Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

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intervista semiseria al jimmy kemmel show

Bush jr in tv: "Gli UFO? Ci sono segreti che non possono essere rivelati"

Ridendo e scherzando, come è nello stile del Jimmy Kimmel Show, anche l'ex presidente repubblicano George Bush jr. qualche mezza ammissione sugli UFO l'ha fatta. Nella puntata del 3 marzo scorso, in onda sul canale Abc. Per la verità, George non ha detto nulla, ma ha lasciato intendere molto. L'intervista che vi riproniamo, inframmezzata come di consueto dalle battutine del conduttore Jimmy Kimmel, scrostata la patina "cazzona" contiene però delle risposte serie che fanno pensare.  Con il risultato che, con questa furbata, George junior, figlio di quel Bush che un giorno disse "Gli americani non saprebbero gestire la verità sugli UFO", ha seguito le orme paterne e ha detto e non detto. Alla domanda se per caso nel corso della sua carriera nello studio ovale avesse mai visionato documenti segreti sugli UFO ha risposto in maniera sibillina: "Forse". E quanto l'intervistatore gli ha chiesto se ne avesse parlato coi propri familiari, la risposta è stata un secco "No". "Ci sono segreti che non possono essere rivelati alla gente?", ha chiesto Kimmel. E questa volta Bush ha replicato con un lapidario quanto deciso "Sì". Infine, l'ex presidente ha dichiarato che non avrebbe mai scritto nulla sulla sull'argomento UFO, neanche a novant'anni. Insomma, ha lasciato intendere che si sarebbe portato il segreto nella tomba. E di segreti Bush figlio deve custodirne tanti, dato che, appena eletto, fra i primi provvedimenti che adottò ci fu l'ufficiale rilancio del progetto dello Scudo Stellare. Lo SDI project era stato caldeggiato dal ministro alla Difesa Donald Rumsfeld, della Destra conservatrice, che in tutti i modi aveva esercitato delle pressioni sul neoeletto presidente Bush. Nel marzo 1999 il Senato americano, con una votazione favorevole, aveva aperto la strada, durante l'amministrazione Clinton, al programma di difesa chiedendone la realizzazione "non appena tecnologicamente possibile". Con un testo "ammorbidito", i senatori guidati da Thad Cochran, il repubblicano del Missouri che aveva promosso lo sviluppo del nuovo scudo, escludevano il pericolo di un veto di Clinton. Con Bush ogni ostacolo era stato rimosso. In maggio la commessa per la costruzione dello scudo era stata ufficialmente affidata alla Boeing, una ditta da molti anni legata alla CIA (e che nel 1997 cercò di fondersi con un'altra ditta fornitrice, la McDonnel Douglas, scatenando le ire, ed il veto, dell'Unione Europea). In contemporanea, un'altra società americana, la Tethers Unlimited, svelava di avere messo a punto un "progetto Terminal Tether" (attacco fatale): la costruzione di un satellite in grado di abbattere gli altri satelliti. Con Bush junior la corsa al controllo dello spazio era riprendeva. E con il beneplacito dell'Italia. Il neoministro alla Difesa Martino aveva detto che "lo scudo spaziale USA poteva proteggere anche il nostro Paese". Solo che all'epoca in molti, nell'ambiente ufologico, si chiesero se lo SDI era effettivamente in funzione anti-russa (non si era perfettamente consci del pericolo del fondamentalismo islamico e le Torri Gemelle erano ancora lontane) o anti-E.T. A queste paranoie (che ossessionavano già Reagan) diede indirettamente corpo il giornalista Siegmund Ginzberg, che qualche anno dopo ebbe a scrivere: "Se l'obiettivo è davvero, come dicono, difendersi da un numero limitato di missili lanciati da banditi disperati, pazzi furiosi poveri e pericolosi, allora a che serve un bombardiere spaziale, capace di colpire nel giro di 30 minuti qualsiasi punto sul pianeta? A che serve includere nel bilancio della Difesa 2002 la ricerca su un progetto di migliaia di satelliti con sensori laser? A che serve studiare intercettori capaci di distruggere satelliti nemici?". Di fronte a queste stesse domande, poste dal politologo Paul Loeb sul giornale cristiano Christian Science Monitor ai dirigenti della Lockheed Martin (lo ricordiamo, una delle aziende che più contano sullo Scudo), la risposta fu: "Sappiamo tutti che, se mai ci sarà un attacco all'America, la bomba sarà portata sul bersaglio con una valigetta. Non sarà un attacco missilistico, perché di un missile si può vedere da dove proviene ed è soggetto a rappresaglia. Sappiamo tutti che facciamo lobbying per questi programmi perché ci consentono di far soldi. Non ci importa se funzioneranno e nemmeno se saranno di qualche utilità". E dunque, chi era il fantomatico nemico invisibile contro il quale Bush junior aveva speso 13 miliardi di dollari (con commesse belliche a Lockeed, Boeing, Raytheon e Trw)? Sempre in quei giorni Ginzberg scrisse: "Significativo il ripescaggio di personaggi che avevano caldeggiato la prima versione delle guerre stellari. Sono tornati tutti alla Casa Bianca, tranne l'ultra falco, il principe delle tenebre Richard Perle. Dal capo del Pentagono Donald Rumsfeld a Stephen Hadley a Condoleezza Rice (che intervistata da Fabio Fazio proprio sugli UFO ha fatto come George, non ha voluto dire nulla e l'ha buttata sul ridere; N.d.A.), mentre i diplomatici che avevano sconsigliato i repubblicani a firmare i trattati per il disarmo sono tenuti ai margini". "C'è chi sostiene che la loro è una passione quasi religiosa, più che scientifica o ispirata da motivazioni economiche. A questo punto ci manca solo che reclutino Neil Freer, che al serissimo Arlington Institute, che lavora per l'US Navy, Air Force, Marine Corps e Coast Guard, ha esposto la sua teoria per cui la specie umana è stata creata duecentomila anni fa da alieni che ci usavano per scavare l'oro (in realtà, la teoria è dell'ebreo russo-americano Zecharia Sitchin; N.d.A.); alla conferenza presenziavano molti alti ufficiali in uniforme, abbiamo letto sulle cronache del Washington Post". "Reagan almeno", concludeva Ginzberg, "si limitava ad ipotizzare uno Scudo comune contro un attacco di marziani". Forse anche George. Ma senza dirlo. Evitandosi così il pubblico ludibrio cui fu sottoposrto Reagan...

