Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

I celti e gli extraterrestri: il "selciato dei giganti"

tracce aliene nel passato

I celti e gli extraterrestri: il "selciato dei giganti"

 “Anche gli irlandesi hanno il loro astroporto preistorico", scrisse Peter Kolosimo; "è il cosiddetto selciato dei giganti, che si stende al nord, non lontano da Portrush, un’impressionante distesa di grandi blocchi di pietra esagonali o pentagonali. La scienza pensa si tratti di un fenomeno di origine vulcanica: i blocchi sarebbero stati rappresi, appena portati all’aperto, da un vento impetuoso, freddissimo, che li avrebbe modellati in forma cilindrica o quasi sferica; premendo gli uni contro gli altri, quindi, avrebbero assunto l’aspetto poliedrico che ancor oggi li distingue. Naturalmente c’è chi prende alla lettera la denominazione dell’enorme massicciata, dicendola costruita da quei giganti che sembrano aver popolato la Terra innumerevoli migliaia d’anni fa e di cui le tradizioni irlandesi conservano vivi ricordi. Ma i fautori delle teorie spaziali affermano che il fenomeno avrebbe benissimo potuto aver luogo in seguito ad una formidabile esplosione ed al conseguente raffreddamento della roccia fusa. L’esplosione di un’astronave o d’un intera flotta, forse?" "I miti che vogliono quel luogo teatro d’un’apocalittica battaglia d’esseri simili a semidei dovrebbero confermarlo; ma, trattandosi di leggende probabilmente importate dai celti e diffuse un po’ dappertutto, non ci sembra il caso di prenderle alla lettera. Alcuni studiosi sostengono, di contro, che non il selciato dei giganti, ma varie distese d’Irlanda e d’Islanda portano segni che parrebbero impressi dalle vampate di colossali incrociatori cosmici. Ed è curioso come, seguendo queste informazioni, si giunga a collegare – con una linea ideale tracciata attraverso l’Atlantico settentrionale – l’estremo Nord europeo con l’America centrale. Si tratta d’una linea che corrisponde alla disposizione di una vera e propria catena di porti per l’infinito? C’è chi non ne dubita, chi asserisce che gli abissi sottomarini celino le vestigia di una civiltà stellare giunta a livelli inimmaginabili, la civiltà che avrebbe improntato di sé tutto il nostro pianeta, imponendosi agli altri invasori venuti dallo spazio prima che immani catastrofi sconvolgessero il globo...”. Tratto da Colonia Terra, Segno edizioni  

I celti e gli extraterrestri: i rifugi antiatomici di Steel

Nella foto, Newgrange

per difendersi dagli "dei"

