Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

Politico umbro: "Siamo vicini al contatto UFO"

Foto ANSA

"nel 2017-2020 annuncio dei Governi?"

Politico umbro: "Siamo vicini al contatto UFO"

"Esistono un milione di rapporti, nel mondo, su avvistamenti di UFO: 200.000 sono molto attendibili. Nel 2017-2020 l'annuncio dei Governi? Prepariamoci a questa evoluzione cosmica ed etico tecnologica". E poi: "Siamo vicini al contatto, ci sono molti segnali". A scriverlo sul suo profilo Facebook è Claudio Ricci, ingegnere (nel settore trasporti) e consigliere regionale umbro del Centrodestra, già candidato alla presidenza della Regione nel 2015 ed ex sindaco di Assisi. Un post al quale hanno subito fatto seguito numerosi commenti. "Mi sono solo limitato a dare dati di pubblica conoscenza ed ognuno poi è libero di interpretare queste situazioni nel modo che ritiene più adeguato" ha spiegato Ricci. "Scientificamente", ha aggiunto, "si è cominciato a prendere atto di questo fenomeno, con fonti istituzionali, militari e governative che oggi affrontano il problema e quindi non si può più far finta che il tema sia inseribile nelle stranezze di qualche appassionato di settore".

La NASA trova un cucchiaio su Marte

Nelle foto NASA, a sinistra, il cucchiaio del 2016, a destra quello (volante) del 2015...

fotografato per la seconda volta

La NASA trova un cucchiaio su Marte

Chi ha lasciato un cucchiaio su Marte? La straordinaria fotografia, estrapolata da un video NASA, in queste ore è alla ribalta. Vista così, quell'immagine catturata dal rover della NASA Curiosity, parrebbe veramente una forma molto simile ad un utensile. E non è nemmeno la prima volta che viene immortalata, perchè nel settembre 2015 Curiosity fotografò un'altra sporgenza simile a un cucchiaio sulla superficie del Pianeta Rosso. All'epoca la NASA disse via Twitter che era una "roccia modellata dal vento", solo che la foto (se non è stata ritoccata) mostrava l'oggetto sospeso per aria, con tanto di ombra riflessa sul terreno. Il "cucchiaio" del 2015 misurava una decina di centimetri, secondo i calcoli di Emily Lakdawalla della Planetary Society. Insomma, era da polenta. Le immagini della nuova singolare forma sono subito diventate virali, accendendo negli appassionati di UFO la speranza che il cucchiaio di Marte possa essere la prova tangibile della presenza di vita aliena sul pianeta. Per la verità siamo scettici su entrambe le immagini, ed il sospetto che qualcuno lassù, non su Marte ma alla NASA, giochi a fare il furbo con la computergrafica, magari per scucire qualche dollaro di finanziamento per l'ente a miliardari creduloni come quel Lawrence Rockefeller, fanatico degli UFO e intimo amico dell'UFO-maniaca Hillary Clinton, è forte.