E.T.? Più vicino di quanto si pensi

la (non nuova) ipotesi di uno scienziato

E.T.? Più vicino di quanto si pensi

C'è qualcuno là fuori? Sì secondo Jason Wright, docente di astronomia alla Penn State University. Che in un report di recente pubblicazione di recente si chiede se davvero abbiamo cercato nel modo giusto e nei luoghi più indicati le forme di vita aliena. Secondo l’astronomo, infatti, la ricerca di vita aliena andrebbe condotta nel nostro stesso sistema solare, vale a dire in quella porzione di spazio che invece attualmente viene trascurata dalla NASA, che preferisce puntare altrove i propri telescopi. Lo scienziato non pensa tanto agli E.T. dell'ufologia ma a quelli dell'esobiologia, fratelli "diversi" nel nostro sistema solare. Di forme di vita batterica su Encelado, ad esempio, si teorizza da anni. E poi c'è la questione delle presunte tracce batteriche trovate anni or sono su un meteorite piombato sulla Terra da Marte. Tutte ricerche che hanno spaccato e diviso la comunità scientifica. Il docente della Penn State University ha voluto mettere in evidenza il fatto che ultimamente segnali, sia radio che luminosi, siano "stati cercati solo al di fuori del nostro sistema, ma poco o nulla viene fatto per scandagliare  i mondi del nostro Sistema Solare". Il professore, sulla scorta di quanto già postulato in passato da scienziati come Carl Sagan o Paul Davies, non esclude che altre forme di vita intelligente abbiamo vissuto nel nostro stesso sistema solare e che possibilmente alcune di loro possano aver lasciato prova del loro passaggio. Un'ipotesi, ovviamente, ma chissà...

Donald Trump aprirà gli archivi sugli UFO?

