M5S in cortocircuito

Movimento senza Stelle

Sfibrato, caotico ed incoerente. Il Movimento 5 stelle scopre di non avere stelle

Andrea Lorusso
Movimento senza Stelle

Foto milanoweekend.it

Si è partiti con roboanti promesse, buoni propositi, brillanti epurazioni di etnia morale. Mai più delinquenti, rimborsi spese, indennità, professionisti della politica e tecnici di ogni qual si voglia genere. Cittadini semplici, puri e casti, che avrebbero messo la loro onestà a disposizione delle istituzioni.

E chi se ne importa delle competenze, delle qualità umane, delle capacità amministrative, dei lunghi curriculum professionali. Cosa vuoi che sia amministrare la macchina dello Stato? Onestà, Onestà! Basta un grido di battaglia, non più il pugno chiuso, non il braccio teso, ma l’onestà.

Perfino Fedez prima di rappare contro Salvini, si divertiva nello scrivere l’inno ai 5stelle, e però poi anziché rimanere con la Sammontana ha virato, pubblicizzando il Cornetto Algida. Ma è inutile distrarsi su quale gelato si sciolga prima.

Virginia Raggi vince Roma
, anche se “c’era un complotto per farli vincere”, loro esultano. Libereranno la Capitale e tornerà la legalità. Presto detto, la legge è tornata subito, ma per correre dietro un assessore della sua giunta. Il tutto sottacendo all’opinione pubblica, agli elettori ed ai cittadini l’accaduto. Neanche il sistema operativo Rousseau era stato abbastanza vigile, nemmeno quel Di Maio sempre incravattato e pudico che di fronte all’evidenza di avere avuto notizia, a mezzo mail, s’è difeso: “È vero, l’ho ricevuta, ma non l’ho capita.”

E se fosse solo un problema di comprensione del testo, di italiano, o di email, poco ci importerebbe. Anche se è abbastanza agghiacciante il fatto che un movimento nato sul Web poi non capisca le mail, procediamo.

I grillini hanno basato tutta la loro fortuna elettorale sulla propaganda della trasparenza. Basta  un avviso di garanzia,  un sospetto, uno scontrino di due euro non rimborsato, e via, finivi e finisci sulla graticola del più bieco e sospettoso giustizialismo mai provato in politica.

Una rettitudine divenuta schizofrenia mediatica, distorta e molto spesso futile. Perché non solo manda all’aria ogni principio giuridico di garanzia, ma brucia sul rogo un po’ tutto, carbonizzando anche i buoni politici, perfino onesti, senza gridarlo ai quattro venti, e adesso, brucia perfino loro.

Già perché il video di difesa della Raggi (https://www.youtube.com/watch?v=l6NCyq5IknE) sarebbe perfetto per un qualunque sindaco del PD, di Forza Italia, o di una compagine politica “normale”. Non dei pentastellati. “Dobbiamo leggere le carte”, “Abbiamo fiducia nei PM”, ecc, ecc. E la fede adamantina? E l’ombra del sospetto che per statuto va scacciata in un batter d’occhio? Sta a vedere che non è possibile amministrare e restare vergini?

Eppure un pizzico, una polvere di stelle torna sui “Poteri forti”. Questi brutti e cattivi ceffi invisibili che vogliono male a Grillo e i suoi, noncuranti che stanno facendo tutto da soli. Si sono avvitati sui loro stessi principi, implosi sui loro pseudo-contenuti, accartocciati su una razza umana non diversa dal resto, solo perché grillina.

Insomma, c’è questo fumus persecutionis invisibile, con un nemico vago come la nebbia di Totò quando arriva a Milano. In realtà c’è il sole, ma l’importante è credere alla foschia.

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