Integrazione fallita

Il Vescovo va in moschea, ma l'Imam non si fa vedere

Clamoroso flop al convegno contro la violenza. Istituzioni presenti, musulmani no

Redazione
Sala vuota

Foto ANSA

Un incontro sulla violenza fallimentare quello che si è svolto ieri a Pordenone, un ampio salone, arredato per accogliere una vasta quantità di persone, ma che alla fine si è ritrovato con meno di una cinquantina di spettatori. Erano state fatte le cose in grande, con la richiesta di partecipazione di personaggi di rilievo nel panorama politico e amministrativo, dal Questore, al Comandante dei Carabinieri e al Procuratore Generale della Repubblica, ma soprattutto rilevante la prima visita del Vescovo Pellegrini alla moschea, luogo prescelto per ospitare la giornata di sensibilizzazione. Affinché potessero essere presenti era stato scelto un giorno prefestivo, il che ha probabilmente comportato l’assenza della fascia dei lavoratori.

Il convegno dal titolo “Fermiamo la Violenza” è stato un flop, gli ospiti si sono seduti tra lo scarno pubblico e ascoltavano in silenzio gli interventi, dopo breve tempo il moderatore, Imrane Filali, con addosso la maglietta per Giulio Regeni, il ricercatore assassinato in Egitto a fine gennaio, è stato costretto a ridurre la scaletta costernato.
Assente la comunità islamica e in primis lo stesso Imam, fatto che dovrebbe fare riflettere, considerando il breve tempo trascorso dall’omicidio avvenuto in Via San Vito, dove il colpevole era di fede musulmana.
All’appello mancavano anche i profughi, ai quali è stato impedito il soggiorno nel Centro, ma che abitualmente stanziano al suo esterno, proprio di fronte all’edificio in questione. Appositamente per loro però si stanno effettuano lavori per ottenere maggiore spazio per i bagni, il cui scopo è la lavanda rituale dei piedi, operazione da effettuare prima di compiere le preghiere.


Il tema trattato ha messo in evidenza la necessità di aiutare le persone che subiscono violenze, un aiuto da parte non solo dei conoscenti ma della società, che dovrebbe avere l’obbligo morale di proteggere dagli abusi.
Tra le figure presenti il Prefetto, Maria Rosaria Laganà, convinta che sia possibile una convivenza tra diverse culture, rispettandosi gli uni tra gli altri e tenendo in considerazione il credo religioso di ogni individuo.

Un fallimento dunque, predicatori buonisti ad autoincensarsi senza pubblico, lontani sia dai cittadini che dagli islamici locali che hanno disertato l'incontro. Assurdo che tra i relatori nessuno abbia posto l'accento sull'assenza dei musulmani. Da quando una comunità che vuole integrarsi snobba le istituzioni del paese che la ospita?

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