Mentre gli italiani restano senza casa

Case popolari in Lombardia, la metà finisce agli immigrati

In quattro anni si è registrato un incremento considerevole di appartamenti affidati a stranieri, beneficiari di quasi il 50% delle assegnazioni rappresentando però il 13% della popolazione. Con buona pace delle migliaia di connazionali in attesa di un alloggio

Marco Dozio
Case popolari in Lombardia, la metà finisce agli immigrati

Foto ANSA

Non ci sono abbastanza alloggi di edilizia residenziale pubblica, ripetono. Dunque il sottinteso, ma neanche tanto, è che bisognerebbe costruire e cementificare ulteriormente. C’è un’emergenza abitativa perdurante e le graduatorie sono infinite, aggiungono, con persone e famiglie aventi diritto che attendono per anni e anni, invano, l’assegnazione di una casa.

Poi si dà uno sguardo alle statistiche fornite dall’Aler, l’azienda regionale per l’edilizia pubblica, e si scopre che in Lombardia quasi la metà delle case popolari finisce agli immigrati. A fronte di una presenza straniera in regione del 13%, pur notevolmente superiore alla media nazionale che si attesta sull’8%. Quando si parla di “migranti” come risorsa anche dal punto di vista economico, forse bisognerebbe fare i conti con dati come questi, a proposito dell’incidenza sui costi per i servizi sociali.

Il report dell’Aler, in risposta a un’interrogazione in Regione del consigliere Riccardo De Corato (FdI), mette nero su bianco che nel periodo tra il 2012 e il 2016 si è registrato un incremento considerevole, in percentuale, di appartamenti affidati a stranieri. Il dato è disaggregato nelle cinque macroaree in cui è suddivisa l’azienda regionale. Per le province di Bergamo, Lecco e Sondrio, il numero di stranieri assegnatari passa dal 36% al 45%. Per le province di Brescia, Cremona e Mantova resta stabile attorno a un enorme 49%. Per le zone di Pavia e Lodi il balzo è dal 33% al 39%, mentre per le province di Varese, Monza e Como si passa dal 28% al 37%. Poi c’è il caso di Milano e hinterland, che rappresenta il grosso delle assegnazioni: qui il salto è dal 36% al 46%. “Insomma metà delle case costruite con i fondi Gescal degli italiani vanno a stranieri – scrive De Corato su Facebookcon buona pace dei 23mila milanesi che sono in attesa di una casa”.

Colpisce anche la statistica sulle occupazioni abusive: nella sola area di Milano e hinterland sono 3.887, circa il 10% del totale delle abitazioni Aler, di cui 2.653 per effrazione. Cifre spaventose. E questo la dice lunga sul senso di legalità che regna in molte zone periferiche di Milano, la stessa Milano che secondo luoghi comuni imperanti avrebbe “svoltato”, in quanto città proiettata in Europa, aperta, solidale, innovativa e dove c'è un'ottima qualità della vita. Lo ripetano, lorsignori, a chi vive in certi quartieri.





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