Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

UFO, gli X-files spagnoli

i dossier del "mando operativo aereo"

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I dischi di Bayan Kara Ula

il mistero sulla stampa internazionale

I dischi di Bayan Kara Ula

Gli UFO visti dagli astrofili

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Quando l'uomo-ramarro terrorizzò la Sud Carolina

Per non dimenticare

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Battaglia di Los Angeles, il memo per Truman

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Gli UFO sorvolano l'Arabia Saudita

i dischi volanti nel mondo islamico

Gli UFO sorvolano l'Arabia Saudita

La Penisola arabica, che rappresenta il mondo arabo propriamente detto ed è la culla ed il cuore dell'Islam, è composta da Giordania, Irak (in parte), Arabia Saudita, Yemen, Repubblica Democratica dello Yemen, Kuwait, Oman, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Barhein. Confina a nord con la Siria e ad est con l'Iran. Geograficamente appartiene all'Asia ed è compresa tra il mar Morto, il golfo di Aqaba, il mar Rosso ed il Golfo Persico. Tre milioni di chilometri quadrati. E diversi avvistamenti UFO, certamente non in quantità tali da gareggiare con Europa o America - a quanto ci è dato di sapere, superando la barriera linguistica e la scarsità di informazioni fornite all'Occidente -, ma comunque consistenti e considerevoli. Come nell'episodio di Jubail, in Arabia Saudita, allorché il 28 marzo 1996 un disco volante illuminò la città e sorvolò la raffineria di greggio, la seconda più grande dello Stato. Secondo quanto riferito dal giornale al-Eqtisadiah, l'UFO venne avvistato da un gruppo di beduini che si trovavano in riva al Golfo. "Ho pensato di sognare", dichiarò uno di questi, Shaheen bou-Ainann. "L'area circostante venne illuminata per alcuni minuti da una luce brillante sprigionata da un ordigno ovale che poi è scomparso in maniera innaturale" (il primo caso UFO locale risale al 5 novembre 1947, lo stesso anno dei primi avvistamenti americani). Il proliferar di Internet ha dato la stura ai consueti fake (non necessariamente ad opera di arabi), come il preteso UFO che si sarebbe schiantato in Arabia Saudita nel 2016 o il finto atterraggio di un ordigno (peraltro non in Arabia) e ai video discutibili (privi di serie analisi scientifiche) come il sigaro volante verdognolo apparso su Riyadh il 27 febbraio 2013, che potrebbe avere una spiegazione convenzionale e gli UFO su La Mecca nel 2011 e 2012.

Mike Pompeo, un ufologo alla corte del re

Foto ANSA

qualcosa si muove nelle alte sfere...