19 gennaio 2017, la Fox filma un UFO che incrocia l'aereo presidenziale, mentre Trump si sta recando all'Inauguration Day

Donald Trump aprirà gli archivi sugli UFO?

Donald Trump aprirà gli archivi sugli UFO? Puntualmente gli ufologi se lo chiedono ad ogni nuova elezione di presidente e se è vero che, scioccamente, il "disclosure" lo hanno atteso invano dai presidenti democratici (belli, sorridenti e cacciaballe, da Kennedy a Clinton a Obama), le rare volte che qualcosa è uscito lo si è dovuto ai repubblicani, tacciati dalla stampa dem di essere guerrafondai e insabbiatori di segreti, nella realtà gli unici ad aver fatto uscire qualcosa. Quanto meno negli ultimi trent'anni. Perché se è vero che i repubblicani hanno spesso un approccio verso l'ignoto alla John Wayne stile Far West, "uniamoci e partiamo e spacchiamo tutto", magari con una buona dose di spacconaggine, i democratici le pretese "verità" preferiscono non condividerle e tenersele per sé. I Clinton sono ossessionati dagli E.T, alle feste private si vestono da Fox Mulder e Dana Scully e a tutti i pezzi grossi van rompendo i coglioni per sapere se ci sono segreti sugli UFO. Ma proprio loro, marito e moglie, che hanno ricoperto le più alte cariche dello Stato e che a quei documenti avevano dunque liberamente accesso, nulla han fatto. O se lo han fatto, non l'hanno detto a noi poveri mortali. Reagan, almeno, in quattro diverse occasioni disse che avremmo potuto aspettarci un attacco alieno (che per fortuna non c'è stato), che in tal caso America e Russia si sarebbero unite e che, quand'era governatore, un disco volante aveva inseguito il suo aereo. Clinton, nonostante le tante belle parole spese dalla moglie (che era intima del fanatico UFO Lawrence Rockefeller, il multimiliardario, e si faceva paparazzare con il libro del matematico del SETI Paul Davies, Are we alone?) non ha fatto nulla, salvo sghignazzare come un fesso, della questione, al Jimmy Kimmel Show. Trump, da parte sua, qualcosa divulgherà? Per ora è difficile dirlo, visto che ogni sua iniziativa è subito stoppata dai burocrati imbucati alla Casa Bianca da Obama, che gli remano contro in ogni situazione e dei quali il tycoon farebbe bene a liberarsi con un bel calcione nel sedere.  Perché costoro gli han fatto sputare sangue per la riforma che annulla l'Obamacare e gli stanno continuamente mettendo i bastoni tra le ruote sul blocco degli arrivi di clandestini e sulla costruzione (pardon, proseguo: la struttura c'è già e l'han costruita i presidenti democratici, anche se la stampa USA se ne scorda) di un muro al confine col Messico, a maggior ragione gli infinocchieranno che non c'è alcun X-file sugli UFO. Del resto, che aspettarsi da una massa di burocratici imbecilli, anche ai vertici militari, che sotto Obama non solo hanno più volte negato l'esistenza di dossier sugli UFO (quando solo grazie al FOIA gli ufologi, dagli anni Novanta, hanno ottenuto la derubricazione di diecimila pagine), ma addirittura si sono preparati a fronteggiare un possibile attacco. Alieno? No, di zombie. Ma si può esser più coglioni di così? Non è la trama dell'ultimo film della serie Resident Evil. "L’emergenza zombie può mettere a repentaglio la vita sulla Terra così come la conosciamo oggi. Per questo il Pentagono ha pronto un piano per fermare un’invasione dei cosiddetti morti viventi. Vere e proprie strategie militari messe a punto dagli esperti per fronteggiare un’eventuale Apocalisse degli zombie"; così il Secolo XIX il 16 maggio 2014. La denunzia era arrivata dalla rivista Foreign Policy, che ha scoperto l'esistenza di un protocollo del Dipartimento della Difesa statunitense. Un documento da cui emerge come l’esercito americano è pronto ad affrontare qualsiasi emergenza. Persino una “Zombie Apocalypse”. Il dossier non classificato si chiama “Conop 8888”, ma è conosciuto anche come “Counter-Zombie Dominance”: un vero e proprio piano di sopravvivenza per contrastare ogni minaccia legata a un’offensiva dei morti viventi e "aiutare qualsiasi popolazione del mondo, compresi gli avversari tradizionali". Ovvero anche la Cina o la Russia. I militari USA si son giustificati dicendo che era solo un protocollo per le esercitazioni, ma certo è che nel documento si procede anche a un dettagliato censimento delle tipologie di zombie: dai “pathogenic zombies” ai “radiation zombies”, dagli “evil magic zombies” agli “space zombies”. Non mancano neanche i “vegetarian zombies” e i “chicken zombies”. Insomma, si va dai morti viventi vegetariani - che non rappresentano una minaccia diretta per gli esseri umani - agli “zombi-pollo”, vecchie galline che non possono più produrre uova e che vengono soppresse con il monossido di carbonio. Ma che un giorno potrebbero decidere di vendicarsi. Sarà pure uno scherzo, ma è di dubbio gusto. E la dice lunga su chi realmente detiene il potere militare in USA...

