ANCORA LICENZIAMENTI

I bancari saranno presto Robot

Migliaia di posti di lavoro a rischio tra digitalizzazione ed automazione

Andrea Lorusso
I bancari saranno presto Robot

Foto skytg24.it

Nel Mondo bancario ci sarà un’apocalisse tra qualche anno che smuoverà l’intero comparto verso un destino nefasto, la disoccupazione di settore. Un tempo “il posto in banca” era un tempio venerabile ed associabile al pubblico impiego, ma meglio retribuito. Un segmento della società che negli anni non ha mai avuto una forte sindacalizzazione, e gli scioperi sistemici si possono contare sulla punta delle dita.

Eppure nell’era della finanza globale l’unico sacramento sociale è il profitto, e mentre in Giappone partono già le prime sperimentazioni, non sono passate inosservate le dichiarazioni del Ceo di Deutsche Bank John Cryan: “I bancari? Lavorano già come robot. Tanto vale sostituirli con robot veri.”

Nel piano quinquennale della banca tedesca sono previsti tagli al personale per 9mila unità a tempo pieno, ed una sforbiciata di 6mila collaboratori esterni. “La  verità – ci spiega Cryan - è che non abbiamo più bisogno di così tante persone. Nelle nostre banche abbiamo dipendenti che si comportano come robot, svolgendo compiti meccanici. Stiamo andando verso un futuro in cui i robot si comporteranno come persone.”

C’è una falla nel discorso dell’amministratore delegato, le persone non possono trasformarsi in robot. Questi ultimi non andranno al bar la mattina per il caffè, non faranno la spesa, non organizzeranno viaggi, non procreeranno, non metteranno su famiglia e non chiederanno né mutui né prestiti alla sua banca, tantomeno apriranno un conto corrente. Né direttamente gli ex dipendenti e né il negoziante, commerciante, e così via.

Non ci si rende davvero conto con la fine di arti e mestieri, se non inventano altre forme di sostenibilità al reddito (non potremo essere tutti tecnici informatici od ingegneri meccanici), che assieme alla disoccupazione moriranno anche i servizi, a cominciare dal terziario.

Mi tornano in mente le parole di Marine Le Pen di qualche anno fa, quando profetizzava scenari simili: “Non aumentiamo consensi tra i laureati, nella classe media creativa, perché sono quelli che credono ancora di poter guadagnare dalla mondializzazione. È come sul Titanic: Finché l'acqua sommerge le cabine di terza classe, quelli della prima ballano. Prima o poi anche loro capiranno che stanno per annegare.”

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