Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

Sfera volante su Tribiano. E a Rho convegno UFO

avvistamento nel milanese

Sfera volante su Tribiano. E a Rho convegno UFO

Mistero a Tribiano, nel Milanese. Un grande ordigno a forma di sfera grigiastra è stato avvistato e ripreso in video da un sorvegliante d'auto. "Il testimone era intento a controllare le macchine, quando la sua attenzione è stata catturata da quello che in lontananza appariva come un semplice puntino", ci racconta Angelo Carannante, presidente del Centro Ufologico Mediterraneo. "In quella zona di cielo non aveva mai visto nulla, in undici anni da che lavora là", prosegue l'ufologo. "A mano a mano che si avvicinava l’oggetto volante aumentava di dimensioni. Era velocissimo, tanto da percorrere una notevole distanza in poche decine di secondi. Aveva il tempo di afferrare il suo cellulare e filmare parte dell’avvistamento, chiamando anche un suo collega che tuttavia non arrivava in tempo a osservare il fenomeno. L’uomo aveva pensato ad un pallone meteorologico oppure ad elio. Tuttavia, nello stesso giorno, il 29 giugno 2017, è stato fatto l’avvistamento di Lavagna che tanto risalto ha avuto sui media". Episodi di cui si parlerà domani dalle ore 11 a Radio Padania, assieme a tanti illustri ospiti (compreso un autorevole esponente della Metropolia ortodossa di Milano) e a Rho in un convegno, “Ufo, fenomeno globale. Gli alieni vengono da Marte?”, domenica 1 ottobre, ingresso gratuito, dalle ore 15,00 alle ore 20,00, all’auditorium padre Reina in via Meda n. 20.

UFO a triangolo sulla Capitale? L'ufologo dice sì

a volte ritornano...

UFO a triangolo sulla Capitale? L'ufologo dice sì

UFO triangolari su Roma? Se sì, si tratta di un caso di rilievo, perché gli avvistamenti di ordigni triangolari sono estremamente rari. Il C.UFO.M., Centro Ufologico Mediterraneo, ci segnala così il caso: "Alcuni UFO in formazione, bianchi e luminosi, sono stati filmati su Roma in pieno giorno. Il cielo era azzurro e la giornata calma. I due testimoni, il 5 luglio 2017, intorno alle ore 8 e 30 antimeridiane, si stavano recando al lavoro, quando la loro attenzione veniva catturata da alcuni oggetti in cielo". "Superato il primo momento di stupore", spiegano gli ufologi, "le due persone filmavano le evoluzioni degli oggetti, che apparivano in formazione. Hanno girato due video della durata complessiva di oltre un minuto, quanto basta per apprezzare l’inusualità dei presunti velivoli. Le luci della formazione erano disposte a triangolo, con un vertice che a sua volta appariva composto da tre luci. Le luci degli altri due vertici alcune volte sembravano avvicinarsi in sincrono a quella del terzo vertice (ma probabilmente è stato solo un gioco di prospettiva)". Gli ufologi del C.UFO.M., a cui è stato affidato il caso, non hanno escluso che "potesse trattarsi di un unico oggetto di forma triangolare, con la particolarità di confondersi completamente con il cielo con un magistrale effetto camaleonte e di cui erano visibili solo le luci ai tre angoli del triangolo che formavano". Un caso giudicato "importante" e di cui si parlerà in modo approfondito al convegno ufologico di Rho (Milano) di domenica 1 ottobre 2017 (dalle ore 15 alle 20, ingresso gratuito, con importanti ospiti tra cui il noto rapito Zanfretta). Il presidente del C.UFO.M., Angelo Carannante, pur dicendosi "abbastanza convinto che possa essersi effettivamente trattato di un UFO", non esclude peraltro anche "ipotesi convenzionali". Insomma staremo a vedere cosa sortirà da ulteriori indagini.   

