Secondo i sondaggi gli elettori ci ricascano

Lituania: favorita la sinistra al potere. Ed intanto la popolazione scappa dalla Ue

Il centrosinistra, responsabile dello sfascio del Paese e di un'emigrazione di massa di dimensioni bibliche verso Paesi no euro, sarebbe in testa. Ma è ancora tutta da vedere

Alfredo Lissoni
Lituania: favorita la Sinistra al potere. Ed intanto la popolazione scappa dalla Ue

Foto ANSA

Tra emigrazione di massa e un'economia non esattamente fiorente, la Lituania domenica ha votato per rinnovare il parlamento. I sondaggi pre-elettorali danno in leggero vantaggio i socialdemocratici, adesso al governo con una coalizione che include il Partito laburista e il movimento Ordine e Giustizia. Il margine però è tutt'altro che ampio, ed è quindi facilmente ribaltabile.  Anche perché è strano che la popolazione abbia scelto quella Sinistra che tanti danni ha causato al Paese.


Inoltre, nessun partito dovrebbe raggiungere il 20% delle preferenze e di conseguenza per decidere chi governerà il Paese avrà grande importanza l'ingegneria delle alleanze post-voto. L'unica cosa sicura, per ora, è l'affluenza alle urne, che quest'anno è stata del 49,9%, in calo quindi rispetto al 52,9% delle legislative del 2012. Sempre stando ai sondaggi, i socialdemocratici del premier Algirdas Butkevicius dovrebbero ottenere il 15,6-16% delle preferenze.


Seguono la nuova coalizione di centro-sinistra "Unione Lituana dei Contadini e dei Verdi" (Lpgu) con il 12-14%, e il partito conservatore "Unione Patria-Cristianodemocratici" del 34enne Gabrielius Landsbergis con il 9-13,7%. Landsbergis - che ha promesso di creare nuovi posti di lavoro per frenare l'emigrazione - si dice pronto a un'alleanza con i verdi dell'Lpgu, il cui leader è Ramunas Karbauskis, uno dei più grandi proprietari terrieri della repubblica baltica.


Ma alcuni analisti non escludono che possano essere invece i socialdemocratici ad allearsi coi verdi per restare al potere. Gli elettori lituani dovrebbero invece "bocciare" l'Unione Liberale, un movimento politico una volta di primo piano e che adesso rischia seriamente di non superare la soglia di sbarramento del 5% dopo che il suo ex leader Eligijus Masiulis è stato costretto a dimettersi da parlamento e partito perché accusato di corruzione.


Ma per le forze politiche "sconfitte" al proporzionale non tutto è perduto. Infatti, se 70 dei 141 seggi in palio sono appunto assegnati col proporzionale, per i rimanenti 71 ci si affida ai collegi uninominali e quindi al sistema maggioritario. E un secondo turno di voto è in agenda il 23 ottobre per determinare i deputati eletti in quei collegi uninominali dove al primo turno nessun candidato è riuscito ad emergere sugli altri.


A chi sarà eletto per sedere in parlamento nei prossimi quattro anni, i lituani chiedono innanzitutto di migliorare la difficile situazione economica: anche se il Pil quest'anno dovrebbe crescere del 2,5%, i salari sono fermi ad una media mensile di poco superiore ai 600 euro. Pure, e forse soprattutto, per questa ragione, negli ultimi dieci anni la popolazione lituana si è ridotta da 3,3 a 2,9 milioni di abitanti e 370.000 persone hanno lasciato il paese dopo l'ingresso nell'Unione europea nel 2004.

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