Altro che ripresa

Mutui, prestiti e bollette: 60 miliardi di rate non pagate, è record

Mentre il premier continua a raccontare una realtà parallela che vede solo lui, i dati ufficiali parlano chiaro e fotografano una crisi senza precedenti

Alessio Colzani
Mutui, prestiti e bollette: 60 miliardi di rate non pagate, è record

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ospite di Fabio Fazio a "Che tempo che fa". Foto ANSA

Chissà dove la vede la ripresa Matteo Renzi, in quale sfera magica prevede un miglioramento dei dati economici che fa a pugni con quanto certificato invece nell'ultimo rapporto dell'Unirec, l'Unione nazionale delle imprese di recupero crediti, realizzato in collaborazione con "Il Sole 24 Ore" e che verrà presentato giovedì 12 maggio a Roma. Dal rapporto emerge chiaramente la fotografia di una crisi senza precedenti, con un nuovo record per le rate non pagate di mutui, prestiti e bollette: nel 2015, infatti, la cifra è stata pari a 58,9 miliardi di euro, con una crescita del 37% in quattro anni. "Lo scorso anno - si legge sul Sole 24 Ore - sulle scrivanie degli addetti ai lavori si sono accumulate 38,1 milioni tra vecchie e nuove pratiche, il doppio rispetto al 2007, ma per la prima volta da nove anni a questa parte il loro numero è in calo e rispetto al 2014 la diminuzione registrata è del 6 per cento. Gli importi, invece, non hanno arrestato la loro corsa e sono cresciuti del 5 per cento. Anzi, se si allarga l'orizzonte di osservazione al 2012 il balzo è stato del 37 per cento. Lievita così anche la somma media da recuperare, che oggi si situa a 1.547 euro".

Otto pratiche su dieci riguardano le famiglie, il resto si riferisce alle imprese. "Nel 2015 - si sottolinea - i committenti sono riusciti a tornare in possesso di 9,4 miliardi di rate e bollette dimenticate, con un tasso di recupero del 15,9%, in peggioramento del 2,6% rispetto al 2014 e del 5,6% se confrontato con il 2012". Per quanto riguarda il territorio, "metà dei crediti affidati, sia per numero di posizioni gestite che per importi, si è concentrato in Lombardia, Campania, Lazio e Sicilia. Il primato assoluto spetta però alla prima, con quasi 6 milioni di pratiche che valgono più di 9 miliardi di euro. Per trovare la migliore performance di recupero bisogna però andare in Friuli Venezia Giulia e in Sicilia, dove il 22% degli importi viene incassato. Molto meglio della Lombardia, che deve accontentarsi del 17%, del Piemonte (15%) e dell'Emilia-Romagna (14 per cento). La maglia nera va invece alla Calabria, con un tasso di recupero del 12 per cento".

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