UFO, gli astronauti parlano

misteri spaziali

UFO, gli astronauti parlano

Di UFO gli astronauti non possono parlare. Segreto militare. Ciò alimenta una fitta dietrologia spesso inverificabile; la NASA, da parte sua, non brilla certo per trasparenza, ed anzi tende a negare o a minimizzare tutti gli avvistamenti. L'episodio più sconcertante riguarda nientemeno che l'allunaggio americano del 20 luglio 1969. Un radioamatore sovietico (australiano, secondo altre fonti), sintonizzato sulle frequenze di trasmissione della NASA, avrebbe intercettato una comunicazione riservata tra gli astronauti scesi sulla Luna e la base americana. Neil Armstrong dichiarava: "Questi oggetti sono spaventosi, enormi. Non ci credereste. Ci sono delle sonde spaziali laggiù. Sono in fila sul fondo del cratere, sul lato opposto al nostro. Sono sulla Luna e ci stanno osservando". Attorno a quest'episodio, mai confermato dalla NASA e seccamente smentito da Armstrong, è fiorita la solita pubblicistica sensazionalinista, basata su fotografie, spesso riprese in maniera acritica, che mostrerebbero dischi volanti sulla Luna: si va dalla sagoma di un disco atterrato (in realtà è solo una collinetta vista di taglio) alla sequenza filmata, divulgata all'epoca dal giornalista americano Walter Cronkite, in cui si vedono in maniera molto distinta strane luci sull'orizzonte lunare, dovute ai faretti piazzati dagli astronauti ed ai riflessi sull'obiettivo Hasselblad degli astronauti del foglio di alluminio utilizzato per catturare le particelle cosmiche. Esiste però un filmato, girato da Buzz Aldrin l'11 luglio durante il viaggio verso il satellite, in cui si vedono due globi di luce bianco-bluastra che sembrano inseguire la navetta americana; potrebbe trattarsi di riflessi; sebbene il filmato sia disponibile e di facile reperimento, la NASA ha seccamente smentito l'episodio, dapprima in maniera informale, in seguito ufficialmente, con una nota datata 1975. Al di là di ciò, l'evento accadde realmente. In merito Aldrin, ormai in pensione e svincolato dal segreto militare, ha dichiarato nel 1993 alla stampa italiana: "Un UFO c'era, con noi. Poco dopo aver lasciato il campo gravitazionale della Terra diretti alla Luna, tutti e tre, Neil Armstrong, Mike Collins ed io, vedemmo apparire sull'oblò un oggetto luminoso che ci seguiva a distanza. Ne informammo Houston, la base. Pensammo che fosse l'ultimo stadio del Saturno 5, il missile che ci aveva lanciato, ma i conti non tornavano. Non poteva essere neppure la sonda robot lanciata dai sovietici per batterci almeno simbolicamente nella corsa alla Luna, perché era più avanti di noi. Che cos'era? Non lo so, non lo scoprimmo mai. L'oggetto ci accompagnò per molte ore e poi scomparve". Confessioni di questo tipo, un tempo veicolate solo in via confidenziale, hanno spinto in passato un altro ex impiegato NASA, lo scienziato Maurice Chatelain, a prendere posizione affinché l'Ente spaziale americano divulgasse tutti i dati relativi all'allunaggio. Chatelain, in particolare, si diceva sicuro che Neil Armstrong avesse visto addirittura alcuni alieni sul bordo di un cratere, e che la NASA avesse messo a tacere la vicenda. A prova di ciò, Chatelain faceva notare che, in una missione prevista per il 1996, l'Ente spaziale aveva intenzione di depositare sul nostro satellite due robot di rilevamento dati, muniti di telescopi, proprio nel punto esatto dell'allunaggio del 1971, anno in cui una nuova spedizione avrebbe trovato tracce inconfutabili del passaggio degli UFO, sottintendendo così un tentativo di comunicazione con gli alieni. L'episodio al quale faceva riferimento Chatelain coinvolgeva l'astronauta Shepard che, il 31 dicembre 1971, a bordo della navetta Apollo 14, aveva avvistato una serie di luci misteriose che inseguivano la sua astronave. Una volta sceso sulla Luna, Shepard avrebbe trovato al suolo molte strane impronte, come se in seguito fosse passato "qualcun altro". Questo fatto è stato confermato, durante una conversazione privata con l'ex pilota della Lufthansa Werner Utter, dall'astronauta americano Charles Conrad, della missione Apollo 12. Conrad, sceso sulla Luna il 19 novembre 1969, sosteneva che tutti gli equipaggi Apollo, succedutisi sulla Luna tra il luglio del '69 ed il dicembre del '72, avevano trovato sulla polvere lunare un numero di impronte molto maggiore rispetto a quelle lasciate dagli astronauti nel corso degli anni. Conrad ne aveva parlato pubblicamente, la prima volta, durante una conferenza stampa a Budapest, nel 1970, dichiarando che le impronte rinvenute dovevano appartenere per forza ad esseri alieni. Le tracce trovate erano state poi fotografate ed analizzate dai tecnici della NASA, che avevano mantenuto il più stretto riserbo attorno alla vicenda. In seguito Conrad, una volta entrato a far parte di una società aeronautica fornitrice della CIA, ha negato quanto detto, smentendo anche "di aver mai visto qualcosa, nello spazio, che potesse far pensare all'esistenza di forme di vita aliena". Insolitamente, dopo il presunto incontro del 1971, l'astronauta Shepard aveva comunicato via radio un messaggio di fratellanza all'umanità, invitando i governi a far sì che le scoperte scientifiche venissero utilizzate solo per la pace; in più si venne a sapere che, il 29 gennaio di quell'anno, il Centro spaziale di Goddard aveva schedato tutti gli oggetti che orbitavano accanto alla Terra, individuandone alcuni di natura ignota. Dei 2048 oggetti al momento in orbita terrestre, 1540 erano statunitensi, 456 sovietici, 43 europei, 3 canadesi, 3 cinesi, 4 australiani, 1 giapponese e 1 NATO. Gli oggetti erano stati identificati come satelliti, razzi vettori o frammenti vari di origine terrestre satellizzati. Ma l'origine e l'eventuale data di lancio di tre di questi oggetti non poté essere determinata. Non si poteva dunque escludere che, in fase di preparazione della missione Apollo 14, la NASA tenesse in conto anche la possibilità di incontri ravvicinati nello spazio. Essendo però queste versioni riferite da terze persone, preferisco al momento considerarle alla stregua di voci. Così come non posso portare evidenze schiaccianti di un episodio che ho avuto modo di investigare personalmente. Nel 1995 diversi tecnici che da Houston seguivano sul maxischermo le fasi della missione Shuttle vedevano comparire, attorno alla navetta, degli strani globi bianchi che zigzagavano per un po' attorno all'astronave terrestre, per poi allontanarsi rapidissimi in picchiata verso la Terra. Il filmato di quell'incredibile intercettazione nello spazio è stato acquisito e trasmesso in America dalla Fox TV, una volta fuoriuscita la notizia grazie ad indiscrezioni ad opera di alcuni tecnici NASA (che a differenza degli scienziati non sono militari e non hanno il vincolo del silenzio). Ne ho saputo direttamente da un tecnico italo-americano che all'epoca aveva lavorato, da terra, alla missione, e che accettò di incontrarmi per raccontarmi, nel massimo riserbo, quanto aveva visto. La sua testimonianza fu oltremodo tecnica e precisa, e mi convinse della sua buona fede. Ma sfortunatamente non ho prove che quanto raccontato sia effettivamente accaduto in questi termini.

