il caso in svezia

Ospita un profugo, lui le molesta la bimba

Condannato per abuso su una bimba di dieci anni, ma per il giudice potrà rimanere nel paese

Redazione
Madre svedese ospita eritreo rifugiato, lui abusa della figlia di soli 10 anni

Fotocomposizione. A destra: un estratto della sentenza (fonte Fria Tider)

Svezia, estate del 2015. Una madre di tre figli decide di portare due richiedenti asilo del terzo mondo nella propria casa. Per fare spazio agli ospiti, fa spostare la figlia Emma di 10 anni dalla sua stanza per dormire con lei.

Come riporta il giornale svedese Fria Tider, nella notte del 18 agosto 2015 Emma si svegliò improvvisamente trovando Isaac, uno dei ragazzi ospitati, nell'intento di tastarle il petto. A causa dell'accaduto la bambina ha sofferto di dolore al seno e non ha voluto dirlo a nessuno, temendo che se l'avesse scoperto la madre sarebbe finita nei guai. Emma non riusciva nemmeno a guardare in volto Isaac, tanta la paura che egli le incuteva.

La storia venne allo scoperto quando la bambina decise di raccontare della vicenda a un suo amico e poi alla sorella maggiore dell'amico; la voce a quel punto si sparse velocemente. Al giovane Isaac venne chiesto se avesse mai abusato sessualmente di Emma, ma lui negò dicendo di avere una fidanzata in Eritrea. Dopo un ulteriore "pressing" di domande, ammise di aver palpeggiato il seno di Emma. Quando la polizia lo interrogò, Isaac cambiò nuovamente la sua testimonianza negando di averla mai toccata.

Curiosamente, Isaac dichiarò di avere solo 15 anni, calcolati in questo modo: sostenne di aver terminato la scuola due anni prima, dopo aver studiato per 7 anni in Eritrea, cominciando all'età di 10 anni. Dunque, 10+7+2=15 anni...

La Corte Distrettuale di Lund ha ritenuto questo calcolo assurdo, tuttavia il giudice ha deciso di procedere secondo l'ipotesi che il ragazzo fosse un quindicenne. Venerdì scorso il presunto "bambino" eritreo è stato condannato con l'accusa di violenza sessuale su minore.

Il ragazzo ora dovrà imparare, secondo quando deciso dal giudice, a controllare i suoi impulsi e verrà seguito per comprendere, tramite le esperienze passate nella sua vita, quali possano essere state le cause che lo hanno portato ad agire in quel modo.

Il fratello di Emma intanto dice di non aver mai visto la sorella così sconvolta. Piange spesso, anche se, secondo il fratello, lei è una bambina molto forte.

Eppure, nonostante quanto abbia fatto, Isaac potrà rimanere in Svezia. Casi come questo hanno spinto ad un calo del sostegno per l'accoglienza di rifugiati in Svezia. A novembre 2015 un sondaggio ha rilevato che il 41% degli intervistati si dichiara a favore del fatto che la Svezia debba far entrare meno rifugiati. Nel precedente sondaggio, del settembre 2015, la stessa risposta era stata data soltanto dal 29%, indicando la rapida crescita dell'insoddisfazione per le politiche di asilo del governo. Un dato significativo se teniamo conto che il Paese scandinavo ospita molti più rifugiati pro capite di qualsiasi altro paese in Europa.

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