voleva parlare in video

Il mullah del terrore non vuole intervenire in aula a Bolzano

La richiesta è stata però respinta dal giudice, perché l'imam Krekar è a piede libero e quindi in grado di partecipare all'udienza

Redazione
Il mullah del terrore non vuole intervenire in aula a Bolzano

In un tribunale blindato da eccezionali misure di sicurezza è entrato nel vivo lunedì a Bolzano il processo per associazione a delinquere a fini terroristici a carico di sei presunti jihadisti, tra cui il mullah Krekar. Il mullah, che respinge le accuse e attualmente vive libero in Norvegia, ove predica da una moschea che il fesso governo norvegese gli ha concesso, nonostante sia stato indicato da tanti kamikaze curdi pentitti come l'istigatore di azioni terroristiche, ha fatto pervenire alla Corte d'assise di Bolzano la richiesta di poter rilasciare delle dichiarazioni spontanee in videoconferenza da Oslo.

La richiesta è stata però respinta dal giudice Carlo Busato, perché Krekar è a piede libero e quindi in grado di partecipare all'udienza. Sono stati poi sentiti tre ufficiali dei carabinieri del Ros, che avevano condotto le indagini.

I carabinieri hanno ricostruito, documentandoli, i legami tra la cellula meranese di presunti terroristi - ed in particolare di Abdul Nauroz, reclutatore di jihadisti già condannato a sei anni - e lo stesso Krekar. I membri della cellula sarebbero stati pronti ad acquistare armi e compiere attentati. 

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