GALLERY / Gli UFO? C'erano anche nel passato

le testimonianze in quadri e manoscritti

GALLERY / Gli UFO? C'erano anche nel passato

Il primo gennaio 1254 la popolazione e le monache dell'Abbazia di Soun Alban furono terrorizzate da un diluvio di stelle accompagnato dalle strane evoluzioni di una gigantesca sfera fumante, come è dato vedere in una miniatura di Mathieu de Paris nell'Historia Anglorum. Il 4 novembre 1697 due globi analoghi, che scaricavano elettricità, passarono sopra Amburgo e altre città del nord-est tedesco. Gli UFO si son sempre visti, nella storia dell'umanità. Il Medioevo, poi, ha conservato per noi tante vicende, interpretate di volta in volta in chiave diabolica o divina, a seconda degli umori del momento. Sigari, "cappelli da prete" e globi alati sarebbero comparsi nei secoli a venire. In un arazzo in lana e seta del 1303, presso la basilica di Notre-Dame de Beaume si nota un UFO a cappello da prete, nero, in volo sulla città, alle spalle di tre nobildonne. Un altro episodio insolito in un contesto non solo sacro ma quotidiano compare nella Bibbia Urbinate del XV secolo (Museo Vaticano, Roma). Una parte del disegno, che dà il titolo all'opera, riguarda la contemplazione di S. Geremia. Sulla destra, un nobile con guardia armata nota in cielo un oggetto infuocato con una sorta di bastone sovrastante. Benvenuto Cellini, nel LXXXIV capitolo della sua autobiografia, scrive: "Arrivati che fumo in un certo punto di rialto, era già di fatto notte, guardammo in verso Firenze, tutti e due d'accordo movemmo gran voce di meraviglia, dicendo: 'O Dio del cielo, che gran cosa è quella che si vede sopra Firenze?' Questo si era com'un gran trave di fuoco, il quale scintillava e rendeva un grandissimo splendore". Una analoga trave di fuoco fu scorta durante il regno di Enrico IV, il 19, 20 e 21 febbraio 1465, come e' documentato e illustrato nel Notabilia Temporum di Angelo de Tummulillis. Un secolo dopo un razzo viene immortalato in un medaglione facente parte della tintura di Charles Le Brun, primo pittore di re Luigi XIV, secolo XVI. L oggetto fa parte della collezione 'gallerie des Gobelins' nel Palazzo dei Conti di Fiandra e mostra un oggetto simile a un proiettile che vola in cielo lasciando una scia luminosa. Una scritta in latino sopra l'oggetto dice "Splendet et ascendit", splende e sale. Leggendo il VII capitolo della Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum del venerabile Beda (672-735 d.C.) scopriamo che, una notte del 664, alcune monache stavano pregando nel cimitero del convento di Barking, vicino al Tamigi, quando una gran luce scese dal cielo e le investì, puntando sul monastero. Indi si allontanò nello spazio profondo. Le suore raccontarono che la luce era talmente forte che avrebbe persino offuscato il sole di mezzogiorno. Il mattino seguente, alcuni giovani della chiesa dichiararono che raggi di luce erano penetrati abbaglianti attraverso le fessure di porte e finestre. Questi bagliori eccezionali rappresentano tuttora una costante nella casistica ufologica. San Gregorio di Tours nella Historia Francorum, racconta di un globo luminoso sul territorio francese nel 583, mentre nelle Cronache Anglosassoni si dice che "potenti apparvero nell'anno 795 sulla Northumbria, spaventando gli abitanti, bagliori eccezionali simili a lampi, e si videro dragoni rossi volare nell'aria". "Nell'anno 796 piccoli globi volteggianti attorno al Sole furono visti in varie parti dell'Inghilterra", riporta il benedettino Roger di Wendover nel Flores Historiarum. Eginardo, biografo di Carlo Magno, al XXXII capitolo della Vita Karoli ricorda un globo discendente sulla via d'Aquisgrana (Aachen), luminosissimo, con un bagliore tale da far imbizzarrire il cavallo del monarca, che cadde ferendosi gravemente. "In verità, questa strage fu preceduta da terribili visioni di cose nell'aria: durante la notte esse ardevano come pallidi fuochi o brillavano come il rosso sangue", è scritto nel Ludovici Pii Vita, circa un cruento scontro verificatosi nell'827 durante la spedizione in Spagna di re Pipino.

