosa posizione economica, Germania in testa.

Ed allora, se "a pensar male qualche volta ci si azzecca", come soleva ripetere Giulio Andreotti, il quesito spunta legittimo: non è che siamo stati accolti a braccia aperte nell'eurozona, al tavolo dei ricchi, solo perché - data la nostra posizione strategica nel Mediterraneo - potevamo diventare il campo d'accoglienza e di permanenza perenne di milioni di migranti in movimento?

Lo stesso è accaduto con la Grecia, che è sempre stata notoriamente un Paese povero, con un'economia incentrata solamente su turismo, agricoltura e costruzione di navi (vabbè, mettiamoci anche le olive).


Una nazione nota per gli eccessivi sussidi statali, che adesso non ci sono più e che anziché rilanciare il lavoro, hanno favorito il fancazzismo e l'assistenzialismo; un Paese che ha sperperato alla grande i fondi piovuti a pioggia dall'Europa e che è strangolato dalla corruzione (le "fakelaki" o bustarelle; si stima che ogni famiglia ne paghi per 1500 euro all'anno, 2500 in campo medico, solo per salire nelle liste d'attesa delle operazioni chirurgiche. E quel che è peggio è che tale pratica sia ritenuta normale).

E poi ci sono i vitalizi alle figlie dei dipendenti pubblici in pensione, che hanno continuato a ricevere la pensione anche dopo la morte dei genitori (come? questo succede anche dai noi, con i nostri politici? Almeno in Grecia il vitalizio è subordinato al fatto che le fanciulle restino zitelle e dunque non abbiamo un introito coniugale); c'è l'enorme evasione fiscale ed il fatto che in Grecia la pensione si percepisca a 58 anni (non ditelo alla Fornero). Certo, la crisi ha dato un taglio a tutto ciò, ma non per questo sono diventati tutti più ricchi. Una volta i greci erano competitivi svalutando la moneta locale, la dracma; con l'euro non lo possono fare più. Sapendo queste cose, note a tutti gli economisti europei, qualcuno ci sa dire su quali basi la Grecia (ma anche l'Italia) è stata accolta nell'eurozona?

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