IL TYCOON È UNO DI NOI

Siamo tutti un po' Donald Trump, ecco perché facciamo il tifo per lui

I nuovi attacchi contro il candidato repubblicano, scatenati in seguito alla pubblicazione di un audio imbarazzante, saranno decisivi per la corsa alla Casa Bianca? Forse no e proviamo a spiegarvi perché

Francesco Vozza
Siamo tutti un po' Donald Trump, ecco perché facciamo il tifo per lui

Sessista, populista, razzista, nazista, guerrafondaio, "cane", "maiale" e stupido: non crediamo si sia mai visto in America, durante una corsa alla Casa Bianca, un candidato tanto insultato dai suoi avversari come Donald Trump. Quest'ultimo ha dimostrato definitivamente di avere tutto l'establishment contro, non solo quello di parte di democratica, ma anche quello repubblicano.


Infatti, in queste ore in cui il tycoon è stato messo in croce per la pubblicazione di un suo nuovo audio effettivamente imbarazzante, tutti gli addetti ai lavori, da sinistra a destra, lo hanno scaricato, persino il suo vice Mike Pence, che forse in gran segreto ambisce a correre in prima persona contro la Clinton. Tutti, insomma, contro Trump. Tutti, tranne il suo popolo, i suoi elettori, la sua gente. Si, perché dovete sapere che i bagni di folla per "The Donald" (come lo chiamano i suoi) continuano e che i suoi ultimi messaggi sui social hanno paradossalmente quadruplicato le visualizzazioni e i "Mi piace". Ma come, vi chiederete, questo qui parla in modo volgarissimo delle donne con un altro uomo e la persone vogliono continuare a votarlo?

Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: le parole pronunciate da Trump nel corso di questo audio reso noto dal Washington Post sono disgustose e non possono in alcun modo essere difese. Il punto, però, è che quella conversazione così bassa ed infima ha reso ancora più "vero" il candidato repubblicano di fronte alla sua gente.


La Clinton ha fatto appello a tutte le donne affinché lo fermino, ma la democratica dimentica che l'elettorato non è fatto da scemi e sa benissimo, compreso quello femminile, che almeno una volta nella vita (e forse molte più di una) un uomo avrà parlato in quei termini di altre donne, magari pure in un cesso pubblico. Ciò giustifica Trump? No, non lo giustifica affatto, ma ha confermato a tutti che il repubblicano non è un personaggio finto, di plastica, costruito come Hillary. Sin dall'inizio il magnate newyorkese si è presentato all'America come il politico che se ne infischia del "politicamente corretto", che dice le cose come stanno: è questo che gli ha fatto trovare grande consenso tra gli statunitensi.


Trump ha il dono indiscusso di arrivare non alla pancia, ma al cuore delle persone, perché, pur essendo un miliardario, forse anche lontano dalla vita vera, in realtà è come qualunque altro americano medio e, a dirla tutta, è come qualunque altro cittadino occidentale medio. Ecco perché, a parte altre mille spiegazioni politiche e geopolitiche che vi potremmo fornire, stiamo dalla parte del candidato repubblicano: è uno di noi, che piaccia oppure no. E se lui vince, è come se stessimo vincendo anche noi.

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