La Chiesa e la vita extraterrestre

ufo: benedetti dal signore

La Chiesa e la vita extraterrestre

I potenti del mondo e la "minaccia aliena"

il club delle galassie / 7

I potenti del mondo e la "minaccia aliena"

Dal marzo 1989 alla pasqua dell'anno seguente verificò in Belgio la più massiccia ed imponente ondata ("flap", in gergo) di avvistamenti UFO. In larga misura gli ordigni volanti erano scuri e triangolari o romboidali, il che spinse taluni ad immaginare un  nuovo prototipo spia, magari americano. Ma nell'aprile del 1990 l'Aeronautica reale allertava i radar di Glons e Semmerzake, per la ricerca degli UFO, aprendosi alla collaborazione con la SOBEPS, un gruppo di investigazione UFO privato. Questi ultimi preparavano venti stazioni di osservazione tra Bruxelles ed il confine tedesco, sguinzagliando squadre mobili di studiosi con misuratori di distanza e telecamere ad infrarossi. Le migliaia di pagine del rapporto SOBEPS sono riassumibili nelle parole del suo investigatore, Michel Bougard: "I misteriosi triangoli volanti sono rimasti un mistero, un UFO nel vero senso del termine"; e nella dichiarazione del professore August Meessen, fisico teorico dell'Università di Lovanio, che ha studiato al computer le traiettorie degli UFO ed ha concluso: "Sono fenomeni che obbligano a riflettere. Non si tratta comunque di fenomeni meteorologici...". Da anni politici, diplomatici e persino gli stessi capi di stato delle potenze leader, in camera caritatis o in conferenza stampa, hanno trattato l’argomento. Harry Truman, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Washington il 4 aprile 1950 dichiarò: “Vi posso assicurare che se i dischi volanti esistono, non sono costruiti da nessuna potenza terrestre”; è poi noto che Jimmy Carter auspicava che l’umanità di questo pianeta entrasse al più presto in un’eventuale Confederazione Galattica alla Star Trek; Gerald Ford voleva creare una commissione di studio che facesse luce sul fenomeno una volta per tutte; George Bush jr. si era detto interessato ma non ha mai rivelato nulla, come del resto suo padre, che per inciso fu quel capo della CIA che – eletto Carter –rifiutò al presidente l’accesso ai dossier top secret sugli UFO; di Bill Clinton si ricorda una battuta: “Se dovessimo essere attaccati da alieni provenienti dallo spazio non ci sarebbe partita”; sua moglie, per contro, è stata “beccata” da un fotografo nel 1995 mentre passeggiava con l’ufomaniaco e  miliardario Laurance Rockefeller, con sottobraccio il libro dello scienziato Paul Davies Siamo soli?; Al Gore, scettico, ha dichiarato di “non avere mai saputo nulla dell’esistenza degli UFO”; Ronald Reagan era invece ossessionato dall’idea dell’invasione aliena, ma già prima di lui, il 7 agosto 1955, il generale Douglas McArthur, a colloquio con l'armatore italiano Achille Lauro a New York, aveva invitato le nazioni della Terra a fronteggiare un “possibile attacco dei dischi volanti”; il generale d’aviazione francese Lionel Chassin, quando era ancora comandante in capo della Difesa aerea, nel marzo 1955, affermava che i dischi volanti rappresentavano "una squadra di sorveglianza dei mondi arretrati che moltiplica i voli d'osservazione da quando i terrestri, avendo cominciato a scoprire il segreto dell'atomo, sembrano poter divenire pericolosi per gli altri mondi". Il delegato del Portogallo Vasco Garin, all'assemblea delle Nazioni Unite del 27 ottobre 1959, di fronte ad una proposta sovietica di disarmo nucleare, sbottava: "Le nostre forze, comprese quelle dell'Unione Sovietica, farebbero una meschina figura se noi avessimo solamente coltelli o fionde con cui difendere noi stessi da parte di un'invasione di un altro corpo celeste". Il 15 settembre 1959 il deputato laburista australiano W.F. Crabtree (poi Ministro al Territorio) invitava il Ministro per la Difesa civile Robert Heffron a “prendere precauzioni contro rappresaglie aliene”. "C'è un definito rischio che esseri superiori dallo spazio esterno possano partire per fare rappresaglie se noi continuiamo questo indiscriminato lancio di missili interspaziali", scriveva. Ronald Reagan ribadiva questo concetto il 21 settembre 1987 nientemeno che alla 42° Assemblea delle Nazioni Unite, riunita in seduta plenaria e dunque presente una fetta considerevole di mondo. Il presidente, il cui aereo era stato inseguito da un UFO quando lui era ancora un semplice governatore, incontrando nel 1985 gli studenti universitari di Fallston nel Maryland, aveva improvvisamente sbottato: “Penso che dobbiamo aspettarci che una razza aliena possa insorgere e costituire una minaccia per noi. E penso, sia detto fra noi, che noi stessi possiamo provocare una cosa del genere” (attirando forse l’attenzione con gli esperimenti nucleari, con i radiosegnali emessi o con le esplorazioni spaziali?); due anni dopo, incontrando il premier russo Mikhail Gorbachov, Reagan avrebbe addirittura chiesto aiuto militare. "Durante il nostro incontro a Ginevra", disse in seguito Gorbachov, “il presidente degli Stati Uniti ha detto che se la Terra dovesse fronteggiare un'invasione extraterrestre, USA e URSS unirebbero le loro forze per respingere l’invasione. Non contesterò una simile ipotesi, sebbene sia ancora troppo presto per inquietarsi per un'intrusione del genere”. E ancora, il 4 maggio 1988, durante una riunione del National Strategy Forum di Chicago, Reagan tirò nuovamente in ballo la minaccia aliena. Cinque giorni più tardi il primo canale della BBC trasmetteva poi una curiosissima sequenza (registrata tre giorni prima): Reagan e la moglie stavano per salire sull’elicottero presidenziale, atterrato sul prato della casa Bianca e che avrebbe dovuto portarli al loro cottage per il fine settimana. Un gruppo compatto di giornalisti affollava come di norma il vialetto ed una telecamera della televisione nazionale stava riprendendo la partenza. Mentre Nancy Reagan saliva la scaletta dell'elicottero, il presidente si girava improvvisamente verso i giornalisti dicendo: "Vado nel mio ranch con Nancy per il week end". Fatti alcuni scalini, si fermava nuovamente, si girava verso i cronisti scuro in volto e diceva: "Se dovesse succedere qualcosa... ebbene... io spero che tutti i popoli della Terra si uniranno... ehm... nel caso di un'invasione aliena!". Poi, mentre i giornalisti restavano allibiti e a bocca aperta, Reagan saliva in fretta gli ultimi scalini e chiudeva la porta dietro di sé. La BBC mandò in onda la dichiarazione nel telegiornale delle 18, gelando milioni di spettatori! Di seguito, un documento riservato dell'Aviazione belga sull'ondata UFO 1989-90      