Scontro UFO in Gran Bretagna?

fracassata una pala eolica

Scontro UFO in Gran Bretagna?

Ha fatto molto discutere la notizia, sparata in prima pagina l’8 gennaio 2009 dal popolare tabloid britannico The Sun (che supera i quattro milioni di copie vendute al giorno), dello scontro di un disco volante contro una turbina a vento a Loods nel Lincolnshire. Attoniti, i tecnici della centrale avevano trovato una delle tre pale tranciata di netto e scagliata a molti metri di distanza, ed una seconda completamente piegata. Ma il loro portavoce gettò acqua sul fuoco. “Sapevamo che una delle pale funzionava male da tempo; probabilmente è stato il ghiaccio accumulatosi dopo la recente nevicata a piegarle e romperle”, dichiarò. Non la pensava così il Sun, che ha cavalcato la notizia, anche se con toni umoristici tali da farle perdere di credibilità. Secondo il tabloid, la colpa dell’incidente sarebbe di un “UFO a otto gambe”, immediatamente soprannominato “octopus UFO”, ovvero UFO a polipo, di venti metri di diametro, prontamente svanito nel nulla senza lasciare altre tracce; a prova di ciò il giornale aveva esibito la foto prontamente scattata da una signora di 71 anni, che avrebbe impeccabilmente immortalato l’ordigno, riprendendo una sorta di globo di luce fiammante tra le nubi. E sebbene tanta fortuna apparisse sospetta, vi erano anche i testimoni. “Abbiamo visto una palla di luce con dei tentacoli sfrecciare nel cielo e poi scendere a bassa quota”, dichiarò uno di essi. Un altro, membro della giunta comunale del paese, aveva asserito di avere visto “luci strane balenare in direzione della centrale”. Lesley Whittingham, la fotografa, aveva commentato: “Sembrava come un’esplosione nel cielo”. Scettici gli altri giornali. Per il Financial Times le luci viste da “decine di testimoni” sarebbero state quelle dei fuochi d’artificio sparate da un allevatore locale per festeggiare il proprio 80esimo compleanno. Il caso fu invece avvallato, con tanto di filmato della pala eolica fracassata, dal tg scientifico di RaiTre, Leonardo. Sia come sia, resta da chiedersi se sia sufficiente una nevicata per tranciare di netto la turbina di ferro di una centrale eolica. Nella zona, gli ufologi locali avevano già catalogato ben trenta avvistamenti.