I celti e gli extraterrestri: i rifugi antiatomici di Steel

La teoria del britannico Duncan Steel su Stonehenge batte qualsiasi precedente ipotesi sul misterioso cromlech e, se non sapessimo che costui è un brillante astronomo, il cui lavoro è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista British Archaeology del giugno 1999, avremmo pensato fosse pazzo. Che Stonehenge avesse una funzione astronomica è oramai noto da tempo, ma sul suo scopo pratico le opinioni dei vari studiosi sono sempre state le più disparate. Ebbene, secondo Steel, “Stonehenge è stata costruita per prevedere le piogge di meteoriti. Ho una certa esperienza nel campo dei piccoli corpi presenti nel sistema solare – meteore, asteroidi e comete – e un interesse per Stonehenge non solo astronomico, ma anche personale: attualmente vivo in Australia, ma sono nato nel Somerset nordorientale, non lontano dal cromlech”, ha scritto. Aggiungendo: “Ritengo che le prime costruzioni del cromlech – note come Cursus e Stonehenge 1 – siano state approntate per prevedere il passaggio di sciami meteorici, e non fossero semplici strumenti per determinare l’anno. Prendete i numerosi tumuli associati a siti neolitici come Stonehenge. A che cosa assomigliano, se non a dei moderni rifugi antiaerei? Immaginate il cielo illuminato da una miriade di stelle cadenti, in numero tale da far tremare – come è accaduto – il terreno. Come avrebbero reagito gli antichi? I lunghi tumuli erano rifugi in cui rannicchiarsi per sentirsi al sicuro dal terrificante spettacolo di fuori, un po’ come quando si nasconde la testa sotto un cuscino durante un temporale. E in questo caso, visti i materiali locali, cos’altro si poteva costruire nella piana di Salisbury? L’era delle tempeste di meteore fu comunque temporanea ed in seguito l’interesse per il cielo si soffermò sulle orbite di sole e luna, mentre i tumuli divennero luoghi di sepoltura. Solo che, nel 500 a.C., gli sciami meteorici tornarono ad intersecare la Terra". "Esistono rifugi antiaerei risalenti a quell’epoca? La risposta è sì. I corridoi sotterranei dell’Età del Ferro sono particolarmente elaborati, con pareti ricoperte e tetti di lastre piane; sono stati a lungo un mistero e lo scopo loro attribuito è stato finora la conservazione degli alimenti. Questo elemento, oltre alla possibilità di salvare vite, è confermato dall’estrema cura con cui sono stati costruiti, rispetto ad altre abitazioni di quel periodo”. Insomma, una sorta di bunker antiatomici preistorici. Conclude Steel: “Come reagite quando un aereo sorvola a bassa quota la vostra casa, facendo scuotere le finestre? Agitate un pugno verso il cielo. E se i britanni dell’Età del Ferro avessero fatto la stessa cosa? Se gli dèi dovevano tornare ancora e ancora a devastare, una buona tecnica (almeno, da un punto di vista psicologico) sarebbe stata quella di minacciarli. Il gigante di Cerne Abbas nel Dorset, ancora non adeguatamente datato, scavato nel gesso e mostrante un guerriero che agita una clava sembra proprio ideato per trasmettere agli ospiti indesiderati un messaggio inconfondibile…”. Tratto dal mio libro Colonia Terra, Segno edizioni. Nella foto sotto, il Gigante di Cerne Abbas

Donald Trump aprirà gli archivi sui dischi volanti?

ha una squadra di fans degli ufo...

Donald Trump aprirà gli archivi sui dischi volanti?