Un UFO sulla statua della Libertà? Ufologi USA in fibrillazione

non è tutt'ufo quello che luccica

Un UFO sulla statua della Libertà? Ufologi USA in fibrillazione

Ufologi in fibrillazione per la foto di un UFO luminoso, bianco rosato, sopra la statua della Libertà a New York. L'evento, documentato dall'associazione nazionale statunitense MUFON, è datato 19 aprile e gli studiosi americani ritengono non trattarsi di un riflesso, sostenendo che la luce sarebbe tale perché immortalata da dietro un vetro. Chi scrive ha esaminato la foto, che sa invece di un riflesso (la bordatura rosacea è tipica di queste aberrazioni). E le elaborazioni computerizzate con falsi colori confermano quest'ipotesi. La pensa come noi anche lo scettico Mick West, che nel suo forum presenta diversi casi di UFO spiegabili con riflessi ottenuti ponendo l'apparecchio fotografico dietro un vetro. L'UFO, nello specifico, sarebbe originato da una lampada posta all'interno della stanza da cui si sta fotografando. In altre parole, la luce sarebbe il riflesso sul vetro interno, da parte di una fonte posta alle spalle del fotografo. Che non necessariamente ha ingannato, ma che ha scattato la foto senza accorgersi di nulla, in un primo momento, trovandosi poi la sorpresa successivamente (anche se con le macchione digitali si vede subito cosa si ha fotografato). Immagini del genere ce ne è a iosa scattate all'interno di aerei passeggeri o navi da crociera. Secondo il MUFON, l'immagine sarebbe stata presa da un'imbarcazione.

Politico umbro: "Siamo vicini al contatto UFO"

Foto ANSA

"nel 2017-2020 annuncio dei Governi?"

Politico umbro: "Siamo vicini al contatto UFO"

"Esistono un milione di rapporti, nel mondo, su avvistamenti di UFO: 200.000 sono molto attendibili. Nel 2017-2020 l'annuncio dei Governi? Prepariamoci a questa evoluzione cosmica ed etico tecnologica". E poi: "Siamo vicini al contatto, ci sono molti segnali". A scriverlo sul suo profilo Facebook è Claudio Ricci, ingegnere (nel settore trasporti) e consigliere regionale umbro del Centrodestra, già candidato alla presidenza della Regione nel 2015 ed ex sindaco di Assisi. Un post al quale hanno subito fatto seguito numerosi commenti. "Mi sono solo limitato a dare dati di pubblica conoscenza ed ognuno poi è libero di interpretare queste situazioni nel modo che ritiene più adeguato" ha spiegato Ricci. "Scientificamente", ha aggiunto, "si è cominciato a prendere atto di questo fenomeno, con fonti istituzionali, militari e governative che oggi affrontano il problema e quindi non si può più far finta che il tema sia inseribile nelle stranezze di qualche appassionato di settore".

