Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

"Ponto? Chi parla?". Arriva un messaggio da Ross 128. Forse

Ross 128 I

c'è qualcuno là fuori?

"Ponto? Chi parla?". Arriva un messaggio da Ross 128. Forse

Abel Mendez, ricercatore dell'Osservatorio astronomico di Porto Rico, qualche tempo fa ha deciso di esaminare alcune stelle nane rosse (il tipo di stella più comune nell'universo; sono stelle molto piccole e fredde) per vedere se avevano pianeti intorno. Esaminando una di queste stelle, chiamata Ross 128 e situata ad 11 anni luce dalla Terra, gli strumenti hanno intercettato uno strano segnale, definito come "impulsi non polarizzati quasi-periodici a banda larga con caratteristiche molto dispersive".  In termini semplici, è un segnale anomalo, che proviene da quella stella e che non è comune a tutte le stelle. Qualcuno ha ipotizzato che potesse essere un segnale alieno, ma Mendez ha risposto che ci sono altre ipotesi più probabili. Già, ma quelle prese in considerazione hanno delle incongruenze. Quindi, cosa resta? Solo ulteriori studi potranno dirlo. Ma non è comunque la prima volta che segnali apparentemente intelligenti vengono ricevuti, salvo poi venire "archiviati" in un cassetto perché troppo scomodi per l'immagine antropocentrica che abbiamo dell'universo.

Gli UFO tornano a Radio Padania

politica, alieni, presenze nel passato

Gli UFO tornano a Radio Padania

Puntatona speciale dedicata agli UFO, sabato 8 luglio, a Radio Padania, dalle 11 alle 13. Si spazierà dai più recenti avvistamenti ai casi di segnalazioni da parte di piloti, con Marco Guarisco, ricercatore CUN e pilota civile; di pianeti extrasolari si parlerà con l'astrofilo Michele Castellano, mentre di presenze aliene nel passato, da Israele all'India, si tratterà con il biblista Mauro Biglino e lo studioso Enrico Baccarini. Fra i molti ospiti, uno spazio dedicato alla politica, su come vede il fenomeno degli oggetti volanti non identificati, con interventi dell'europarlamentare Angelo Ciocca, dei consiglieri regionali lombardi Massimiliano Romeo, Fabio Rolfi, Federico Lena; con le valutazioni di chi ha promosso iniziative al Parlamento Ue. Nel caso specifico, interverrà l'on. Mario Borghezio. Come sempre, spazio alle telefonate. Conduce l'autore di questa rubrica.

Buon compleanno, UFO! 70 anni e... ben portati

c'è qualcuno là fuori?