Il 36% degli americani sono convinti che Donald Trump rivelerà la verità sugli UFO. La stessa convinzione l'ha condivisa anche il sito ufologico USA World UFO Day, noto per le sue battaglie legali per la declassificazione del materiale sui dischi volanti, che ha scritto: “Quando Trump è diventato presidente c'erano molti indizi che la sua battaglia per un governo più trasparente e responsabile si sarebbe tradotta anche in una maggiore apertura sul fenomeno UFO e la vita extraterrestre. Molti uomini dei servizi segreti si erano detti pronti a venire allo scoperto, qualora fosse stata garantita loro protezione, per denunciare le ricerche segrete del Governo sugli UFO”. Steve Bassett, uno dei più noti “cacciatori” di documenti X-file degli Stati Uniti, ha avvallato questa speranza, pur dicendosi oggigiorno convinto che il tycoon sia considerato dall'enclave dei servizi segreti USA – il “Governo Ombra” che custodirebbe ogni informazione, con poteri addirittura superiori a quelli del presidente - “troppo pericoloso” per gestire una verità così rivoluzionaria. “Ci sono persone all'interno del Dipartimento della Difesa che sono disposte a cooperare e io stesso so che durante l'amministrazione Obama i servizi segreti avevano chiesto a Tom DeLonge, il cantante dei Blink 182, che ha un grande ascendente sul pubblico giovanile, di realizzare una fiction o un documentario educativo per divulgare la verità”. Bassett ha le prove di quanto dice: quando Wikileaks ha divulgato di botto le conversazioni riservate del responsabile della campagna elettorale di Hillary Clinton, l'appassionato di UFO John Podesta, saltarono fuori anche le mail di DeLonge. Ma al di là di ciò che sostengono gli ufologi, che potrebbero anche illudersi (da anni si attende che un presidente USA vuoti il sacco sugli UFO, e non è mai successo), è singolare il fatto che il tycoon americano abbia voluto nella sua Amministrazione alcuni “insospettabili” che non fanno parte dell'establishment ufologico ma che, dietro le quinte, della questione si sono interessati. È il caso di Sam Clovis, capo del team scientifico del Dipartimento dell'Agricoltura. Clovis, già pilota militare di F-16 e veterano di guerra, raccontò un giorno al giornale Des Moines Reporter di quando, in volo, captò un UFO sul radar di bordo. “Effettuava manovre impossibili per la nostra tecnologia. Puntava verso di me, a 8.000 km di quota. Poi si è bloccato di colpo ed ha invertito la rotta”. Clovis dichiarò anche di aver consegnato il tracciato radar ai funzionari del servizio aereo civile. Del vicepresidente Mike Pence è nota una diretta tv, la sera del 16 dicembre 2010, durante la quale, alle spalle del politico repubblicano, un UFO sorvolò il Campidoglio. Ma nel team di Trump c'è anche il pastore avventista Ben Carson, Segretario allo Sviluppo Urbano, grande esperto di teorie “alternative” sulla costruzione delle piramidi (scettico però sull'ipotesi aliena); Rick Perry, segretario dell'Energia e nemico giurato di massoni e Illuminati (ha dichiarato che la Statua della Libertà è un “idolo satanico” costruito da questi ultimi); Steve Bannon, capo stratega e grande appassionato di occulto; Mike Pompeo, il direttore della CIA che in febbraio ha messo on line milioni di report dell'Agenzia, compresi quelli sulle ricerche sugli UFO e sul paranormale. Sul presidente Trump circolano molte leggende: che ai primi di novembre del 2016 il suo elicottero fu inseguito da un velivolo non identificato (un uccello, in realtà, secondo gli ufologi che hanno analizzato un video girato con un cellulare) e che il 19 gennaio dell'anno dopo, in occasione dell'Inauguration day, il cerimoniale per l'insediamento del presidente, l'Air Force One fu a sua volta tallonato da due dischi volanti. Sequenza regolarmente filmata dal canale Fox10 e che sembra mostrare in realtà delle nuvole. Sicuro è invece il suo interesse per l'esplorazione dello spazio: in campagna elettorale aveva promesso il rilancio della NASA (i cui fondi furono drasticamente azzerati da Obama) e missioni verso la Luna, Marte e le lune di Giove, Europa in particolare. Sarà solo un caso che secondo molti astronomi i satelliti detti Medicei potrebbero ospitare forme elementari di vita extraterrestre? Nelle immagini sotto, i presunti UFO che avrebbero seguito l'aereo di Trump