UFO, teste coronate e teste svalvolate

il club delle galassie / 6

UFO, teste coronate e teste svalvolate

Sono molti i politici ed i capi di Stato che si sono avvicinati alla questione degli UFO, da Carlo d'Inghilterra, affascinato dall'enigma dei cerchi nel grano, a Giuliana, ex regina d'Olanda e, in Spagna, la regina Sofia, moglie di Juan Carlos di Borbone. "Se numerosissime testimonianze UFO hanno trovato spiegazione, sussistono casi rimasti senza risposta", dichiarò nel 954 il ministro francese della Difesa Robert Galley; "si sono avute in Francia osservazioni radar inspiegate e così pure testimonianze di piloti militari relative agli UFO". Peccato che quest'inversione di tendenza si sia scontrata, negli anni Novanta, con la cappa d'omertà imposta dal Ministero della Ricerca guidato da Hubert Curien (1988-1993), membro della Trilateral come il nostro Mario Monti. In quegli anni il problema UFO fu o screditato o insabbiato. Un UFO fu invece visto dal duca e Primo Ministro spagnolo Adolfo Suarez (Unione del Centro Democratico). Il "compagno" stava ritornando in patria da una visita in Germania, nel febbraio del 1980, quando improvvisamente "una sfera multicolore veniva avvistata e rilevata anche dai radar di bordo" dell'aereo su cui viaggiava, "senza poter essere identificata". "Successive investigazioni", scrisse il giornale iberico Abc, "provarono che lo spazio aereo in quel momento era totalmente libero". Il 20 ottobre 1963 il presidente della Repubblica italiana Antonio Segni (DC) stava uscendo in macchina dalla sua tenuta di Castel Porziano, a Roma, quando improvvisamente vide in cielo "un oggetto volante discoidale, color grigio metallico, composto da due piatti sovrapposti". "Torniamocene subito a casa", pare abbia detto al suo autista, che si affrettò a fare dietro-front. Agli UFO credeva Gulio Andreotti, che ne fu informato dal console ufologo Albrto Perego; nel 1984 il socialista Bettino Craxi si disse disponibile ad affidarne lo studio al CNR, ma il ministro della Difesa Spadolini gli si oppose. Agli UFO si interessò il presidente filippino Marcos. Putin non ci crede, Cameron invece sì ("Sono convinto che siamo visitati da forme di vita provenienti dallo spazio esterno"). Miyuki Hatoyama, moglie del premier comunista giapponese Yukio Hatoyama (detto "l'alieno") ci crede anche troppo e va raccontando di essere stata su Venere. "Mentre il mio corpo era addormentato, la mia anima salì in cielo su un UFO a forma di triangolo e arrivò fino a Venere. Era un luogo molto bello e molto verde", ha scritto nella sua biografia. Per non essere da meno, la principessa del Giappone Kaoru Nakamaru, nipote dell'imperatore Meiji, ha a sua volta rivelato di essere in contatto telepatico con un alieno dal nome assai poco alieno, Quentin. "Con la sua navicella mi segue ovunque io vada a fare seminari". Darle magari un passaggio, no?

