Arabia , centomila tende sfitte

Sauditi: ci danno dei razzisti ma rifiutano i migranti

L'Arabia Saudita, patria della Mecca e paradiso in terra degli islamici, i fratelli migranti non li vuole proprio. E sì che il posto c'è...

Redazione
Sauditi: ci danno dei razzisti ma rifiutano i migranti

Furbi, i reali della famiglia Saud di quell’Arabia che da loro prende il nome. Pur predicando il fondamentalismo islamico wahabita (Islam sunnita ultraconservatore; in pieno XX secolo insegnavano ancora che la Terra fosse piatta), gli immigrati a casa loro non li vogliono. Chiudono le porte in faccia ai migranti, solitamente quasi tutti musulmani (altro che cristiani perseguitati in Siria che scappano da Assad; tutte balle. Le donne che sbarcano in Italia hanno tutte burqa o niqab). E questo, in barba al fatto che uno dei cinque “dettami” del Corano sia proprio la carità. Bravi a predicar bene e a razzolar male, i sauditi hanno chiuso da tempo le frontiere ai profughi nonché “fratelli” islamici. Ma non certo per mancanza di spazi o strutture, ma solo perché non li vogliono tra i piedi.

Perché è sufficiente spiare le foto satellitari pubblicate nelle mappe di Google per verificare quanto avevamo già anticipiato e ora rilanciato dal Washington Post. Che cioè in Arabia Saudita ci sono la bellezza di 100.000 tende con aria condizionata, che potrebbero ospitare 3 milioni di persone, e che sono lasciate vuote a bell’apposta.

E così, mentre i Paesi europei vengono continuamente criticati per la loro incapacità di accogliere, l’Arabia Saudita di migranti non ne ha preso neanche uno. La fila sterminata di tende nella città di Mina, che occupano una vallata di venti chilometri, vengono riservate, per soli cinque giorni all’anno, ai pellegrini (paganti) che si recano in pellegrinaggio a La Mecca. Per il resto dell’anno, Mina diventa una città fantasma.

Tende modernissime, antincendio, di 8×8 metri, con cucina e bagno. Di famiglie sfollate ne potrebbero ospitare davvero tante, visto che l’Arabia Saudita va raccontando di avere ospitato mezzo milione di profughi dal 2011 (in realtà è una balla: le associazioni umanitarie hanno scoperto che si è trattato di semplici pendolari e lavoratori stagionali). E poi ci sarebbe anche un obbligo morale, se qualcuno si passasse la mano sulla coscienza, visto che i veri profughi, quelli che scappano dalla Siria, lo fanno per fuggire a quegli jihadisti armati proprio dall’Arabia Saudita. La stessa che, in compenso, ha pensato di comperarsi la Germania offrendo, in cambio dell’ospitalità a mezzo milione di immigrati all’anno, una barca di soldi, ma non per assisterli, ma per costruire 200 moschee che insegnino il fondamentalismo wahabita…

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