La NASA trova un cucchiaio su Marte

Nelle foto NASA, a sinistra, il cucchiaio del 2016, a destra quello (volante) del 2015...

fotografato per la seconda volta

La NASA trova un cucchiaio su Marte

Chi ha lasciato un cucchiaio su Marte? La straordinaria fotografia, estrapolata da un video NASA, in queste ore è alla ribalta. Vista così, quell'immagine catturata dal rover della NASA Curiosity, parrebbe veramente una forma molto simile ad un utensile. E non è nemmeno la prima volta che viene immortalata, perchè nel settembre 2015 Curiosity fotografò un'altra sporgenza simile a un cucchiaio sulla superficie del Pianeta Rosso. All'epoca la NASA disse via Twitter che era una "roccia modellata dal vento", solo che la foto (se non è stata ritoccata) mostrava l'oggetto sospeso per aria, con tanto di ombra riflessa sul terreno. Il "cucchiaio" del 2015 misurava una decina di centimetri, secondo i calcoli di Emily Lakdawalla della Planetary Society. Insomma, era da polenta. Le immagini della nuova singolare forma sono subito diventate virali, accendendo negli appassionati di UFO la speranza che il cucchiaio di Marte possa essere la prova tangibile della presenza di vita aliena sul pianeta. Per la verità siamo scettici su entrambe le immagini, ed il sospetto che qualcuno lassù, non su Marte ma alla NASA, giochi a fare il furbo con la computergrafica, magari per scucire qualche dollaro di finanziamento per l'ente a miliardari creduloni come quel Lawrence Rockefeller, fanatico degli UFO e intimo amico dell'UFO-maniaca Hillary Clinton, è forte.