Dagospia scivola sull'autopsia di Roswell. E prende per buono un fake

balle spaziali

Dagospia scivola sull'autopsia di Roswell. E prende per buono un fake

Se son rose (anzi Roswell) fioriranno. Più o meno così commenta Roberto D'Agostino sul suo sito Dagospia, a proposito di "uno straordinario filmato appena emerso" sul caso Roswell. E se son cachi? Perché questa volta Dagospia la cantonata l'ha presa bella grossa. Già perché la sequenza rigorosamente in bianco e nero che mostra i militari americani recuperare un cadavere alieno a Roswell e portarlo via in barella altro non è che la scena finale, debitamente montata togliendo gli spezzoni a colori, del film Alien Autopsy di Jonny Campbell (interpretato da Declan Donnelly e Ant McPartlin ed uscito nel 2006, presentato da Wikipedia come "ricostruzione scherzosa della genesi del filmato Autopsia di un alieno"), che racconta come fosse stato realizzato un celebre falso UFO degli anni Novanta, noto come "Santilli Footage". Per carità, già in tanti eran cascati nella bufala del Santilli Footage, venduto a caro prezzo alle tv di mezzo mondo dal cineproduttore inglese Ray Santilli e spacciata come la "vera" autopsia ad uno degli alieni (anzi, aliene, dato che sembrava una femmina) spiaccicatesi con un disco volante a Roswell, Nuovo Messico, nel lontano luglio del 1947. D'Agostino riprende il video pubblico sul tabloid scandalistico The Sun da un certo Patrick Knox e commenta: "Lo straordinario filmato appena emerso mostrerebbe un alieno portato via in barella dopo l'incidente di Roswell del 2 luglio 1947 (2 o 4? Gli esperti non sono concordi nemmeno sulla data dello schianto; NdR), quando, secondo alcuni, una navicella cadde nel sito del New Mexico e i militari recuperarono dei corpi extraterrestri". E ancora: "Il video è stato caricato su YouTube e non c’è certezza che sia autentico (ah, meno male!). Recentemente il regista Spyros Melaris ha confessato di aver inscenato la famosa autopsia aliena di Roswell (il Santilli Footage; NdR) in un appartamento di Londra con sculture e frattaglie, ma i cacciatori di Ufo non sembrano avergli creduto". Già. E contro questa nuova versione si era già scagliato l'ufologo inglese Philip Mantle, lo stesso che peraltro nel 1995 s'era bruciato la reputazione giudicando autentico il Santilli Footage. Tutte queste cose D'Agostino, non essendo un ufologo, non è tenuto a saperle. Io all'epoca c'ero e ho seguito tutto, invece. Ma senza essere per forza un ufologo, e scrivendo per un sito seguito da un pubblico sterminato, se si fosse degnato di fare un giro su YouTube avrebbe scoperto che il "nuovo video" era già stato caricato sospettosamente nel 2009 da un certo Eirc Pones (che peraltro non aveva racimolato molte visualizzazioni); che ancora nel 2011 il "nuovo video" era stato ripostato da un certo Massif1001, decisamente più fortunato (oltre 130mila visualizzazioni da allora ad oggi). A giugno di quest'anno il video ha ripreso a circolare, postato un po' ovunque. In realtà è sufficiente guardare il film di Campbell per scoprire che le sequenze sono state estrapolate dal film Alien Footage (qui ne esiste una versione piratata; la sequenza incriminata inizia a 1:15:55), ma D'Agostino non lo sa. E la frittata ormai è fatta. Vi è chi ritiene che la megabufala sia stata orchestrata dal sito cospirazionista Uncensoredpublications di Jonathan Eisen; di sicuro c'è che la sequenza ha iniziato a circolare dopo la commercializzazione del film Alien Autopsy. Una bufala da un film su una bufala...

