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Erdogan modifica il vocabolario turco in salsa islamica: le donne mestruate diventano "sporche"

L'Istituto che si occupa del linguaggio sotto accusa per aver attribuito definizioni imbarazzanti e sessiste a termini di uso comune nel vocabolario ufficiale: protesta delle Ong e dei gruppi femministi

Alessio Colzani
Erdogan modifica il vocabolario turco in salsa islamica: le donne mestruate diventano "sporche"

Il presidente turco Tayyip Erdogan. Foto ANSA

Una "neolingua" gradita agli integralisti, un esperimento di imposizione delle parole in senso conservatore e patriarcale: è l'ultima novità che viene dalla Turchia di Tayyip Erdogan. Il dizionario ufficiale della lingua turca definisce le donne nel loro periodo mestruale come "sporche". Il testo elaborato dall'Istituto di lingua turca (Tdk) è accusato di sessismo e più termini si trovano adesso sotto il tiro di una petizione lanciata da donne e da esponenti laici in Turchia e all'estero, che si battono perché le spiegazioni di diverse parole siano cambiate. L'Istituto illustra la parola "kirli", sporco, dando come esempio "una donna che ha le mestruazioni". Non è la prima volta che l'istituzione finisce sotto accusa.

Sostenuta dal governo conservatore di ispirazione musulmana che governa il paese dal 2002 a oggi, il Tdk starebbe coniando una sorta di "Neolingua" di orwelliana memoria, in linea con il clima liberticida che si respira negli ultimi anni nel paese. L'Istituto era stato già criticato per aver usato definizioni giudicate come sessiste. La parola "musait", che è un termine turco proveniente dall'arabo, significa "disponibile", ma nel dizionario il secondo esempio che viene dato è quello di una donna "pronta a flirtare", e che può "flirtare facilmente". In Turchia, un gruppo chiamato "Collettivo di femministe Istanbul" si chiede ora, sul suo profilo Facebook, "Non possono essere disponibili anche gli uomini?". L'associazione è contestata anche per un altro termine, che associa un uomo o una donna cattiva all’esempio di "prostituta", ma ancora altre parole sono sotto tiro.

"Come scrittore, ho esaminato il dizionario. E come scrittrice-donna, sono furibonda che il dizionario della lingua turca contenga descrizioni arcaiche e sessiste": Elif Shafak non solo è la figura di narratrice impegnata che i lettori italiani ormai conoscono per i tanti suoi romanzi tradotti, l'ultimo "La città ai confini del cielo" (Rizzoli). Ma è un'autrice pubblicata in più di trenta lingue, e sempre molto attenta all'uso della parola. I suoi ultimi testi, ad esempio, li ha scritti direttamente in inglese.

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