Buon compleanno, UFO! 70 anni e... ben portati

Era il 24 giugno del 1947 quando il pilota civile Kenneth Arnold, in volo nei pressi del Monte Rainier (uno stratovulcano dormiente situato nello Stato di Washington, ad 87 km da Seattle), vide sfrecciare in cielo, velocissimi, nove stranissimi ordigni, che sembravano rimbalzare nell'aria come i sassi sull'acqua. Quando ne parlò ad un cronista, quest'ultimo creò la dizione "flying saucers", dischi volanti. E da allora la gente non ha più smesso di vederli. Oggi gli UFO (Unidentified Flying Saucers, come li ribattezzò più asetticamente l'Aeronautica militare USA) compiono 70 anni. Un'età di tutto rispetto. Ma, esistono gli UFO? La scienza dice di no, gli ufologi di sì. Da quel lontano 1947 gli avvistamenti e le pretese prove si sono accumulate, a migliaia, sui tavoli dei ricercatori. Purtuttavia, la scienza continua a rimanere scettica. E a ripetere il solito ritornello, quello delle grandi distanze interstellari che renderebbero impossibile ad un alieno giungere sin qua. Per la verità, che fosse impossibile raggiungere altre terre, a causa della loro lontananza, era l’obiezione che gli scettici di turno muovevano anche a Colombo, quando chiedeva fondi per armare una flotta che lo portasse nelle Indie. Il navigatore genovese fu più testardo e, anche se quelle terre non le raggiunse, ne scoprì di nuove. Anzi, scoprì un nuovo mondo. Ed in suo onore, cinquecento anni dopo la scoperta dell’America, la NASA avrebbe varato un programma di esplorazione spaziale dedicato proprio al nostro connazionale. Ciò nonostante, ancora nel 2011 il fisico italiano Elio Sindoni ha sentenziato in un suo libro che, nell’universo, siamo l’unica forma di vita intelligente (su quest’ultimo aggettivo ci sarebbe molto da ridire); e prima ancora un suo collega, il francese Marceau Felden, nel 1994 ha ribadito lo stesso concetto; non solo, negli Stati Uniti esiste addirittura un’associazione di scienziati scettici denominata Soli nell’universo; stesso titolo si è data, nel 2002, la Fiera astronomica di Bordeaux in Francia. Si tratta di posizioni antistoriche perché antropocentriche, e persino religiosamente dogmatiche, viziate da un’interpretazione distorta di un versetto biblico secondo cui la Terra sarebbe lo “sgabello dei piedi di Dio”, il che per alcuni significherebbe erroneamente che non vi siano altri, oltre allo sgabello.   Non tutti la pensano così, ma fra il filone definito “pessimista” e quello “ottimista” non si sa chi scegliere. “Gli alieni esistono e sono cattivi”. Questa, in sintesi, sarebbe la conclusione della rivista astronomica Philosophical Transactions, organo della Royal Society britannica, che ha pubblicato un appello, in un numero del 2011, in cui si chiede ai governi del mondo di prepararsi per un possibile incontro con una civiltà extraterrestre, sottolineando che tale contatto potrebbe essere “violento”. Una provocazione? Può darsi. Una speculazione filosofica basata sulla considerazione di quanto sia assai poco pacifica l’unica razza al momento studiata, cioè quella umana? Non è da escludere. La pubblicazione, che nel numero di gennaio ha dedicato tutto lo spazio al tema della vita extraterrestre, sostiene che se il processo di evoluzione in tutto l’universo segue i modelli darwiniani, come accade sulla Terra, le forme di vita che contatterebbero gli esseri umani potrebbero “condividere la loro tendenza alla violenza e allo sfruttamento delle risorse”. Per questo motivo, gli scienziati hanno chiesto alle Nazioni Unite di istituire un gruppo di lavoro dedicato agli “affari extraterrestri” con la capacità di delineare un piano da seguire in caso di un contatto alieno. “Dobbiamo essere pronti al peggio nel caso fossimo contattati da una civiltà extraterrestre”, avvisa Simon Conway Morris, insegnante di paleobiologia evolutiva presso l’Università di Cambridge; Morris crede che la vita biologica nell’universo debba avere caratteristiche simili