La verità oltre la propaganda

Altro che Ius soli: l'Italia è il paese europeo che concede il maggior numero di cittadinanze

Mentre la sinistra si balocca con la pantomima dello sciopero della fame a staffetta, i dati Eurostat certificano che il nostro Stato è il più generoso di tutta l'Ue nella naturalizzazione degli stranieri: 178.000 "nuovi italiani" nel 2015

Redazione
Altro che Ius soli: l'Italia è il paese europeo che concede il maggior numero di cittadinanze

Foto ANSA

La propaganda di sinistra e di molti grandi media racconta che lo Ius soli è una “legge di civiltà” assolutamente urgente, da approvare il prima possibile per porre fine a questa presunta condizione di inciviltà in cui verserebbe il nostro Paese. Tant’è che lorsignori sono arrivati a praticare un risibile sciopero della fame a staffetta, per protestare fondamentalmente contro se stessi, contro la propria maggioranza incapace di dare il via libera il provvedimento. La campagna mediatica a favore della cittadinanza regalata è martellante da mesi, eppure la maggioranza degli italiani a detta di tutti i sondaggi resta inopinatamente e incivilmente contraria. Fregandosene dei marchi d’infamia distribuiti dall’intellighenzia di sinistra, secondo la quale chi obietta nel merito è certamente personaggio poco raccomandabile, razzista, xenofobo, populista e molto altro ancora.

Che si tratti di una battaglia ideologica lo si evince anche dai dati ufficiali, che smentiscono con accuratezza la tesi di PD e soci. Eurostat, l’istituto di statistica europeo, non certo tacciabile di leghismo, certifica che l’Italia è il Paese dell’Unione europea che concede il maggior numero di cittadinanze: 178.000 nel 2015, il 21% del totale Ue. Precedendo di gran lunga Regno Unito (118.000 cittadinanze, il 14% del totale Ue), Spagna (114.400), Francia (113.600) e Germania (110.100). Il tutto attraverso la legge attualmente in vigore, quella da abolire perché foriera di inciviltà.

Non solo: anche il tasso di nuovi cittadini in rapporto al numero di abitanti per l’Italia è superiore alla media europea (3,6), sotto la quale si collocano Regno Unito (2,2) e soprattutto l’accogliente Germania (1,5). E ancora: l’Italia risulta in controtendenza perché altrove, nei maggiori Paesi europei, si assiste a una stretta sul numero delle concessioni, diminuite rispetto al 2014 per esempio in Spagna (91.550 in meno) e nel Regno Unito (7.600 in meno). Mentre da noi si registra il fenomeno opposto, ovvero l’incremento più rilevante in termini assoluti di nuovi cittadini (48.100 in più). L’Italia dunque è la nazione più generosa con gli stranieri che intendono diventare cittadini italiani, quando nel contesto Ue dal 2014 al 2015 si è verificata una contrazione del 7% sul rilascio delle cittadinanze.

Chi sono coloro che ottengono la cittadinanza di uno Stato membro dell’Ue? Nell’86% dei casi si tratta di extracomunitari, soprattutto marocchini, albanesi, turchi e indiani. Nel 31% dei casi i nuovi europei sono africani, nel 21% asiatici (Medio Oriente compreso) e nel 14% sono originari delle Americhe. La maggioranza dei marocchini diventati cittadini europei ha acquisito la cittadinanza italiana (38%), dieci punti sopra la quasi confinante Spagna (28%). E come noto, per inciso, dal Marocco non si scappa da alcuna guerra. Vale anche per l’Albania, i cui flussi migratori sono storicamente orientati verso il nostro Paese: il 73% degli albanesi diventati cittadini di uno Stato Ue ha ottenuto la cittadinanza italiana. Per quanto riguarda il dato anagrafico, gli stranieri trasformati in cittadini degli Stati Ue sono giovani: l’età media è di 32 anni e per un terzo ha meno di 25 anni.

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