“Compagno, guarda in cielo: arriva E.T.”

il club delle galassie / 5

“Compagno, guarda in cielo: arriva E.T.”

Sulla questione degli UFO la Sinistra italiana, sin dagli anni Cinquanta, ha avuto un atteggiamento scettico, derisorio e strafottente. E questo perché Mosca aveva detto ai vertici nostrani che il problema era pura fantasia. Era una versione di comodo, si scoprì col senno di poi. L'ex Unione Sovietica era terrorizzata all'idea che i dischi volanti fossero qualche nuova diavoleria tecnologica americana e non volevano apparire da meno. Meglio dunque liquidare il tutto sostenendo che chi aveva visto i "bludza" (dischi volanti) fossero - scrisse la Pravda il 9 gennaio 1961 - "individui deboli d'intelletto o subdoli bugiardi". Nel 1952 il regime aveva mandato avanti il professor Boris Kukarin, che era una celebrità nel campo dell'astronomia sovietica, facendogli dire che "quella dei dischi volanti è un'illusione ottica dovuta a pura e semplice psicosi bellica alimentata dai guerrafondai". Il 7 dicembre 1953 Radio Mosca svelò che gli UFO erano "invenzioni fantastiche dei guerrafondai occidentali (ammazza, che fantasia; NdA) che se ne servono per far deglutire più pesanti bilanci preventivi a favore delle Forze Armate ai loro contribuenti". Queste, almeno, eran le balle di Stato. Perché nel 1965 l'allora presidente Breznev, ad Alma-Ata in Kazakistan, dopo un discorso al Soviet supremo - ci informa il giornalista Frank Edwards - "ne tenne un altro stigmatizzando il crollo subito dal morale comunista in Kazakistan" per "l'eccessivo interesse" sul fenomeno degli oggetti volanti, che in quel periodo si vedevano a gogò nella repubblica islamica kazaka. "Quei dischi volanti", scrisse Edwards, "avevano provocato la rinascita della fede religiosa, il ritorno a Dio: l'ultima cosa che i sovietici potessero desiderare". Nell'ambiente accademico le cose - a porte chiuse - andavano ben diversamente. Il 15 settembre 1979 a Kaluga si tenne un accalorato dibattito sulla vita extraterrestre alla conferenza annuale degli scienziati in onore del padre dell'astronautica Kostantin Tsiolkovsky. Al matematico Boris Panovkin, che negava l'esistenza di vita aliena oltre la Terra, si oppose vigorosamente il filosofo Yeugeny Faddev, che ribadiva che "la tesi secondo cui l'intelligenza dei terrestri sia un fatto unico ed irripetibile contrasta con il materialismo dialettico". Già, Marx. La sua dottrina era favorevole all'idea del cosmo abitato. Lo sapevano bene i seguaci, che la ripetevano a pappagallo. Come Mao Tse-tung che in un discorso pubblico ebbe a dire: "I popoli delle stelle ci osservano" (oggi il suo traduttore e biografo ufficiale, il console Sun Shi-li, è il presidente della più grande associazione ufologica cinese, con oltre un milione fra simpatizzanti e iscritti); e Lenin che, chiacchierando un giorno con H.G. Wells (l'autore de La guerra dei mondi, che il russo detestava cordialmenbte perché troppo "borghese"), ebbe a dire: "Se un giorno stabiliremo dei contatti interplanetari, dovremo bandire la violenza come mezzo e metodo di progresso". Di Stalin si sa che fosse ossessionato dagli UFO, che credeva un'arma di Washington; lo ha svelato nel 1991 il professor Valeri Burdakov, che aveva raccolto una confidenza di Serghei Korolev, responsabile della progettazione dei primi razzi spaziali sovietici e grande amico del dittatore. Ed in tempi moderni ci han creduto anche Fidel Castro, il cui aereo privato fu inseguito da un UFO nel 1996, il dittatore del Venezuela Hugo Chavez, che si arrischiò a dire - e non scherzava - che su Marte (il "pianeta rosso" per questo tanto caro ai comunisti) un tempo poteva esserci la vita, poi spazzata via dal capitalismo antiecologista, il presidente della Federazione Russa Dmitry Medvedev, che nel 2013 ammise in tv che ad ogni nuovo capo del Cremlino, oltre alla valigetta con i codici nucleari, veniva dato anche un manuale sulle varie tipologie aliene nascoste sulla Terra...