a quelle della Terra ed è pertanto convinto che “se esistono alieni intelligenti saranno come noi,  il che, dato che la nostra storia non è così gloriosa, dovrebbe farci pensare”. Il professor John Zarnecki della Open University, e Martin Dominik, dell’Università di St Andrews, chiedono attraverso la rivista “un piano “responsabile guidato da esperti e scienziati per evitare gli interessi di potere e opportunismo nel caso in cui gli alieni arrivino sul nostro pianeta”. La “mancanza di coordinamento”, secondo questi scienziati, “è facilmente superabile con la creazione di un piano generale di lavoro guidato attraverso uno sforzo realmente globale governato da un gruppo politico con sufficiente legittimità”. La rivista si è chiesta anche cosa succederebbe alle religioni nel caso dovessimo entrare in contatto con forme di vita aliene. "I teologi non resteranno senza lavoro, “afferma Ted Peters, teologo del Pacific Lutheran Theological Seminary in California, “ma dovranno riformulare i dogmi religiosi per tener conto di una visione più ampia delle creazioni di Dio". Questi scenari apocalittici fanno quasi rimpiangere certi astronomi scettici “a priori”, ai quali eravamo abituati.  Oggi fra gli “ottimisti” possiamo citare Paul Allen, co-fondatore di Microsfot, e Paul Davies, leader del team ufficiale di professionisti del “primo contatto”. “Esistono e li stiamo cercando”, ha dichiara Allen nel 2010; nel 2007 ha iniziato a finanziare le parabole del supertelescopio SETI che cerca senza sosta segnali elettromagnetici provenienti dallo spazio che siano “compatibili” con l’esistenza di una forma di vita. “Non sanno che noi siamo qui ed è questo il motivo per il quale ancora non ci cercano. Però, se un giorno lo facessero ci troverebbero”, ha aggiunto. E Paul Davies sarebbe pronto a dar loro il benvenuto (senza dirlo a nessuno, però). Il cosmologo ed astrobiologo britannico, docente all’Arizona State University, è infatti il leader del team di professionisti (scienziati, avvocati e filosofi ) che si attiverebbe nel caso di un “primo contatto“. Il nome del team è “Post-Detection Science and Technology Taskgroup” ed esiste grazie a Paul Allen, miliardario co-fondatore della Microsoft, che all’esistenza degli alieni ci crede. Da alcuni anni le parabolone del telescopio da lui stesso finanziato guardano ad “altri mondi” del cosmo per captare un cenno elettromagnetico. Ma nessun segnale è mai pervenuto in risposta ai richiami terrestri. Davies prova ad interpretare il mistero di questo silenzio lungo millenni: “La civiltà più vicina, presumibilmente, è a non meno di un migliaio di anni luce da noi, così adesso loro vedrebbero la Terra come era mille anni fa, ben prima che inventassimo i radiotelescopi. Gli alieni potrebbero iniziare a trasmettere segnali radio verso di noi quando riceveranno i nostri, ossia tra circa 900 anni. Poi, ce ne vorrebbero altri 1000 perché la loro risposta arrivi”. Ma Davies non si scoraggia: sostiene infatti che si debbano cercare segnali di altro tipo per sapere finalmente se gli alieni esistono e magari sono vicini a noi. “Dovremmo cercare discariche nucleari, tracce di ingegneria mineraria nel sistema solare, informazioni digitali cifrate all’interno del Dna di organismi terrestri”. Poi c’e’ l’ultima ipotesi, in ordine di tempo, di Davies: l’esistenza di una “biosfera ombra” sul nostro pianeta. Nascosta, segreta, magari microscopica, comunque ancora tutta da scoprire. È chiaro che in quest’ottica gli UFO non trovano spazio. Quando nel 1993 chiesi a Davies cosa ne pensasse, mi disse che secondo lui si trattava soltanto di “un mito, come la religione”. Affermazione discutibile, se si pensa che gli oggetti volanti non identificati continuano a farsi vedere da oltre mezzo secolo, o addirittura sin dalla notte dei tempi, senza che nessuno riesca a venire a capo del loro mistero. noti. Certo, rimane irrisolto il problema delle grandi distanze. Ma... non si sa mai.      

