DALLA PARTE DELLE FORZE DELL’ORDINE

Incendio doloso in carcere, agenti-eroi salvano oltre 100 detenuti

Un detenuto straniero ha appiccato il fuoco nella sua cella a Cremona, l’intervento degli agenti ha evitato il peggio. La Lega si congratula

Giacomo Zobbio
Incendio doloso in carcere, agenti-eroi salvano oltre 100 detenuti

Stefano Borghesi, logo SiNAPPe e carcere di Cremona

Notte di paura nel carcere di Cremona, dove è divampato un incendio che ha messo in pericolo la vita di agenti e detenuti. A provocare le fiamme un carcerato di origine straniera, che ha incendiato il materasso e alcuni oggetti personali custoditi nella propria cella. Una dozzina di detenuti hanno richiesto cure mediche e sono stati accompagnati presso il pronto soccorso, ma nessuno ha subito gravi conseguenze.

A comunicare il tutto è stato il SinAPPe, ovvero il sindacato autonomo della polizia penitenziaria. “In pochi minuti si è sprigionata una densa coltre di fumo, che ci ha spinti ad intervenire tempestivamente” sostiene Antonio Fellone coordinatore nazionale del sindacato.

Degno di lode il comportamento degli agenti in servizio al carcere di Cremona, che hanno evacuato un centinaio e più di detenuti e sono intervenuti con gli estintori a contenere l’incendio. La professionalità dimostrata dagli uomini della polizia penitenziaria ha permesso che la situazione non degenerasse in una tragedia.

Oltre al plauso del Sinappe, arriva anche quello della Lega. L’onorevole Stefano Borghesi si complimenta con gli agenti attraverso la propria pagina Facebook. “Un plauso al personale del carcere di Cremona che questa notte, mettendo a repentaglio la sua stessa incolumità, ha fronteggiato nel migliore dei modi l’incendio e l’evacuazione di circa 100 detenuti. Le fiamme appiccate volontariamente da un detenuto straniero rischiavano infatti di provocare una vera e propria strage. Ancora una volta, però, solo la professionalità della polizia penitenziaria ha evitato il peggio. Sono anni che la Lega al fianco dei sindacati di settore denuncia le condizioni di estrema difficoltà in cui è costretto ad operare il corpo di polizia penitenziaria completamente dimenticato da questo governo. Urgono misure rapide e concrete perché possiamo accettare che per garantire la sicurezza all’interno dei penitenziari queste persone rischino quotidianamente la propria vita”.

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