Emittente tv condanna la congiura del silenzio

il club delle galassie / 4

Emittente tv condanna la congiura del silenzio

Nel 1989 due ufologi americani, giocherellando con il computer, riuscivano casualmente ad avere accesso alla banca dati computerizzata del NORAD, il servizio aereo difensivo statunitense del Colorado. Davanti ai loro occhi, centinaia di informazioni riservate. Si trattava di ben settemila avvistamenti di oggetti sconosciuti nei cieli americani, negli ultimi quarant'anni. La notizia era troppo grossa per non essere divulgata e trapelò. Immediatamente il comitato Just Cause, un gruppo ufologico che si batte per la diffusione dei documenti segreti, invocò la legge sulla libertà d'informazione (FOIA) e ottenne dal NORAD alcune informazioni. Su settemila segnalazioni, ne vennero rilasciate solo poche centinaia, giusto 5 fogli di tabulato in codice, incomprensibili.  Alcuni avvistamenti erano stati poi vistosamente censurati con il pennarello nero, poiché coinvolgevano apparizioni su zone militari. Dinanzi alle proteste del Just Cause, Il NORAD oppose la solita segretezza per "motivi di sicurezza". Ma in realtà questo modus operandi non è altro che la cosiddetta "congiura del silenzio", vale a dire la cappa di discredito e di omertà che i militari "calano" sulla questione UFO, nascondendo i dati, ridicolizzando ufologi e testimoni, mandando avanti pennivendoli e scienziati di palazzo a dire che non esiste nulla. E questo, anche a costo di passar per paranoici ma la realtà è sotto gli occhi di chi vuol vederla, non vale sono negli Stati Uniti. Anche l'Italia ha avuto la sua base segreta di studio ed intercettazione UFO, la sua "Area 51": a Remondò nel pavese, ove spesso, negli anni Novanta, furono visti oggetti che stazionavano "in maniera impossibile" nel cielo, ove black out inspiegabili mandarono in tilt sia le centraline elettriche che i cellulari, ove strane tracce comparvero al suolo. Ad assistere ai fenomeni, anche esponenti del mondo politico, come l'assessore alla polizia di Mortara, Cesare Sacchi. Che, il primo settembre 1996, vide chiaramente, assieme a tre giovani testimoni (la figlia e due sue amiche), fra Vigevano e Tromello, un oggetto romboidale volare via inseguito invano da due elicotteri, su Remondò. E quando il politico chiese lumi ai responsabili della base NATO "ufficialmente dismessa" ed operativa solo a metà, si sentì dire che quindi non avevano captato nulla. Ma tu guarda la sfortuna... "Col senno di poi, non so proprio cosa mi aspettavo rispondessero, che ci aveva sorvolati un UFO?", si chiese Sacchi. Di Remondò i militari non parlano volentieri; ciò nonostante in passato, negli anni Novanta, la stampa locale ebbe comunque modo di riferire le molte stranezze "aeree" che venivano avvistate dai cittadini. Solo l'emittente tv della Lega, Telepadania, ebbe il coraggio, nel 2004 e 2005 e su input di chi scrive, di parlare del "triangolo (UFO) del Ticino" e della base "che non c'è", portando video o testimonianze di esperti che confermavano che anche in Italia esisteva ed esiste la cosiddetta "congiura del silenzio".

