il golpe costituzionale

Taglio dei costi della politica, le panzane di Renzi-Mani-di-Forbice

Con la riforma ci sta vendendo una norma mal scritta, che paradossalmente rischia di aumentare anziché ridurre lo stipendio dei consiglieri

Ennio Castiglioni
Matteo Renzi, chi era costui?

Immagine FonderieCreative

In questo periodo di battaglia referendaria ho sentito spesso il Premier, Matteo Renzi, vantarsi del fatto che la riforma della Costituzione taglierà i costi della politica. Abbiamo visto i manifesti, non si sa bene pagati da chi, con la scritta “Cara Italia, vuoi diminuire il numero dei politici? Basta un Sì”.

Certo è bene ridurre i costi. Si poteva fare in modo molto più efficace con una semplice leggina e senza stuprare la Costituzione. Una riduzione dello stipendio di tutti i parlamentari avrebbe di gran lunga superato il risparmio di circa 48 milioni annui previsto dalla Ragioneria Generale dello Stato, anche se non quello di 500 inventato da Renzi.

Ma oggi mi piacerebbe parlare del profilo professionale del nostro Presidente del Consiglio. È legittimato, ha titolo per presentarsi come un novello Edward mani di forbice? Il nostro eroe nel 2003, anche grazie all’incessante lavorìo del padre Tiziano, ex consigliere comunale, diventa segretario cittadino della Margherita. L’anno dopo, i Ds concedono agli alleati la provincia di Firenze, ente che poi definirà inutile e da abolire, lui, alla tenera età di ventinove anni, ne diventa il presidente. Nel giugno del 2009 viene eletto sindaco e oggi, dopo #enricostaisereno, ce lo ritroviamo, non eletto, a capo del Governo.

Viene da dire: ma come non ha mai lavorato, tutti i suoi soldi vengono da incarichi pubblici e adesso fa il paladino dell’antipolitica? Beh non è proprio così. È peggio! Il 7 ottobre 2003 Matteo e la sorella Benedetta cedono le quote della Chil S.r.l. ai genitori, il 27 ottobre 2003, dieci giorni dopo aver ceduto il 40% di sua proprietà, Renzi diventa dirigente della medesima Chil S.r.l. amministrata dalla mamma. Il 7 novembre 2003, solo 11 giorni dopo l’assunzione, l’Ulivo comunica ufficialmente la sua candidatura alla Provincia, il 13 giugno 2004 viene eletto presidente e la Chil gli concede l’aspettativa. Da allora Provincia e Comune rimborsano alla società di famiglia i suoi contributi. Il nostro Edward da Rignano ama molto usare la forbice, ma solo con gli altri.

La riforma costituzionale sancisce che gli emolumenti dei consiglieri regionali non possano superare quelli attribuiti ai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione. Si tratta di una norma mal scritta, che paradossalmente rischia di aumentare anziché ridurre lo stipendio dei consiglieri. Ma la vera domanda è sul perché non si dica nulla dello stipendio dei parlamentari, dei sottosegretari, dei ministri e di quello del Presidente del Consiglio. L’ovvia risposta è che questi ruoli sono ricoperti dal nostro Eddy e dai suoi amichetti. Siamo alle solite. C’è qualcuno che fa il furbo sulle spalle degli altri! Votiamo NO e mandiamo Renzi a lavorare. Ma questa volta davvero!

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