Si è spento Gianni Settimo

era un pioniere della clipeologia

Si è spento Gianni Settimo

Ufologia in lutto per la morte, ieri, di Gianni Settimo. Così lo ricorda il Centro Ufologico Nazionale: "Si è spento a Torino Gianni Settimo, fondatore e animatore della rivista culturale e dell’insolito Clypeus, prima ad affrontare in Italia il tema degli UFO in relazione al nostro passato storico ed archeologico con contributi di autori destinati a grande notorietà quali Peter Kolosimo e Roberto Pinotti. La prolungata assenza dall’Italia della figura pionieristica dell’ufologia Italiana, il Console Alberto Perego, gli suggerì di riunire a Torino il 26 settembre 1965 i ricercatori del settore per costituire un Centro unico nazionale per lo studio degli UFO". "L’idea fu accolta e i presenti incaricarono Giancarlo Barattini e Angelico Brugnoli di gettare le basi di quello che, istituzionalmente costituito nel 1967 dopo un 1966 di “rodaggio”, divenne il Centro Ufologico Nazionale (CUN), oggi dopo 50 anni una della maggiori organizzazioni di studio mondiali sul tema, referente di Autorità e istituzioni, organizzatore del Simposio Mondiale sugli UFO di San Marino la cui 25ma edizione si è appena conclusa nonché indiscusso punto di riferimento obbligato per chi voglia seguire seriamente l’argomento in Italia. Già impiegato de La Stampa e torinese doc, Settimo ha sempre preferito mantenersi nell’ambito della sua Torino, facendovi cultura pur con la sua proverbiale vis polemica. Il CUN, che quest’anno festeggia il mezzo secolo di attività, lo deve anche a figure come la sua". Settimo è stato ricordato anche dall'europarlamentare leghista Mario Borghezio: "È mancato ieri Gianni Settimo, autentico pioniere dell’ufologia italiana e fondatore della rivista Clypeus, autonomista e federalista della prima ora. Questo giornalista e scrittore coraggioso va inoltre ricordato come amico e sodale di Enrico Mattei, al quale lo univa anche l’idem sentire sui valori della padanità".

UFO sul Tower Bridge di Londra? E se fosse...?

e.t. parla british?

UFO sul Tower Bridge di Londra? E se fosse...?

Un UFO sul Tower Bridge di Londra? Come sempre si dice, anche questo video starebbe spopolando e diventando virale (almeno, secondo i giornali on line che han ripreso la notizia e che affermano che "in poche ore ha fatto il giro del mondo". Peccato che sul canale YouTube che lo ospita risultino solo 341 visualizzazioni). La misteriosa luce che appare pulsare sopra il celebre ponte sarebbe stata immortalata il 22 maggio scorso, di giorno. Nel filmato, che dura 48 secondi, si vede il misterioso globo bianco lattiginoso allontanarsi seguendo una linea retta e pulsare, specie quando la ripresa è con lo zoom. Nulla di trascendentale, in realtà: brillio ed evanescenza dell'oggetto sono aberrazioni tipiche dello zoom della telecamera e dunque non sono reali. L'oggetto potrebbe essere benissimo un aereo (ed in tal caso le pulsazioni potrebbero dipendere dalle luci di posizione, che la videocamera digitale non riesce ad immortalare per la grande distanza e "rilegge" come un'unica luce pulsante), dato che procede in linea retta. Un altro aereo, più vicino e per questo più nitido, si scorge nel filmato. Che è stato sospettosamente postato su un canale denominato ViralVideoUK, la qual cosa lascia pensare ad un risvolto commerciale. UFO (tre luci bianche in formazione a triangolo) sarebbero stati immortalati sempre sullo stesso ponte - questa volta l'immagine è ad alta definizione - il 24 giugno 2011. In quel caso non ci fu nemmeno di un'analisi al computer per capire che si trattava di un filmato farlocco, realizzato con la computergrafica...

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intervista semiseria al jimmy kemmel show

Bush jr in tv: "Gli UFO? Ci sono segreti che non possono essere rivelati"