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il club delle galassie / 3

“Mira, OVNI!”. Quell'UFO sulla casa del vicepresidente ecuadoriano

Era il 17 febbraio 1992 e a Lagos de Capeira, in Ecuador, si stava ballando la macarena, di prima mattina, per festeggiare il compleanno della moglie del vicepresidente dell'Ecuador, Luis Parodi (Sinistra Democratica). Il figlio Victor stava riprendendo con una videocamera di buona qualità le belle figliole intente alla danza sino a che, ad un certo punto, una donna lancia un urlo, "Mira, mira, OVNI", guarda, guarda, un UFO. Indicando il cielo. A quel punto il gruppo si gira e tutte iniziano a fissare il cielo. Il display della videocamera indica le 6:59 della mattina. Victor Parodi sposta l'obiettivo verso il cielo terso, giusto in tempo per filmare per diversi secondi un oggetto sferoidale, biancastro, che zoomato assume la forma di un sigaro chiaro con un alone rossastro al di sotto (solitamente questo però è un difetto prodotto dagli zoom ottici).  In sottofondo si sentono le voci concitate delle persone). Non sappiamo quale sia stata la successiva reazione del vicepresidente ecuadoriano e del mondo politico, ma un dato di fatto è che l'Ecuador è un Paese che, nonostante la lunga tradizione social-comunista (l'attuale presidente di chiama Lenin...Moreno) solitamente scettica a priori, non ha preclusioni verso il fenomeno UFO. E nel 2007 l'Ecuador è stato il primo Paese dell'area sudamericana a formare un proprio programma spaziale senza l'aiuto delle potenze straniere, progetto poi rimasto in stasi a seguito delle rivolte militari del 2010 contro il presidente Rafael Correa. Differentemente da quello che accade nel mondo comunista occidentale, che interpreta a cazzo gli scritti di Marx (che invece non escludeva l'esistenza di vita aliena, come del resto Lenin e Mao dopo di lui), nei Paesi "rossi" del Sudamerica all'idea degli "alieni tra noi" si guarda con notevole favore: le associazioni ufologiche prosperano, esistono riviste del settore, i giornali ne parlano senza la tradizionale derisione che ritroviamo a casa nostra, la scienza guarda con interesse alla questione. Anzi, tra il 2007 ed il 2014 Cile, Argentina, Uruguay e Brasile hanno aperto al pubblico gli archivi UFO militari, e se ne sono viste delle belle. Centinaia e centinaia di casi "ufficiali" che testimoniavano la veridicità del fenomeno (tracce, inseguimenti aerei, foto e filmati, intercettazioni radar, incontri con alieni e persino "aggressioni" da parte di UFO, evidentemente non tutti "fratelli cosmici" ma espressione di un "club delle galassie" più articolato e vario di quanto non si creda). Nel 2005 il presidente della Repubblica Ecuadoriana Alfredo Palacio, progressista, forse dopo aver visto il video di Parodi dichiarerà pubblicamente: "Gli UFO esistono ma non rappresentano una minaccia". Due anni dopo, su indicazioni della Presidenza della Repubblica, il 25 giugno 2007, le Forze Armate derubricavano 44 casi ufficiali. "In conformità a quanto stabilito dall'Accordo del Ministero della Difesa Nazionale e in base alle disposizioni impartite dal presidente della Repubblica (che all'epoca era ancora Palacio; NdA), ci compiaciamo di informare che declassificheremo le prime 44 testimonianze ufficiali allo scopo di poter condividere tali informazioni con tutte le persone interessate all'argomento, mediante YouTube", dichiarò Jaime Rodriguez, presidente del CEIFO, la commissione governativa di studio sugli UFO. E nei video successivamente rilasciati si vede il comandate dell'Aviazione Militare Wilson Salgado dichiarare: "Gli UFO sono veicoli di origine extraterrestre nella nostra atmosfera. Dobbiamo condividere il nostro spazio con esseri di altri mondi"...