I celti e gli extraterrestri: l'enigma dei monoliti

visite aliene nel passato

I celti e gli extraterrestri: l'enigma dei monoliti

Quando si parla di antiche visite aliene, i megaliti rappresentano un enigma che ancora non trova una soddisfacente spiegazione convenzionale. Chi e come li ha eretti? E a quale scopo? C’entra Atlantide? Lo crede chi sottolinea come le pietre del sito di Callanish in Scozia, che la leggenda vuole abitato da uno spirito benigno che apparirebbe durante il solstizio d’estate, presentino incisioni che mostrano straordinarie somiglianze con alcune spirali o labirinti ubicati in Galizia (Spagna), a Laye das Rodas, queste ultime interpretate dallo studioso Alfonso Romero come calendari lunari; chi invece ne attribuisce la paternità agli E.T. sottolinea come su una delle pietre di Stonehenge sia inciso il volto di un essere simile ad un alieno Grigio: macrocefalo, occhi grandi e neri, collo lungo; di Stonehenge si favoleggia che sia l'ingresso per le anime dell'aldilà e altresì che fu una razza di giganti irlandesi a portarne le pietre dall’Africa; in seguito re Artù ne avrebbe fatto il proprio campo base; un’errata traduzione del termine table, “tavola” ma anche “pianura”, generò la leggenda dei cavalieri della Tavola Rotonda, in realtà cavalieri della piana rotonda, le cui gesta furono cantate nella Historia Regum Britanniae, scritta nel 1136 dal gallese Goffredo di Monmouth. Fu questi a sostenere che il Chorea Gigantum o “danza dei giganti” – come veniva chiamata all’epoca Stonehenge – era stato eretto nel V° secolo d.C. al tempo di Uther Pendragon, padre del leggendario Artù. Per inciso, la leggenda del Graal sarebbe stata ispirata dal Calderone di Gundestrup, un manufatto della fine del II° secolo a.C. conservato presso il Museo Nazionale di Copenaghen, un grosso pentolone per riti magici – ricordate la pozione che rendeva imbattibili Asterix e Obelix? – utilizzato dai druidi, i sacerdoti dei celti, ai quali, nel XVIII° secolo William Stukeley, archeologo “dilettante”, attribuì anche la paternità dei megaliti; tesi, questa, accettata ancora ai giorni nostri anche dall’archeologia “ufficiale”. Sempre in ambito leggendario, è credenza diffusa che l’anello di Brogdar in Scozia, uno dei più importanti cromlech britannici con un diametro di 104 metri, “emanerebbe le energie della Terra”; oggi questa credenza fa ridere, ma in passato dovettero prestarvi fede anche i cristiani, dato che, nel XIV° secolo, alcuni di essi decisero di “sconsacrare” il complesso di Avebury (che consideravano un tempio pagano) rovesciando sistematicamente gran parte delle pietre dentro ed attorno al complesso. L’opera di distruzione proseguì nel XVII° e nel XVIII°, dunque in piena “Età dei Lumi” e “della Ragione” (alla faccia!), allorchè alcuni massi furono ridotti in pezzi con il fuoco, l’acqua fredda ed i martelli. Un mistero riguarda anche il sito megalitico di Swinside, nell’Inghilterra meridionale, le cui pietre sono semisprofondate nel terreno; si dice fosse opera del diavolo, “che tutte le notti faceva visita al luogo”; dei trecento monoliti disposti in circolo a Castlerigg in Inghilterra si favoleggiava trattarsi di “uomini pietrificati dagli dei”; e poi c'è tutta la sterminata letteratura sulle presunte energie che contattisti, veggenti e sensitivi sostengono di sentire emanare dalle pietre; sulle apparizioni di folletti e UFO; sull’apertura di porte dimensionali. L’archeologo e radiestesista T. C. Lethbridge, recatosi armato di pendolini a Merry Maidens, presso Penzance, “posò la mano libera su un megalito di pietra e ricevette una sensazione di pizzicore come se si trattasse di una scossa elettrica, mentre il pendolo, da un movimento ondulatorio, prese a girare in modo così vorticoso che era quasi orizzontale al suolo. Evidentemente qualche strana forza molto potente si stava manifestando”; “io stesso”, racconta lo scrittore Colin Wilson, “l’ho sperimentata quando mi recai a Merry Maidens con un amico interessato al fenomeno…”. Tratto dal libro "Colonia Terra", Segno editore.