Ridendo e scherzando, come è nello stile del Jimmy Kimmel Show, anche l'ex presidente repubblicano George Bush jr. qualche mezza ammissione sugli UFO l'ha fatta. Nella puntata del 3 marzo scorso, in onda sul canale Abc. Per la verità, George non ha detto nulla, ma ha lasciato intendere molto. L'intervista che vi riproniamo, inframmezzata come di consueto dalle battutine del conduttore Jimmy Kimmel, scrostata la patina "cazzona" contiene però delle risposte serie che fanno pensare.  Con il risultato che, con questa furbata, George junior, figlio di quel Bush che un giorno disse "Gli americani non saprebbero gestire la verità sugli UFO", ha seguito le orme paterne e ha detto e non detto. Alla domanda se per caso nel corso della sua carriera nello studio ovale avesse mai visionato documenti segreti sugli UFO ha risposto in maniera sibillina: "Forse". E quanto l'intervistatore gli ha chiesto se ne avesse parlato coi propri familiari, la risposta è stata un secco "No". "Ci sono segreti che non possono essere rivelati alla gente?", ha chiesto Kimmel. E questa volta Bush ha replicato con un lapidario quanto deciso "Sì". Infine, l'ex presidente ha dichiarato che non avrebbe mai scritto nulla sulla sull'argomento UFO, neanche a novant'anni. Insomma, ha lasciato intendere che si sarebbe portato il segreto nella tomba. E di segreti Bush figlio deve custodirne tanti, dato che, appena eletto, fra i primi provvedimenti che adottò ci fu l'ufficiale rilancio del progetto dello Scudo Stellare. Lo SDI project era stato caldeggiato dal ministro alla Difesa Donald Rumsfeld, della Destra conservatrice, che in tutti i modi aveva esercitato delle pressioni sul neoeletto presidente Bush. Nel marzo 1999 il Senato americano, con una votazione favorevole, aveva aperto la strada, durante l'amministrazione Clinton, al programma di difesa chiedendone la realizzazione "non appena tecnologicamente possibile". Con un testo "ammorbidito", i senatori guidati da Thad Cochran, il repubblicano del Missouri che aveva promosso lo sviluppo del nuovo scudo, escludevano il pericolo di un veto di Clinton. Con Bush ogni ostacolo era stato rimosso. In maggio la commessa per la costruzione dello scudo era stata ufficialmente affidata alla Boeing, una ditta da molti anni legata alla CIA (e che nel 1997 cercò di fondersi con un'altra ditta fornitrice, la McDonnel Douglas, scatenando le ire, ed il veto, dell'Unione Europea). In contemporanea, un'altra società americana, la Tethers Unlimited, svelava di avere messo a punto un "progetto Terminal Tether" (attacco fatale): la costruzione di un satellite in grado di abbattere gli altri satelliti. Con Bush junior la corsa al controllo dello spazio era riprendeva. E con il beneplacito dell'Italia. Il neoministro alla Difesa Martino aveva detto che "lo scudo spaziale USA poteva proteggere anche il nostro Paese". Solo che all'epoca in molti, nell'ambiente ufologico, si chiesero se lo SDI era effettivamente in funzione anti-russa (non si era perfettamente consci del pericolo del fondamentalismo islamico e le Torri Gemelle erano ancora lontane) o anti-E.T. A queste paranoie (che ossessionavano già Reagan) diede indirettamente corpo il giornalista Siegmund Ginzberg, che qualche anno dopo ebbe a scrivere: "Se l'obiettivo è davvero, come dicono, difendersi da un numero limitato di missili lanciati da banditi disperati, pazzi furiosi poveri e pericolosi, allora a che serve un bombardiere spaziale, capace di colpire nel giro di 30 minuti qualsiasi punto sul pianeta? A che serve includere nel bilancio della Difesa 2002 la ricerca su un progetto di migliaia di satelliti con sensori laser? A che serve studiare intercettori capaci di distruggere satelliti nemici?". Di fronte a queste stesse domande, poste dal politologo Paul Loeb sul giornale cristiano Christian Science Monitor ai dirigenti della Lockheed Martin (lo ricordiamo, una delle aziende che più contano sullo Scudo), la risposta fu: "Sappiamo tutti che, se mai ci sarà un attacco all'America, la bomba sarà portata sul bersaglio con una valigetta. Non sarà un attacco missilistico, perché di un missile si può vedere da dove proviene ed è soggetto a rappresaglia. Sappiamo tutti che facciamo lobbying per questi programmi perché ci consentono di far soldi. Non ci importa se funzioneranno e nemmeno se saranno di qualche utilità". E dunque, chi era il fantomatico nemico invisibile contro il quale Bush junior aveva speso 13 miliardi di dollari (con commesse belliche a Lockeed, Boeing, Raytheon e Trw)? Sempre in quei giorni Ginzberg scrisse: "Significativo il ripescaggio di personaggi che avevano caldeggiato la prima versione delle guerre stellari. Sono tornati tutti alla Casa Bianca, tranne l'ultra falco, il principe delle tenebre Richard Perle. Dal capo del Pentagono Donald Rumsfeld a Stephen Hadley a Condoleezza Rice (che intervistata da Fabio Fazio proprio sugli UFO ha fatto come George, non ha voluto dire nulla e l'ha buttata sul ridere; N.d.A.), mentre i diplomatici che avevano sconsigliato i repubblicani a firmare i trattati per il disarmo sono tenuti ai margini". "C'è chi sostiene che la loro è una passione quasi religiosa, più che scientifica o ispirata da motivazioni economiche. A questo punto ci manca solo che reclutino Neil Freer, che al serissimo Arlington Institute, che lavora per l'US Navy, Air Force, Marine Corps e Coast Guard, ha esposto la sua teoria per cui la specie umana è stata creata duecentomila anni fa da alieni che ci usavano per scavare l'oro (in realtà, la teoria è dell'ebreo russo-americano Zecharia Sitchin; N.d.A.); alla conferenza presenziavano molti alti ufficiali in uniforme, abbiamo letto sulle cronache del Washington Post". "Reagan almeno", concludeva Ginzberg, "si limitava ad ipotizzare uno Scudo comune contro un attacco di marziani". Forse anche George. Ma senza dirlo. Evitandosi così il pubblico ludibrio cui fu sottoposrto Reagan...