Caronia sulla stampa giovanile cinese

sul periodico Ao Mi

Caronia sulla stampa giovanile cinese

La vicenda dei misteriosi incendi di Canneto di Caronia in Sicilia, che qualcuno ha attribuito agli UFO, ha fatto il giro del mondo e, nel settembre 2008, è finita nientemeno che sulla popolarissima rivista giovanile cinese Ao Mi Pictorial (assieme a diversi altri servizi ufologici: i serpenti volanti non identificati o “rods”, la discussa foto di un’aliena su Marte, gli avvistamenti australiani). La rivista popolar-scientifica, che in Cina e tra le numerose comunità di immigrati cinesi nel mondo vende migliaia di copie, ricorda anche fatti analoghi verificatisi in Toscana e parla esplicitamente di dischi volanti come possibile spiegazione per un fenomeno che, sottolinea, ha fatto impazzire gli scienziati.

1936, UFO in Cina

UFO su un aeroporto cinese, 17 agosto 2011

avvistamenti ante-litteram

1936, UFO in Cina

Dalla Cina arriva una notizia collegabile all’ondata di avvistamenti UFO italiani degli anni Trenta, noti come “files fascisti”. Come è noto, secondo la documentazione del Ventennio, alcuni UFO avrebbero sorvolato Venezia e Mestre nell’agosto del 1936. Secondo il Fei Die Zhi Mi (= “Avvistamenti UFO”), un’antologia sui dischi volanti, in Cina gli UFO si sarebbero visti il 15 luglio dello stesso anno sopra la città di Shangai. A raccontarlo, un certo Chen, il cui padre, verso mezzanotte e mentre la famiglia dormiva, si era recato sul balcone di casa. “C’era molto caldo ed era uscito a prendere aria”, ha raccontato Chen. “Ad un certo punto ha notato una cosa molto luminosa, lontana, alta nel cielo”. A 400 metri dal balcone, l’oggetto ha iniziato a compiere delle evoluzioni strane, salendo in cielo prima in direzione sud-ovest, poi descrivendo una parabola ascendente da sinistra a destra. In quel momento l’anziano testimone ha potuto vedere bene l’UFO, “una pallina nera che ha virato verso est; era lontana e si è avvicinata molto rapidamente, restando ad alta quota e dirigendosi verso il paese di Chansu”. Ma, giunto a 130 metri di distanza dal testimone, l’UFO si è bloccato. “L’ho visto sospeso in alto, a venti metri di quota”, ha raccontato il testimone. “Era largo 1,2 metri, sembrava un pallone e sotto di sé si apriva come una bocca da cui usciva del sangue, o del liquido rosso. Non ho visto bene il resto, ero colpito da questo liquido che cadeva dall’oggetto. Il pallone era così grande che due uomini abbracciati non sarebbero riusciti a cingerlo. Poi ha cominciato a rimpicciolirsi”. A quel punto l’uomo ha chiamato a raccolta i familiari, ma quando questi sono usciti, l’UFO non c’era più, come se si fosse spento. Il cielo, sereno, era tornato completamente buio. Il tutto durò non più di tre minuti. La mattina seguente l’uomo si recò sul punto ove aveva visto cadere lo strano liquido rossastro, ma non trovò nulla.

UFO cinese terrorizza una città

panico a yongan

UFO cinese terrorizza una città

L’apparizione di un gigantesco UFO (“fei die”) in Cina ha scatenato il panico tra i cittadini di Yongan. Descritto come lungo e di colore scuro, l’ordigno ha causato reazioni di shock tra i residenti. “Era il 14 marzo 2009, alle 8.54”, ha dichiarato alla stampa un testimone, “quando dalle nubi è uscito l’ordigno e si è posizionato sopra la città”. Una volta avvistato, decine di persone sono corse in cara per prendere le telecamere ma, tornando sul luogo della scena, hanno scoperto che il velivolo era scomparso rapidamente, così come era apparso. L’UFO si era ritirato di nuovo al di là delle nuvole, lasciando curiosi e residenti a discutere su ciò che avevano appena visto. Le autorità locali sono state informate prontamente e le associazioni ufologiche si sono recate sul posto per investigare sull’apparizione della “astronave madre” (così è stata ribattezzata). Ampio il risalto dato dalla stampa all’avvistamento; molti giornali hanno altresì iniziato a fare pressioni affinché il Governo di Pechino apra gli archivi e riveli ciò che sa sull’argomento.

