Le ambiguità del ministro

Cara Stefania Giannini, topless e burkini non possono coesistere

Il titolare dell'Istruzione sostiene di essere stata messa in croce per la foto del 2014 che la ritraeva a petto nudo. E si scaglia contro i tabù culturali della nostra società. Ma non dice una parola sui tabù culturali, pericolosi e oscurantisti, incarnati dal burkini

Marco Dozio
Cara Stefania Giannini, topless e burkini non possono coesistere

Foto da "Chi"

Il ministro Stefania Giannini sogna una società italiana più aperta, in stile danese dice lei, in cui una donna non venga giudicata per la scelta di prendere il sole in topless. Anche noi abbiamo la medesima aspirazione. Ci piacerebbe però sapere che ne pensa il ministro del presunto “diritto” di indossare il burkini, usanza fondamentalista spacciata per “diritto”, appunto, da larga parte della sinistra anche femminista. Peccato che il topless (o addirittura il semplice bikini) sulle nostre spiagge alla lunga non possa coesistere con il costume degli estremisti islamici.

Lo dice l’esperienza del mondo arabo, di Paesi come Marocco o Egitto le cui spiagge decenni fa erano affollate da donne in costume “ordinario”, poi gradualmente costrette a rinunciare o a coprirsi per il clima di intolleranza generato dagli estremisti e dalle estremiste. Dunque per evitare di incorrere in sprezzanti giudizi morali, insulti, sputi, aggressioni.

Per evitare insomma di essere chiamate “luride puttane”, com’è successo l’altro giorno alle due donne di Tolone, in Francia, aggredite da giovani musulmani perché indossavano pantaloncini corti. Oppure com’è successo a giugno, sempre a Tolone, a Maud Vallet, 18enne aggredita su un pullman a suon di sputi e insulti da un gruppo di ragazze musulmane perché indossava pantaloncini corti. Il divieto di burkini è un modo per arginare il fenomeno, per affermare un principio, per cercare di scongiurare simili bestialità, per preservare almeno lo spazio delle spiagge da certa arroganza e prevaricazione islamica.

Questa è la ratio del provvedimento francese bocciato dalla corte suprema ma ancora in vigore a Sisco in Corsica, dove ad agosto un gruppo di musulmani ha cercato di occupare in modo sistematico la spiaggia pubblica avvalendosi di donne "burkinate", per poi reagire con violenza alla foto scattata da un turista.

Ecco cosa ha dichiarato il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini alla Triennale, in merito alla famosa foto in topless dell’estate 2014: “Mi è capitata una cosa che non sarebbe successa ad un ministro danese. Sono stata messa in croce per mesi, quando prendevo in Versilia il sole, a casa mia, in uno stabilimento particolarmente privato, come ho sempre fatto. Dobbiamo essere molto onesti, perché la nostra è una società che certi tabù non li ha superati”.

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