Mike Pompeo, un ufologo alla corte del re

Mike Pompeo, l'ex direttore della CIA che nei mesi scorsi aveva ordinato la messa on line di migliaia di documenti X-files sugli UFO e sul paranormale raccolti in quarant'anni dall'Agenzia di spionaggio, è neo segretario di Stato. A nominarlo, qualche giorno fa, è stato Donald Trump. E c'è da chiedersi quali risvolti possa avere questa improvvisa promozione, per i fans della ricerca nel mondo del mistero. Promoveatur ut amoveatur, cioè sia promosso per essere rimosso, oppure dietro il nuovo incarico si nasconde il tentativo di "scippare" informazioni segrete sugli UFO a Paesi estranei al blocco NATO ed ex comunista, che sull'argomento possono avere tanto da dire? Perchè in queste ore Pompeo sarà in "tour" in Medioriente, vale a dire in quelle terre ove, secondo molti ufologi, tutto cominciò: ove scesero quegli esseri che i testi religiosi antichi chiamano i "Veglianti" o "Vigilanti" (Watchers, in inglese) e ove da secoli di tramandano "leggende" di incontri ravvicinati con "angeli" e "giganti" (Giborrim, Jinn, Bene-Elohim, Annunaki ecc...). E ove tuttora i "tapak tahìr", per dirla con la dizione araba, continuano ad essere visti, schedati e immortalati. Pompeo è giunto sabato a Riad, in Arabia Saudita, la prima tappa del tour in Medio Oriente che lo vedrà poi in Israele e Giordania. La visita, la prima dalla sua conferma a capo del dipartimento di Stato, è - scrive l'Ansa - "occasione di colloqui a più livelli e precede di pochi giorni scadenze cruciali per gli equilibri della regione, dal nucleare iraniano al trasferimento dell'ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme". Ma siamo sicuri che si tratti solo e soltanto di questo?  Perché sarà solo un caso, certo, ma "guarda caso" proprio Israele, nei mesi scorsi, a giugno, aveva testato con le IDF, le Forze di Difesa Israeliane, un cyber-addestramento per l’Aeronautica Militare, basato sul presupposto che il Paese potesse essere attaccato dagli alieni. Il singolare training fu così spiegato da Affaritaliani.it: "L’esercitazione si è basata su uno scenario in cui il mondo era sotto attacco da invasori alieni, e la tecnologia IDF ha affrontato la sfida di sabotaggio dei sistemi tecnologici avanzati da parte di navi aliene". Per essere una semplice simulazione al pc pensata per "invogliare i più giovani" (da quando in qua i cadetti devono essere invogliati? Obbediscono e filare, punto e basta), come ha raccontato il tenente colonnello Meir Indor, comandante dell’unità di ingegneria dell’IDF, direi che lo scenario è stato sin troppo dettagliato, per essere di pura fantasia. E la conferma ci viene da un altro militare israeliano. Secondo il capo della sicurezza informatica, il maggiore Gil Limon, durante l’addestramento, tutte le attrezzature utilizzate dai militari, "erano interconnesse tra loro per hackerare i sistemi in una rete di computer aliena,  per ottenere informazioni dai loro sistemi nel tentativo di proteggere i sistemi di difesa FDI". Insomma, Independence Day fatto realtà. Vogliamo ancora credere che si sia trattato solo di un test? Quanto all'Arabia Saudita, ove si trova Pompeo in queste ore, non si è ancora spento il clamore di quell'avvistamento UFO su Medina, avvistato e fotografato da molti nel gennaio 2014 (e che il solito scettico James Oberg ha liquidato come un frammento in caduta libera de satellite cinese Chinasat-9 lanciato nello spazio nel 2008), presumibilmente schiantatosi non lontano da La Mecca. Alieno o terrestre che fosse l'ordigno avvistato, l'episodio fu tale da destare notevole preoccupazione, in quanto accaduto nella zona santa e sacra per eccellenza per i musulmani. E non è la prima volta che questo accade. Già nel 2016 un altro disco volante si era schiantato nella regione di Jizan, ad Arraith. Il governatore della città, Abdul Rahman Al-Osaimi, smentì in seguito la notizia e cercò di tranquillizzare la popolazione allarmata (che più che ad un UFO pensava ad un attacco aereo americano) dicendo di "essersi recato personalmente sul luogo del presunto incidente e di non avere trovato nulla di insolito". Non fu creduto.

Tornano gli UFO in Italia: segnalazioni da nord a sud

Foto ANSA

extraterrestre portami via

Tornano gli UFO in Italia: segnalazioni da nord a sud

Sbarcano gli UFO in Israele

a volte ritornano...

Sbarcano gli UFO in Israele

La bestia di Exmoor sulla stampa polacca

mutilazioni animali nel regno unito

La bestia di Exmoor sulla stampa polacca

Il primo a parlare della misteriosa "bestia mannara" che già nei secoli scorsi mutilava animali in Gran Bretagna, dandole dignità letteraria, fu sir Artur Conan Doyle, che le dedicò addirittura un romanzo, Il mastino dei Baskerville. Ove si immaginava un gigantesco molosso fantasma, dal viso orribile, che ululava nella brughiera causando la morte della famiglia Baskerville. Una finzione letteraria, che nel romanzo trovava una spiegazione convenzionale in onore della razionalità tirata all'eccesso del detective di Baker Street, ma tratta da un preteso evento reale, la presenza, lungo le coste inglesi, di un essere infernale, di forma canina. Spiegato, nell'Ottocento e nei primi del Novecento, come un'entità fantasma. Insolitamente tangibile e reale, però. "Il mastino dei Baskerville è ritornato ad ululare nella desolata brughiera di Dartmoor", avrebbero scritto i giornali, anche italiani, il 28 marzo 1989. Circa un non meglio identificato "animale nero lungo un metro e mezzo", visto da parecchi testimoni lungo le alture del parco nazionale del Devon, la stessa contea ove Conan Doyle aveva ambientato l'avventura di Sherlock Holmes. La polizia di Bovey Tracey, uno dei maggiori centri della zona, aveva ricevuto numerose segnalazioni da allarmatissimi agricoltori, che dicevano di aver visto sulle alture un animale a metà strada fra un alano e una pantera. "È un grosso mistero", commenterà un portavoce della polizia. "Negli ultimi otto anni abbiamo sempre sentito parlare della bestia di Exmoor, un misterioso felino che ha fatto stragi di pecore sulle alture di quel parco nazionale un centinaio di chilometri a nord di Dartmoor. Ma qui, a parte la leggenda del mastino di Sherlock Holmes, non avevamo mai avuto a che fare con dei mostri". Di seguito, diverse fotografie (dubbie) della Bestia di Exmoor...

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