E.T.? Più vicino di quanto si pensi

la (non nuova) ipotesi di uno scienziato

E.T.? Più vicino di quanto si pensi

C'è qualcuno là fuori? Sì secondo Jason Wright, docente di astronomia alla Penn State University. Che in un report di recente pubblicazione di recente si chiede se davvero abbiamo cercato nel modo giusto e nei luoghi più indicati le forme di vita aliena. Secondo l’astronomo, infatti, la ricerca di vita aliena andrebbe condotta nel nostro stesso sistema solare, vale a dire in quella porzione di spazio che invece attualmente viene trascurata dalla NASA, che preferisce puntare altrove i propri telescopi. Lo scienziato non pensa tanto agli E.T. dell'ufologia ma a quelli dell'esobiologia, fratelli "diversi" nel nostro sistema solare. Di forme di vita batterica su Encelado, ad esempio, si teorizza da anni. E poi c'è la questione delle presunte tracce batteriche trovate anni or sono su un meteorite piombato sulla Terra da Marte. Tutte ricerche che hanno spaccato e diviso la comunità scientifica. Il docente della Penn State University ha voluto mettere in evidenza il fatto che ultimamente segnali, sia radio che luminosi, siano "stati cercati solo al di fuori del nostro sistema, ma poco o nulla viene fatto per scandagliare  i mondi del nostro Sistema Solare". Il professore, sulla scorta di quanto già postulato in passato da scienziati come Carl Sagan o Paul Davies, non esclude che altre forme di vita intelligente abbiamo vissuto nel nostro stesso sistema solare e che possibilmente alcune di loro possano aver lasciato prova del loro passaggio. Un'ipotesi, ovviamente, ma chissà...

Donald Trump aprirà gli archivi sugli UFO?

19 gennaio 2017, la Fox filma un UFO che incrocia l'aereo presidenziale, mentre Trump si sta recando all'Inauguration Day

Donald Trump aprirà gli archivi sugli UFO?