Diamante volante avvistato dai pompieri

UFO a diamante filmato su Newark, USA, il 20 ottobre 2015

avvistamenti in cina

Diamante volante avvistato dai pompieri

Un UFO a forma di diamante è stato ripreso per oltre venti minuti da una squadra di pompieri cinesi a Liu Pan Shui, nella provincia di Guizhou. Tutto è iniziato a metà gennaio 2009, quando uno dei residenti, tale Wang Jia Wei, ha notato in cielo una stella che lampeggiava in modo anomalo, muovendosi in direzione sud-est. L’uomo, pompiere, non ha perso tempo e si è precipitato il caserma per dare l’allarme. “Ho preso la macchina fotografica, una Panasonic usata per filmare i danni causati dagli incendi e dotata di uno zoom a 700 ingrandimenti, ed ho iniziato a scattare”, ha dichiarato. A quel punto Wang si è accorto che la stella era in realtà un oggetto formato da due trottole o diamanti uniti per la base. “Ruotava velocemente su se stesso, lampeggiava ed emetteva una moltitudine di colori: viola, rosso, blu, arancione, bianco e oro”, ha spiegato. Wang ha chiamato i suoi otto compagni di caserma, e tutti hanno potuto osservare lo strano oggetto per circa un’ora sin che non è sparito all’improvviso. I vigili del fuoco hanno potuto persino filmare l’ordigno; il materiale girato è stato mostrato alla stampa, che ha dato grande risalto alla notizia; è stata altresì contattata la Stazione Meteorologica locale, che non vi ha riconosciuto alcun oggetto comune, giudicando il video come la ripresa di un oggetto volante realmente non identificato.

Il disco volante del regista Corbucci

l'inutile intercettazione dei militari iberici

Il disco volante del regista Corbucci

Il regista Sergio Corbucci e la moglie Nori, costumista e anche attrice nei suoi film, avrebbero visto un UFO nella Penisola Iberica, e lo avrebbero anche filmato. Lo rivela, nella propria autobiografia, l’attore Christian de Sica, che scrive: “La cinquecento sobbalzava tutta, squassata dalle risate. Giravano uno spaghetti western in Spagna, allora lì costava poco, nel deserto, con Tomas Milian. A un certo punto, sono nel deserto, un disco volante appare nel cielo infuocato e si posiziona sopra le loro teste. Pietrificati, guardarono tutti all’insù. Corbucci ha la presenza di spirito di dire all’operatore: ‘Alza, alza la macchina, continua a riprendere’. L’ha filmato. E questo filmato è gelosamente conservato alla NASA. Passa un’ora ma il disco volante è lì sulle loro teste. La troupe romana: ‘Ahò, ma quando se ne va, ma che rottura de palle’. L’operatore abbassa la macchina da presa, riprende la scena dove era stata interrotta, e nel deserto spagnolo, sotto lo sguardo allibito degli extraterrestri ricomincia una furibonda sparatoria di un western all’italiana. Il disco volante, disgustato, riprende la via della galassia. Tutto documentato. Alla NASA, Regia di Sergio Corbucci”. La vicenda, ricostruita da De Sica anche per i telespettatori di Che tempo che fa, il 2 febbraio 2009 di fronte ad un allibito Fabio Fazio, era stata già resa nota negli anni Ottanta dallo stesso Corbucci, ospite su RaiTre del conduttore Oliviero Beha. Fu raccontata in maniera un po’ diversa. I fatti si erano svolti a Cuenca negli anni Sessanta. Il disco sarebbe apparso all’improvviso mentre la telecamera stava filmando il profilo dell’attore Jack Palance e, dopo alcuni istanti di sgomento da parte di tutta la troupe, il direttore alla regia avrebbe sbottato: “Ecchè, ci vogliamo fermare per un disco volante?”. “Poco dopo”, dichiarò Corbucci a Beha, dalla vicina base NATO di Torrejon arrivarono due jet USA. Uno si avvicinò all’UFO ma fu spinto via, come se ricevesse una manata, da una forza invisibile. A quel punto i due aerei invertirono la rotta e si allontanarono. Comunque è stato filmato tutto. Il film è da qualche parte in RAI…”.

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