UFO, gli astronauti parlano

misteri spaziali

UFO, gli astronauti parlano

Di UFO gli astronauti non possono parlare. Segreto militare. Ciò alimenta una fitta dietrologia spesso inverificabile; la NASA, da parte sua, non brilla certo per trasparenza, ed anzi tende a negare o a minimizzare tutti gli avvistamenti. L'episodio più sconcertante riguarda nientemeno che l'allunaggio americano del 20 luglio 1969. Un radioamatore sovietico (australiano, secondo altre fonti), sintonizzato sulle frequenze di trasmissione della NASA, avrebbe intercettato una comunicazione riservata tra gli astronauti scesi sulla Luna e la base americana. Neil Armstrong dichiarava: "Questi oggetti sono spaventosi, enormi. Non ci credereste. Ci sono delle sonde spaziali laggiù. Sono in fila sul fondo del cratere, sul lato opposto al nostro. Sono sulla Luna e ci stanno osservando". Attorno a quest'episodio, mai confermato dalla NASA e seccamente smentito da Armstrong, è fiorita la solita pubblicistica sensazionalinista, basata su fotografie, spesso riprese in maniera acritica, che mostrerebbero dischi volanti sulla Luna: si va dalla sagoma di un disco atterrato (in realtà è solo una collinetta vista di taglio) alla sequenza filmata, divulgata all'epoca dal giornalista americano Walter Cronkite, in cui si vedono in maniera molto distinta strane luci sull'orizzonte lunare, dovute ai faretti piazzati dagli astronauti ed ai riflessi sull'obiettivo Hasselblad degli astronauti del foglio di alluminio utilizzato per catturare le particelle cosmiche. Esiste però un filmato, girato da Buzz Aldrin l'11 luglio durante il viaggio verso il satellite, in cui si vedono due globi di luce bianco-bluastra che sembrano inseguire la navetta americana; potrebbe trattarsi di riflessi; sebbene il filmato sia disponibile e di facile reperimento, la NASA ha seccamente smentito l'episodio, dapprima in maniera informale, in seguito ufficialmente, con una nota datata 1975. Al di là di ciò, l'evento accadde realmente. In merito Aldrin, ormai in pensione e svincolato dal segreto militare, ha dichiarato nel 1993 alla stampa italiana: "Un UFO c'era, con noi. Poco dopo aver lasciato il campo gravitazionale della Terra diretti alla Luna, tutti e tre, Neil Armstrong, Mike Collins ed io, vedemmo apparire sull'oblò un oggetto luminoso che ci seguiva a distanza. Ne informammo Houston, la base. Pensammo che fosse l'ultimo stadio del Saturno 5, il missile che ci aveva lanciato, ma i conti non tornavano. Non poteva essere neppure la sonda robot lanciata dai sovietici per batterci almeno simbolicamente nella corsa alla Luna, perché era più avanti di noi. Che cos'era? Non lo so, non lo scoprimmo mai. L'oggetto ci accompagnò per molte ore e poi scomparve". Confessioni di questo tipo, un tempo veicolate solo in via confidenziale, hanno spinto in passato un altro ex impiegato NASA, lo scienziato Maurice Chatelain, a prendere posizione affinché l'Ente spaziale americano divulgasse tutti i dati relativi all'allunaggio. Chatelain, in particolare, si diceva sicuro che Neil Armstrong avesse visto addirittura alcuni alieni sul bordo di un cratere, e che la NASA avesse messo a tacere la vicenda. A prova di ciò, Chatelain faceva notare che, in una missione prevista per il 1996, l'Ente spaziale aveva intenzione di depositare sul nostro satellite due robot di rilevamento dati, muniti di telescopi, proprio nel punto esatto dell'allunaggio del 1971, anno in cui una nuova spedizione avrebbe trovato tracce inconfutabili del passaggio degli UFO, sottintendendo così un tentativo di comunicazione con gli alieni. L'episodio al quale faceva riferimento Chatelain coinvolgeva l'astronauta Shepard che, il 31 dicembre 1971, a bordo della navetta Apollo 14, aveva avvistato una serie di luci misteriose che inseguivano la sua astronave. Una volta sceso sulla Luna, Shepard avrebbe trovato al suolo molte strane impronte, come se in seguito fosse passato "qualcun altro". Questo fatto è stato confermato, durante una conversazione privata con l'ex pilota della Lufthansa Werner Utter, dall'astronauta americano Charles Conrad, della missione Apollo 12. Conrad, sceso sulla Luna il 19 novembre 1969, sosteneva che tutti gli equipaggi Apollo, succedutisi sulla Luna tra il luglio del '69 ed il dicembre del '72, avevano trovato sulla polvere lunare un numero di impronte molto maggiore rispetto a quelle lasciate dagli astronauti nel corso degli anni. Conrad ne aveva parlato pubblicamente, la prima volta, durante una conferenza stampa a Budapest, nel 1970, dichiarando che le impronte rinvenute dovevano appartenere per forza ad esseri alieni. Le tracce trovate erano state poi fotografate ed analizzate dai tecnici della NASA, che avevano mantenuto il più stretto riserbo attorno alla vicenda. In seguito Conrad, una volta entrato a far parte di una società aeronautica fornitrice della CIA, ha negato quanto detto, smentendo anche "di aver mai visto qualcosa, nello spazio, che potesse far pensare all'esistenza di forme di vita aliena". Insolitamente, dopo il presunto incontro del 1971, l'astronauta Shepard aveva comunicato via radio un messaggio di fratellanza all'umanità, invitando i governi a far sì che le scoperte scientifiche venissero utilizzate solo per la pace; in più si venne a sapere che, il 29 gennaio di quell'anno, il Centro spaziale di Goddard aveva schedato tutti gli oggetti che orbitavano accanto alla Terra, individuandone alcuni di natura ignota. Dei 2048 oggetti al momento in orbita terrestre, 1540 erano statunitensi, 456 sovietici, 43 europei, 3 canadesi, 3 cinesi, 4 australiani, 1 giapponese e 1 NATO. Gli oggetti erano stati identificati come satelliti, razzi vettori o frammenti vari di origine terrestre satellizzati. Ma l'origine e l'eventuale data di lancio di tre di questi oggetti non poté essere determinata. Non si poteva dunque escludere che, in fase di preparazione della missione Apollo 14, la NASA tenesse in conto anche la possibilità di incontri ravvicinati nello spazio. Essendo però queste versioni riferite da terze persone, preferisco al momento considerarle alla stregua di voci. Così come non posso portare evidenze schiaccianti di un episodio che ho avuto modo di investigare personalmente. Nel 1995 diversi tecnici che da Houston seguivano sul maxischermo le fasi della missione Shuttle vedevano comparire, attorno alla navetta, degli strani globi bianchi che zigzagavano per un po' attorno all'astronave terrestre, per poi allontanarsi rapidissimi in picchiata verso la Terra. Il filmato di quell'incredibile intercettazione nello spazio è stato acquisito e trasmesso in America dalla Fox TV, una volta fuoriuscita la notizia grazie ad indiscrezioni ad opera di alcuni tecnici NASA (che a differenza degli scienziati non sono militari e non hanno il vincolo del silenzio). Ne ho saputo direttamente da un tecnico italo-americano che all'epoca aveva lavorato, da terra, alla missione, e che accettò di incontrarmi per raccontarmi, nel massimo riserbo, quanto aveva visto. La sua testimonianza fu oltremodo tecnica e precisa, e mi convinse della sua buona fede. Ma sfortunatamente non ho prove che quanto raccontato sia effettivamente accaduto in questi termini.