Donald Trump aprirà gli archivi sugli UFO? Puntualmente gli ufologi se lo chiedono ad ogni nuova elezione di presidente e se è vero che, scioccamente, il "disclosure" lo hanno atteso invano dai presidenti democratici (belli, sorridenti e cacciaballe, da Kennedy a Clinton a Obama), le rare volte che qualcosa è uscito lo si è dovuto ai repubblicani, tacciati dalla stampa dem di essere guerrafondai e insabbiatori di segreti, nella realtà gli unici ad aver fatto uscire qualcosa. Quanto meno negli ultimi trent'anni. Perché se è vero che i repubblicani hanno spesso un approccio verso l'ignoto alla John Wayne stile Far West, "uniamoci e partiamo e spacchiamo tutto", magari con una buona dose di spacconaggine, i democratici le pretese "verità" preferiscono non condividerle e tenersele per sé. I Clinton sono ossessionati dagli E.T, alle feste private si vestono da Fox Mulder e Dana Scully e a tutti i pezzi grossi van rompendo i coglioni per sapere se ci sono segreti sugli UFO. Ma proprio loro, marito e moglie, che hanno ricoperto le più alte cariche dello Stato e che a quei documenti avevano dunque liberamente accesso, nulla han fatto. O se lo han fatto, non l'hanno detto a noi poveri mortali. Reagan, almeno, in quattro diverse occasioni disse che avremmo potuto aspettarci un attacco alieno (che per fortuna non c'è stato), che in tal caso America e Russia si sarebbero unite e che, quand'era governatore, un disco volante aveva inseguito il suo aereo. Clinton, nonostante le tante belle parole spese dalla moglie (che era intima del fanatico UFO Lawrence Rockefeller, il multimiliardario, e si faceva paparazzare con il libro del matematico del SETI Paul Davies, Are we alone?) non ha fatto nulla, salvo sghignazzare come un fesso, della questione, al Jimmy Kimmel Show. Trump, da parte sua, qualcosa divulgherà? Per ora è difficile dirlo, visto che ogni sua iniziativa è subito stoppata dai burocrati imbucati alla Casa Bianca da Obama, che gli remano contro in ogni situazione e dei quali il tycoon farebbe bene a liberarsi con un bel calcione nel sedere.  Perché costoro gli han fatto sputare sangue per la riforma che annulla l'Obamacare e gli stanno continuamente mettendo i bastoni tra le ruote sul blocco degli arrivi di clandestini e sulla costruzione (pardon, proseguo: la struttura c'è già e l'han costruita i presidenti democratici, anche se la stampa USA se ne scorda) di un muro al confine col Messico, a maggior ragione gli infinocchieranno che non c'è alcun X-file sugli UFO. Del resto, che aspettarsi da una massa di burocratici imbecilli, anche ai vertici militari, che sotto Obama non solo hanno più volte negato l'esistenza di dossier sugli UFO (quando solo grazie al FOIA gli ufologi, dagli anni Novanta, hanno ottenuto la derubricazione di diecimila pagine), ma addirittura si sono preparati a fronteggiare un possibile attacco. Alieno? No, di zombie. Ma si può esser più coglioni di così? Non è la trama dell'ultimo film della serie Resident Evil. "L’emergenza zombie può mettere a repentaglio la vita sulla Terra così come la conosciamo oggi. Per questo il Pentagono ha pronto un piano per fermare un’invasione dei cosiddetti morti viventi. Vere e proprie strategie militari messe a punto dagli esperti per fronteggiare un’eventuale Apocalisse degli zombie"; così il Secolo XIX il 16 maggio 2014. La denunzia era arrivata dalla rivista Foreign Policy, che ha scoperto l'esistenza di un protocollo del Dipartimento della Difesa statunitense. Un documento da cui emerge come l’esercito americano è pronto ad affrontare qualsiasi emergenza. Persino una “Zombie Apocalypse”. Il dossier non classificato si chiama “Conop 8888”, ma è conosciuto anche come “Counter-Zombie Dominance”: un vero e proprio piano di sopravvivenza per contrastare ogni minaccia legata a un’offensiva dei morti viventi e "aiutare qualsiasi popolazione del mondo, compresi gli avversari tradizionali". Ovvero anche la Cina o la Russia. I militari USA si son giustificati dicendo che era solo un protocollo per le esercitazioni, ma certo è che nel documento si procede anche a un dettagliato censimento delle tipologie di zombie: dai “pathogenic zombies” ai “radiation zombies”, dagli “evil magic zombies” agli “space zombies”. Non mancano neanche i “vegetarian zombies” e i “chicken zombies”. Insomma, si va dai morti viventi vegetariani - che non rappresentano una minaccia diretta per gli esseri umani - agli “zombi-pollo”, vecchie galline che non possono più produrre uova e che vengono soppresse con il monossido di carbonio. Ma che un giorno potrebbero decidere di vendicarsi. Sarà pure uno scherzo, ma è di dubbio gusto. E la dice lunga su chi realmente detiene il potere militare in USA...

