benefici della pet therapy

Animali che curano l'anima

Vuoi l'intuito vuoi l'addestramento, gli animali si sono rivelati provvidenziali per ristabilire l'equilibrio psico-fisiologico di noi umani

Stefania Genovese
Animali che curano l'anima

Foto ANSA

Recentemente un cane labrador di nome Jedi, addestrato fin da piccolo a monitorare i livelli di zucchero nel sangue delle persone, è balzato agli onori della cronaca per essere riuscito, semplicemente annusando il respiro del suo padroncino, a segnalare ai genitori che il bimbo stava rischiando di cadere in coma diabetico. Grazie al suo fiuto il cane ha immediatamente percepito una anomalia nella salute del suo piccolo amico umano e tempestivamente ha allertato i genitori smentendo la stesso rilevatore che poco prima aveva monitorato la situazione e aveva segnalato un normale tasso di glicemia.


Ma anche quotidianamente chi si relaziona con un pet, usufruisce di molti vantaggi, che contribuiscono a migliorare il proprio stato di vita e di salute. È infatti ormai dimostrato più che esaurientemente quanto accarezzare un animale, possa garantire meno sbalzi di pressione, e quanto un paziente con problemi cardiovascolari possa alleviare gli stiti di tensione e di stress, prendedosi cura di un pet, che per natura è un ottimo ascolatatore ed è in grado di interpretare gli stati di disagio umani, attraverso l'osservazione della gestualità e dei toni di voce. Persino per anziani in stato semi-catatonico o confusionale, il trascorrere del tempo con un pet, può significare scuotersi dall'apatia e tornare in uno stato vigile.


Proprio come è accaduto in un ricovero per anziani, dove un uomo abulico, ed estraniato dalla realtà, quando si è accorto che il canarino che quotidianamente fissava, si stava facendo male al becco, che gli si era incastrato in una gabbia, si è improvvisamente alzato ed è balzato a soccorrere il piccolo uccellino.Certamente l'animale non è una medicina o un ricostituente, ma un soggetto relazionale, che quando entra in rapporto con l'uomo, richiede un preciso impegno di affiliazione ed un corretto inserimento nella sistemica familiare. Un bimbo iperattivo ad esempio, necessiterà di attività calmanti e strutturanti, un anziano depresso e solipsistico abbisognera del contatto con un animale in grado da stimolarne le leve motivazionali. Così la cosidetta Pet-therapy sta ormai ottenendo successi in ogni campo e viene sempre più applicata in ospedali e svariati centri di cura: non stupiamoci dunque del fatto che un cane possa mandare un segnale di compartecipazione affettiva, appogiando il proprio capo sulle gambe del padrone, se avverte uno stato di malessere psicologico o di tristezza patito da lui.


Ma non solo cani e gatti ma persino maialini, pesci ed uccelli riescono a creare un incontro autentico ed un dialogo intraspecifico con i bimbi e le persone disagiate. Jody, un maialino domestico americano, è riuscito grugnendo disperatamente e premendo con il proprio muso il volto della sua padroncina, a destarla dallo svenimento in cui era caduta, dopo essere scivolata ed aver picchiato la testa sul bordo della vasca...


Nel reparto di pediatria dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso è da una decina di anni che vengono portano animali in corsia per aiutare i piccoli pazienti a superare al meglio momenti difficili e di sofferenza legati al periodo di degenza; il giorno della pet-therapy si respira in reparto un clima ludico, gioioso, che alza il buonumore che coinvolge non solo i piccoli pazienti ma anche gli stessi operatori sanitari, di contro ad una ospitalizzazione solitamente ansiosa ed opprimente. Dunque la pet-therapy supportata dalla disciplina zooantropologica ed attualmente regolamentata da codici didattici e relazionali precisi, pone sia il bimbo che l'animale in un rapporto soggettivo ed attivo: ciò ha permesso di registrare dei risultati ottimali in più campi.


Noemi, una bambina di cinque anni con gravi disturbi di attaccamento, è sensibilmente migliorata, prendendosi cura di un coniglietto, ogni giorno; l'accudimento di un altro soggetto da sè, le ha consentito di apprendere nuove modalità di relazione con il prossimo e di non sentirsi criticata, elevando la propria autostima. In ambito sanitario, certamente, ogni caso è a se, e un equipe multidisciplinare assegnerà l'animale più adatto allo scopo terapeutico, ma anche nella quotidiana vita comune, il rapporto con un pet, si è rivelato latore di un costruttivo e proficuo processo comunicativo e salutare.

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