presidenziali americane

La Clinton continua col ritornello degli hacker russi. L'Fbi la smentisce

Il direttore della polizia federale, James Comey, dichiara pubblicamente che "non c'è alcun dubbio sulla tenuta dei software che gestiscono i milioni di voti, questo anche se si trattasse di hacker guidati dai servizi segreti russi"

Alfredo Lissoni
La Clinton continua col ritornello degli hacker russi. L'Fbi la smentisce

Il direttore dell'FBI James Comey

Hillary Clinton continua a raccontare la balla degli hacker russi pronti a manomettere informaticamente i risultati delle presidenziali (parandosi così le spalle in caso di sconfitta) ed alla fine anche all'Fbi perdono la pazienza. Ed il direttore della polizia federale, James Comey, annuncia pubblicamente che "non c'è alcun dubbio sulla tenuta dei software che gestiscono i milioni di voti, questo anche se si trattasse di hacker guidati dai servizi segreti russi".


Per inciso, proprio il Bureau, nei giorni scorsi, aveva gettato benzina sul fuoco, pubblicando un'allerta "sulla possibilità che pirati informatici possano prendere di mira i computer che gestiscono il sistema di voto dei singoli stati. Per esempio in Arizona gli hacker sono riusciti a ottenere una delle due chiavi necessarie per accedere alla lista con i cittadini iscritti al voto".

Allo stesso tempo l'Fbi sta investigando su una serie di attacchi e furti al partito democratico, nei quali si crede fermamente che possa essere coinvolto il Cremlino. Comey non ha voluto di discutere questo argomento, ma ha cercato di rassicurare i partecipanti dell'Intelligence and National Security Summit sostenendo che c'è una grande differenza tra l'accesso alle liste delle persone registrate e quello al sistema di conteggio.

"La bellezza del sistema di voto degli Stati Uniti è che è distribuito in cinquanta stati ed è molto farraginoso", ha aggiunto Comey. Anche le elezioni federali infatti sono gestite dai singoli stati senza che ci sia un agenzia centrale che se ne occupi. Infine Comey ha ricordato come l'arretratezza del sistema sia, paradossalmente, un suo punto di forza. Spesso, ha concluso il capo della polizia federale, i voti vengono contati a mano dalle persone senza un computer. "Gli hacker capirebbero che non c'è una cavo a fibra ottica a gestire i voti, ma una donna che si chiama Sally e un uomo che si chiama Joe".

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