Un UFO sulla statua della Libertà? Ufologi USA in fibrillazione

non è tutt'ufo quello che luccica

Un UFO sulla statua della Libertà? Ufologi USA in fibrillazione

Ufologi in fibrillazione per la foto di un UFO luminoso, bianco rosato, sopra la statua della Libertà a New York. L'evento, documentato dall'associazione nazionale statunitense MUFON, è datato 19 aprile e gli studiosi americani ritengono non trattarsi di un riflesso, sostenendo che la luce sarebbe tale perché immortalata da dietro un vetro. Chi scrive ha esaminato la foto, che sa invece di un riflesso (la bordatura rosacea è tipica di queste aberrazioni). E le elaborazioni computerizzate con falsi colori confermano quest'ipotesi. La pensa come noi anche lo scettico Mick West, che nel suo forum presenta diversi casi di UFO spiegabili con riflessi ottenuti ponendo l'apparecchio fotografico dietro un vetro. L'UFO, nello specifico, sarebbe originato da una lampada posta all'interno della stanza da cui si sta fotografando. In altre parole, la luce sarebbe il riflesso sul vetro interno, da parte di una fonte posta alle spalle del fotografo. Che non necessariamente ha ingannato, ma che ha scattato la foto senza accorgersi di nulla, in un primo momento, trovandosi poi la sorpresa successivamente (anche se con le macchione digitali si vede subito cosa si ha fotografato). Immagini del genere ce ne è a iosa scattate all'interno di aerei passeggeri o navi da crociera. Secondo il MUFON, l'immagine sarebbe stata presa da un'imbarcazione.

Politico umbro: "Siamo vicini al contatto UFO"

Foto ANSA

"nel 2017-2020 annuncio dei Governi?"

Politico umbro: "Siamo vicini al contatto UFO"

"Esistono un milione di rapporti, nel mondo, su avvistamenti di UFO: 200.000 sono molto attendibili. Nel 2017-2020 l'annuncio dei Governi? Prepariamoci a questa evoluzione cosmica ed etico tecnologica". E poi: "Siamo vicini al contatto, ci sono molti segnali". A scriverlo sul suo profilo Facebook è Claudio Ricci, ingegnere (nel settore trasporti) e consigliere regionale umbro del Centrodestra, già candidato alla presidenza della Regione nel 2015 ed ex sindaco di Assisi. Un post al quale hanno subito fatto seguito numerosi commenti. "Mi sono solo limitato a dare dati di pubblica conoscenza ed ognuno poi è libero di interpretare queste situazioni nel modo che ritiene più adeguato" ha spiegato Ricci. "Scientificamente", ha aggiunto, "si è cominciato a prendere atto di questo fenomeno, con fonti istituzionali, militari e governative che oggi affrontano il problema e quindi non si può più far finta che il tema sia inseribile nelle stranezze di qualche appassionato di settore".

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