I celti e gli extraterrestri: E.T. nella terra di mago Merlino

antichi astronauti

I celti e gli extraterrestri: E.T. nella terra di mago Merlino

Gli alieni? Secondo il celebre "addotto" Whitley Strieber e l’ufologo Leonard Keane, americani, gli E.T. parlerebbero gaelico, un’antica lingua celtica. Keane lo ha scoperto interrogando sotto ipnosi una casalinga newyorkese che, in stato alterato di coscienza, pronunciava frasi in una lingua apparentemente sconosciuta. Riascoltando la registrazione della seduta con la rapita, Betty Andreasson, lo studioso scoprì che la donna, attraverso la quale avrebbe parlato un alieno che aveva pronunciato la frase: “I discendenti in vita dei popoli del Nord brancolano nel buio universale. La loro madre si affligge. Un’oscura circostanza nelle alte sfere riproporrà un elevato costo di vite; un intervallo di errori in alto; un intervallo appropriato per eventi dolorosi”. A proposito di questa sorta di profezia in linguaggio stellare Strieber scrisse: “Le analogie fonetiche tra le parole della signora Andreasson e i loro equivalenti in gaelico sono troppo strette per non prenderle in considerazione. C’è una virtuale corrispondenza parola per parola”. Dopo aver letto la traduzione di quella lingua a lei ignota, Betty scoppiò a piangere a dirotto per cinque minuti. “Infine qualcuno stava portando alla luce la verità di quei messaggi”, disse. A quali eventi quella profezia si riferisse non è noto, e forse è meglio non saperlo... E gli UFO? Preferirebbero la terra di mago Merlino, secondo lo scomparso quotidiano milanese La Notte, che il 14 febbraio del 1978 scrisse: “Oltre al famigerato Triangolo delle Bermuda esisterebbe un Triangolo UFO ove si sta registrando un eccezionale numero di avvistamenti. Sono concentrati in una regione triangolare del Galles tra Swansea, il Galles centrale e la punta di St. David sulla costa occidentale. Gli avvistamenti, oltre cinquanta, sono stati riferiti da testimoni oculari insospettabili, come direttori di banca e alti funzionari. Gli appassionati del mistero ricordano che proprio al centro del triangolo si trova la cittadina di Carmarthen, legata alle leggende di mago Merlino”. In effetti, la documentazione relativa ai sorvoli di UFO sugli antichi complessi britannici è corposa; sappiamo che un disco volante atterrò il 20 febbraio del 2000 a Silbury Hill, e che nel novembre del 1976 ben tre alieni vennero avvistati da Joyce Bowles, un’impiegata della stazione ferroviaria di Winchester. Era una domenica sera e la donna stava andando a prendere il figlio Stephen nel vicino villaggio di Chilcomb, in compagnia di un amico a nome Ted Pratt. All’improvviso l’auto su cui stavano viaggiando i due anziani sobbalzò violentemente e sbandò sul prato accanto alla carreggiata, mentre i fari si spegnevano e il motore si arrestava. Joyce Bowles ed il suo amico guardarono fuori e videro sopra la testa un veicolo arancione a forma di sigaro. Agli oblò si scorgevano tre teste. Avevano occhi rosa senza pupille o iridi e indossavano una tuta argentea da paracadutista. “Attraverso il parabrezza uno degli alieni sbirciò il cruscotto”, ricorda Joyce Bowles. A questo punto il motore e i fari si riaccesero ed egli “sparì insieme al sigaro”. “Secondo gli esperti”, scrisse la stampa, “le particolari energie sprigionate da certe zone della terra, dette leys, attirerebbero dallo spazio gli alieni. In effetti, due linee di antichi tumuli sepolcrali che iniziano a Old Winchester Hill convergono effettivamente a Chilcomb Road, vicino a dove avvenne l’incontro”. Il 23 gennaio 1974 i megaliti in cerchio di Moel Ty Uchaf nel Galles furono al centro di strani fenomeni. Scrisse la rivista X-factor: “Fu avvertita una fortissima esplosione, seguita da scosse sismiche che furono avvertite a 96 km di distanza; prima e dopo l’esplosione furono viste luci multicolori nel cielo. Testimonianze di persone che avevano assistito ai fenomeni luminosi vennero un po’ da ogni punto della zona; l’epicentro era proprio Moel Ty Uchaf. In precedenza alcuni astronomi avevano seguito il movimento di quello che pensavano essere un meteorite, e arguirono che fosse andato a cadere sul versante su cui sorge il cerchio di megaliti gallesi. Ma il cratere che avrebbe dovuto causare il meteorite non si trovò. L’avvenimento, che finì su tutti i giornali, restò senza spiegazione. Alcuni scienziati esaminarono la zona con i contatori geiger; rilevarono un tasso di radiazioni gamma più alto del 53% rispetto alle zone circostanti, ma non furono comunque in grado di fornire spiegazioni. Secondo alcuni ufologi, Moel Ty Uchaf potrebbe essere stato visitato dagli alieni...”. Tratto dal libro "Colonia Terra", Segno Edizioni. Di seguito, alcune foto di UFO sopra il sito celtico di Stonehenge

bozza ufo

l'europarlamentare sfida la congiura del silenzio

Borghezio: "I Paesi Ue aprano gli archivi UFO"

I paesi Ue aprano gli archivi sugli UFO e rendano disponibile il materiale sinora raccolto in un archivio di libero accesso, ove chiunque, dallo studioso allo scienziato al semplice appassionato, possa confrontare quei dati e ricavarne, secondo Mario Borghezio, "informazioni scientifiche importanti". Questa la proposta che l'europarlamentare leghista del Carroccio ha lanciato sabato 23 in diretta da Radio Padania, nel corso della trasmissione condotta da chi scrive e alla quale hanno partecipato diversi illustri ospiti, come il pilota civile Marco Guarisco, testimone di avvistamenti, il vicario generale della Metropolia Ortodossa di Milano mons. Avondios (che ha ammesso che l'esistenza di vita aliena non è in contrasto con i testi biblici), il referente catanese di Noi con Salvini Catania, avvocato (e nostro collaboratore) Fabio Cantarella, anch'egli possibilista, e molti altri ancora (l'intera trasmissione è disponibile qui; l'intervento di Mario Borghezio inizia al minuto 54:52). Borghezio, che già in passato aveva portato la questione in sede europea (come ricorda l'intervista di RaiUno che vi riproponiamo) ha dichoarato di voler "chiedere al Parlamento Europeo di mettere a disposizione dei lettori, utenti della Biblioteca o dell'Archivio Ue, tutto quello che da fonti ufficiali europee, e possibilmente mondiali, c'è sull'argomento, in modo da dare ad un'Istituzione europea di prestigio" la possibilità di consentire l'accesso agli studiosi "del cartaceo ed eventualmente anche dei filmati a fine di studio". "Viste le ricadute enormi sul piano scientifico, della difesa, della futurologia ma anche politiche e conoscitive di questa documentazione, e parlo di documenti ufficiali", ha proseguito Borghezio, "intendo insistere sulla mia vecchia linea, quella di chiedere alla Commissione europea di esercitare pressione su tutti Paesi membri affinché cessi del tutto l'immotivata decisione di non mettere a disposizione tutta la documentazione ufficiale". "La creazione di un archivio pubblico delle Istituzioni europee, con documentazione di fonte ufficiale", ha concluso l'europarlamentare, "potrebbe essere la giusta sollecitazione per ottenere questa decisione. Certo che finché il materiale qualcuno se lo tiene ben nascosto...".