GALLERY / Gli UFO? C'erano anche nel passato

le testimonianze in quadri e manoscritti

GALLERY / Gli UFO? C'erano anche nel passato

Il primo gennaio 1254 la popolazione e le monache dell'Abbazia di Soun Alban furono terrorizzate da un diluvio di stelle accompagnato dalle strane evoluzioni di una gigantesca sfera fumante, come è dato vedere in una miniatura di Mathieu de Paris nell'Historia Anglorum. Il 4 novembre 1697 due globi analoghi, che scaricavano elettricità, passarono sopra Amburgo e altre città del nord-est tedesco. Gli UFO si son sempre visti, nella storia dell'umanità. Il Medioevo, poi, ha conservato per noi tante vicende, interpretate di volta in volta in chiave diabolica o divina, a seconda degli umori del momento. Sigari, "cappelli da prete" e globi alati sarebbero comparsi nei secoli a venire. In un arazzo in lana e seta del 1303, presso la basilica di Notre-Dame de Beaume si nota un UFO a cappello da prete, nero, in volo sulla città, alle spalle di tre nobildonne. Un altro episodio insolito in un contesto non solo sacro ma quotidiano compare nella Bibbia Urbinate del XV secolo (Museo Vaticano, Roma). Una parte del disegno, che dà il titolo all'opera, riguarda la contemplazione di S. Geremia. Sulla destra, un nobile con guardia armata nota in cielo un oggetto infuocato con una sorta di bastone sovrastante. Benvenuto Cellini, nel LXXXIV capitolo della sua autobiografia, scrive: "Arrivati che fumo in un certo punto di rialto, era già di fatto notte, guardammo in verso Firenze, tutti e due d'accordo movemmo gran voce di meraviglia, dicendo: 'O Dio del cielo, che gran cosa è quella che si vede sopra Firenze?' Questo si era com'un gran trave di fuoco, il quale scintillava e rendeva un grandissimo splendore". Una analoga trave di fuoco fu scorta durante il regno di Enrico IV, il 19, 20 e 21 febbraio 1465, come e' documentato e illustrato nel Notabilia Temporum di Angelo de Tummulillis. Un secolo dopo un razzo viene immortalato in un medaglione facente parte della tintura di Charles Le Brun, primo pittore di re Luigi XIV, secolo XVI. L oggetto fa parte della collezione 'gallerie des Gobelins' nel Palazzo dei Conti di Fiandra e mostra un oggetto simile a un proiettile che vola in cielo lasciando una scia luminosa. Una scritta in latino sopra l'oggetto dice "Splendet et ascendit", splende e sale. Leggendo il VII capitolo della Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum del venerabile Beda (672-735 d.C.) scopriamo che, una notte del 664, alcune monache stavano pregando nel cimitero del convento di Barking, vicino al Tamigi, quando una gran luce scese dal cielo e le investì, puntando sul monastero. Indi si allontanò nello spazio profondo. Le suore raccontarono che la luce era talmente forte che avrebbe persino offuscato il sole di mezzogiorno. Il mattino seguente, alcuni giovani della chiesa dichiararono che raggi di luce erano penetrati abbaglianti attraverso le fessure di porte e finestre. Questi bagliori eccezionali rappresentano tuttora una costante nella casistica ufologica. San Gregorio di Tours nella Historia Francorum, racconta di un globo luminoso sul territorio francese nel 583, mentre nelle Cronache Anglosassoni si dice che "potenti apparvero nell'anno 795 sulla Northumbria, spaventando gli abitanti, bagliori eccezionali simili a lampi, e si videro dragoni rossi volare nell'aria". "Nell'anno 796 piccoli globi volteggianti attorno al Sole furono visti in varie parti dell'Inghilterra", riporta il benedettino Roger di Wendover nel Flores Historiarum. Eginardo, biografo di Carlo Magno, al XXXII capitolo della Vita Karoli ricorda un globo discendente sulla via d'Aquisgrana (Aachen), luminosissimo, con un bagliore tale da far imbizzarrire il cavallo del monarca, che cadde ferendosi gravemente. "In verità, questa strage fu preceduta da terribili visioni di cose nell'aria: durante la notte esse ardevano come pallidi fuochi o brillavano come il rosso sangue", è scritto nel Ludovici Pii Vita, circa un cruento scontro verificatosi nell'827 durante la spedizione in Spagna di re Pipino.

