Bruxelles certifica il fallimento

Disastro economia, l'Italia è maglia nera d'Europa: scende il Pil e calano i consumi

Mentre il resto dell'Eurozona cresce, le fallimentari politiche del Pd trascinano il nostro Paese nel baratro. Centinaio (Lega): "È necessario applicare la flat tax"

Redazione
Disastro economia, Italia maglia nera d'Europa: scende il Pil e calano i consumi

Renzi, Padoan e Gentiloni se la ridono

Ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse ancora bisogno, del totale fallimento delle disastrose politiche attuate dagli ultimi governi non eletti, sostenuti dal Partito Democratico. A certificare la caduta nel baratro dell'Italia è la Commissione europea, che nelle sue previsioni economiche diffuse giovedì ha ufficializzato che l'Italia resta ultima in Europa per crescita in tutto il nuovo periodo coperto, cioè 2017, 2018 e 2019. La commissione sottolinea inoltre il preoccupante permanere di un debito pubblico fuori controllo, che nonostante i tagli agli enti locali e la pressione fiscale altissima sui contribuenti scende in modo troppo marginale, stabilizzandosi nel 2017 al 132,1% "anche a causa del sostegno pubblico alle banche". Niente da fare nemmeno per la tanto sbandierata "ripresa", destinata a rallentare nei prossimi anni, mentre il Pil è in picchiata.

"La ripresa economica in Italia accelera nel 2017 grazie alla domanda esterna e domestica, ma i venti di coda in rallentamento e le più basse prospettive di crescita nel medio periodo modereranno la crescita" nei prossimi due anni. Le previsioni della Commissione rivedono il prodotto interno lordo 2017 all'1,5% e quello 2018 all'1,3%; il rallentamento proseguirà nel 2019, con un Pil tragicamente fermo all'1%: numeri da bancarotta. Nel 2019 il Pil "decelera all'1%", scrive Bruxelles, a causa "dell'ulteriore rallentamento dell'occupazione, ed è probabile che l'aumento dei prezzi attenui i consumi privati". Anche la politica monetaria "meno accomodante" avrà effetti "sulle condizioni di finanziamento e porterà ad ammorbidire la spesa per investimenti". Le troppe tasse, insomma, obbligheranno gli italiani a ridurre sempre più i loro acquisti con ciò che ne consegue.

Mentre l'economia italiana è un disastro, quella dell'Eurozona crescerà nel 2017 "con il suo ritmo più veloce da un decennio" arrivando a un Pil del 2,2%, con una previsione al rialzo di un +0,5% rispetto alle stime di maggio che lo davano all'1,7%. Secondo le previsioni economiche d'autunno della Commissione Ue, il Pil dell'Eurozona è da rivedere al rialzo anche per il futuro, con un 2,1% nel 2018 (precedenti previsioni all'1,8%) e all'1,9% nel 2019. Per l'Ue a 27 (già esclusa dalle stime la Gran Bretagna per la Brexit), il Pil è al 2,4% per il 2017, al 2,2% per il 2018 e al 2% per il 2019. Sempre al contrario dell'Italia, la disoccupazione nell'Eurozona per il 2017 scenderà al 9,1%, "il livello più basso dal 2009", mentre il numero di occupati raggiungerà "un picco record", con una crescita dell'1,5%. Chiaro che nel nostro Paese ci sia qualcosa che non va.

Non si è fatto attendere un intervento da parte di chi da molto tempo denuncia inascoltato questa situazione. "Nonostante i proclami trionfalistici del segretario Pd Renzi e del presidente del consiglio Gentiloni il risultato di questi anni di governi democratici è che l'Italia è ultima per crescita tra i Paesi europei. È drammatico viste le potenzialità del Paese ma purtroppo le mancette elettorali di Renzi che hanno solo aumentato il debito pubblico, l'aumento della pressione fiscale, la mancanza di serie riforme strutturali ci hanno portato qui". Questo il commento ai preoccupanti dati diffusi da Bruxelles rilasciato dal capogruppo leghista al Senato, Gianmarco Centinaio. "Il governo è arrivato al capolinea e con la Lega al governo con l'applicazione della Flat Tax riusciremo a far crescere finalmente il Paese" è la conclusione del senatore del Carroccio.

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