Comiche & contestazioni

Renzi in Sicilia, inaugura un viadotto... del 1975!

Meglio di "Tototruffa". E nel giorno della sua visita, a Catania aereo fuori pista e allarme bomba al tribunale

Fabio Cantarella
Renzi in Sicilia, lo show è servito

La visita in Sicilia del premier, non eletto dal popolo, Matteo Renzi del 30 aprile scorso si è distinta per coerenza: ha avuto inizio in un teatro a Catania e s’è conclusa a Palermo col grande bluff dell’inaugurazione di un viadotto autostradale in realtà già “battezzato” nel lontano 1975.

Guardate che non è roba da poco; forse solo il grandissimo Alberto Sordi sarebbe stato capace d’interpretare un personaggio simile, così burlesco, capace di giungere in un’isola flagellata dalla disoccupazione dilagante, ma anche umiliata da certa antimafia di facciata, e prendersi gioco, con una nonchalance da premio Oscar, di chi si invece si aspettava qualcosa di concreto. Specie in termini occupazionali.

Il primo atto della commedia renziana è andato in scena al Teatro Vincenzo Bellini di Catania con la firma del Patto per Catania. Ad accoglierlo i sindaci del Partito democratico, come l’ex senatore Enzo Bianco, oggi primo cittadino di Catania. Fuori dal teatro sono in centinaia a contestarlo; in teatro, invece, con la sua personale perfomance il premier strappa applausi ai suoi.

Certo qualcuno avrà pur fatto gli scongiuri del caso, considerato che la giornata non si era aperta confortata dai migliori auspici con un aereo finito fuori pista a Catania, per la mancata apertura del carrello, e un allarme bomba al tribunale poi manifestatosi una grande cantonata dato che si trattava semplicemente di un furgone per turisti in sosta. “Renzi qualcosa l’ha portata in Sicilia”, ha commentato qualche buontempone fuori dal teatro, “un po’ di sfiga! E speriamo non accada altro dopo l’aeroporto bloccato e il centro paralizzato!”.

Applausi in teatro, fischi e scongiuri al di fuori. Renzuccio saluta e raggiunge Palermo, c’è il secondo atto da mandare in scena come da copione. Stavolta è un’esterna, c’è da inaugurare lungo la Catania-Palermo un viadotto mai crollato, che non ha mai beneficiato di lavori di manutenzione e che peraltro la Democrazia Cristiana, quella vera, aveva già inaugurato “appena”  quarant’anni addietro, nel lontano 1975.

Forse neppure Totòtruffa, il mitico e divertente film in cui Totò vende la Fontana di Trevi, avrebbe mai osato tanto, specie di fronte ai siciliani incazzati neri dopo il crollo dell’altro viadotto; qui sta l’equivoco mediatico (voluto o casuale?) che ormai da oltre un anno ha praticamente diviso a metà Sicilia orientale e occidentale. Ma che sarà mai per un premier non eletto dal Popolo che a chi gli chiede “quando ve ne andate a casa?” risponde con un “lo decideranno i cittadini!”? Sciocchezze perché Renzi non solo inaugura l’inaugurabile mentre tutti lo guardano ipnotizzati, ma addirittura si conceda con un “scusate il ritardo e (mi raccomando)… non rassegnatevi”!

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