Scontro UFO in Gran Bretagna?

fracassata una pala eolica

Scontro UFO in Gran Bretagna?

Ha fatto molto discutere la notizia, sparata in prima pagina l’8 gennaio 2009 dal popolare tabloid britannico The Sun (che supera i quattro milioni di copie vendute al giorno), dello scontro di un disco volante contro una turbina a vento a Loods nel Lincolnshire. Attoniti, i tecnici della centrale avevano trovato una delle tre pale tranciata di netto e scagliata a molti metri di distanza, ed una seconda completamente piegata. Ma il loro portavoce gettò acqua sul fuoco. “Sapevamo che una delle pale funzionava male da tempo; probabilmente è stato il ghiaccio accumulatosi dopo la recente nevicata a piegarle e romperle”, dichiarò. Non la pensava così il Sun, che ha cavalcato la notizia, anche se con toni umoristici tali da farle perdere di credibilità. Secondo il tabloid, la colpa dell’incidente sarebbe di un “UFO a otto gambe”, immediatamente soprannominato “octopus UFO”, ovvero UFO a polipo, di venti metri di diametro, prontamente svanito nel nulla senza lasciare altre tracce; a prova di ciò il giornale aveva esibito la foto prontamente scattata da una signora di 71 anni, che avrebbe impeccabilmente immortalato l’ordigno, riprendendo una sorta di globo di luce fiammante tra le nubi. E sebbene tanta fortuna apparisse sospetta, vi erano anche i testimoni. “Abbiamo visto una palla di luce con dei tentacoli sfrecciare nel cielo e poi scendere a bassa quota”, dichiarò uno di essi. Un altro, membro della giunta comunale del paese, aveva asserito di avere visto “luci strane balenare in direzione della centrale”. Lesley Whittingham, la fotografa, aveva commentato: “Sembrava come un’esplosione nel cielo”. Scettici gli altri giornali. Per il Financial Times le luci viste da “decine di testimoni” sarebbero state quelle dei fuochi d’artificio sparate da un allevatore locale per festeggiare il proprio 80esimo compleanno. Il caso fu invece avvallato, con tanto di filmato della pala eolica fracassata, dal tg scientifico di RaiTre, Leonardo. Sia come sia, resta da chiedersi se sia sufficiente una nevicata per tranciare di netto la turbina di ferro di una centrale eolica. Nella zona, gli ufologi locali avevano già catalogato ben trenta avvistamenti.

Caronia sulla stampa giovanile cinese

sul periodico Ao Mi

Caronia sulla stampa giovanile cinese

La vicenda dei misteriosi incendi di Canneto di Caronia in Sicilia, che qualcuno ha attribuito agli UFO, ha fatto il giro del mondo e, nel settembre 2008, è finita nientemeno che sulla popolarissima rivista giovanile cinese Ao Mi Pictorial (assieme a diversi altri servizi ufologici: i serpenti volanti non identificati o “rods”, la discussa foto di un’aliena su Marte, gli avvistamenti australiani). La rivista popolar-scientifica, che in Cina e tra le numerose comunità di immigrati cinesi nel mondo vende migliaia di copie, ricorda anche fatti analoghi verificatisi in Toscana e parla esplicitamente di dischi volanti come possibile spiegazione per un fenomeno che, sottolinea, ha fatto impazzire gli scienziati.

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