Quella formazione di UFO a croce latina

chiesa ed alieni, il parere di mons. balducci

Quella formazione di UFO a croce latina

Cosa ne pensa il Vaticano dei dischi volanti? Pur non essendoci una posizione dottrinale precisa, il compianto mons. Balducci, teologo e demonologo, sul fenomeno aveva le idee molto chiare...

I celti e gli extraterrestri: visite aliene nel passato

il club delle galassie / 2

I celti e gli extraterrestri: visite aliene nel passato

"Ritengo che gli alieni ci abbiano visitato da millenni con i loro dischi volanti". A dirlo non è stato qualche svalvolato convinto di essere un nuovo messia, ma nientemeno che Hermann Oberth, l'inventore del razzo V-2 e maestro del padre della missilistica tedesco-americana Wernher von Braun. Oberth credeva fermamente negli extraterrestri, che chiamava "gli uranidi" (dal greco ouranós, cielo) e la sua idea delle "visite aliene nel passato" (oggi tanto popolare grazie ai libri di Sitchin, Thompson, Pinotti, Biglino, Drake e altri) fu ripresa in passato anche dal noto astronomo Carl Sagan che, prima di impersonare il ruolo di scettico d'ufficio sugli UFO (la difesa del posto fisso, prima di tutto), nel 1966 aveva scritto, assieme allo scienziato sovietico J.S. Sklovskij il libro Vita intelligente nell'universo (edito in Italia dai "compagni" della Feltrinelli) in cui, fra le altre cose, riportava la foto di un sigillo sumero, il VA 243, che mostrava il nostro sistema solare visto da fuori, a dimostrazione che una mente aliena aveva visitato la nostra galassia e ne aveva parlato con gli abitanti dell'antica Mesopotamia. Oggi guai a parlare di queste cose, almeno in Italia. Anche qua gli accademici "scettici d'ufficio" tengono al posto di lavoro e non intendono sputtanarsi con gli UFO. E dunque, trovano più semplice negare tutto a priori. Ciò non toglie che la possibilità che queste visite aliene nel passato vi siano state è alta. Tant'è che la stessa NASA, anni or sono e nella massima discrezione, mise a punto un progetto denominato SETV, il cui acronimo significava Ricerca di Visitazioni Extraterrestri. O meglio ancora, di antichi manufatti extraterrestri. Come il sigillo sumero di Sagan. Ma c'è un popolo che, seppure molto vicino a noi, è stato spesso trascurato dagli ufologi (che hanno comunque trovato testimonianze a bizzeffe nelle "leggende" mesopotamiche, greco-latine, amerinde e pellerossa) e che invece ha molto da svelarci, quello dei celti. Ai keltoi (come li chiamavano i greci) guardano con molta attenzione i moderni leghisti, ne ne rivendicano la discendenza. Discendenza particolarmente interessante visto che i celti (o galli, Oltralpe) ci hanno lasciato molte testimonianze ufologiche, sopravvissute alla furia distruttrice della Chiesa, che cercò di spazzar via quell'antico retaggio perché ritenuto eretico o diabolico. Nelle loro "leggende" i celti riferivano di navi volanti che chiamavano loinger demnacda, conosciute anche nelle cronache collaterali scritte dai greci, che le ribattezzavano "la freccia di Apollo", una sorta di saetta volante con la quale - si diceva - il sacerdote ellenico Abaris raggiungeva in pochi istanti la Gran Bretagna. "Navi volanti" di questo genere sono scolpite sulle tombe preistoriche di Newgrange in Irlanda, mentre un "carro solare" spicca sul dolmen chiamato Hi-zpgée a Castellet in Francia. E poi c'è la storia della "ruota di luce di Mog", la roth ramach che il "dio" Mog Ruith utilizzava nel III secolo per attraversare i cieli. Le antiche epopee celtiche ce la descrivono come "uno scudo nero picchiettato di stelle e con il bordo d'argento", che splendeva nella notte illuminando le città a giorno. Esattamente come fanno oggi i dischi volanti. Elemento interessante, pur essendo un dio celtico, Mog si ritiene fosse inizialmente un umano vissuto a Gerusalemme ai tempi di Cristo, che avrebbe appreso come costruire una macchina volante da Simon Mago. Vale a dire dal maestro dello gnostico Valentino che già duemila or sono parlava di un "club delle galassie" di angelica natura...

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