Sfera volante su Tribiano. E a Rho convegno UFO

avvistamento nel milanese

Sfera volante su Tribiano. E a Rho convegno UFO

Mistero a Tribiano, nel Milanese. Un grande ordigno a forma di sfera grigiastra è stato avvistato e ripreso in video da un sorvegliante d'auto. "Il testimone era intento a controllare le macchine, quando la sua attenzione è stata catturata da quello che in lontananza appariva come un semplice puntino", ci racconta Angelo Carannante, presidente del Centro Ufologico Mediterraneo. "In quella zona di cielo non aveva mai visto nulla, in undici anni da che lavora là", prosegue l'ufologo. "A mano a mano che si avvicinava l’oggetto volante aumentava di dimensioni. Era velocissimo, tanto da percorrere una notevole distanza in poche decine di secondi. Aveva il tempo di afferrare il suo cellulare e filmare parte dell’avvistamento, chiamando anche un suo collega che tuttavia non arrivava in tempo a osservare il fenomeno. L’uomo aveva pensato ad un pallone meteorologico oppure ad elio. Tuttavia, nello stesso giorno, il 29 giugno 2017, è stato fatto l’avvistamento di Lavagna che tanto risalto ha avuto sui media". Episodi di cui si parlerà domani dalle ore 11 a Radio Padania, assieme a tanti illustri ospiti (compreso un autorevole esponente della Metropolia ortodossa di Milano) e a Rho in un convegno, “Ufo, fenomeno globale. Gli alieni vengono da Marte?”, domenica 1 ottobre, ingresso gratuito, dalle ore 15,00 alle ore 20,00, all’auditorium padre Reina in via Meda n. 20.

UFO a triangolo sulla Capitale? L'ufologo dice sì

a volte ritornano...

UFO a triangolo sulla Capitale? L'ufologo dice sì

UFO triangolari su Roma? Se sì, si tratta di un caso di rilievo, perché gli avvistamenti di ordigni triangolari sono estremamente rari. Il C.UFO.M., Centro Ufologico Mediterraneo, ci segnala così il caso: "Alcuni UFO in formazione, bianchi e luminosi, sono stati filmati su Roma in pieno giorno. Il cielo era azzurro e la giornata calma. I due testimoni, il 5 luglio 2017, intorno alle ore 8 e 30 antimeridiane, si stavano recando al lavoro, quando la loro attenzione veniva catturata da alcuni oggetti in cielo". "Superato il primo momento di stupore", spiegano gli ufologi, "le due persone filmavano le evoluzioni degli oggetti, che apparivano in formazione. Hanno girato due video della durata complessiva di oltre un minuto, quanto basta per apprezzare l’inusualità dei presunti velivoli. Le luci della formazione erano disposte a triangolo, con un vertice che a sua volta appariva composto da tre luci. Le luci degli altri due vertici alcune volte sembravano avvicinarsi in sincrono a quella del terzo vertice (ma probabilmente è stato solo un gioco di prospettiva)". Gli ufologi del C.UFO.M., a cui è stato affidato il caso, non hanno escluso che "potesse trattarsi di un unico oggetto di forma triangolare, con la particolarità di confondersi completamente con il cielo con un magistrale effetto camaleonte e di cui erano visibili solo le luci ai tre angoli del triangolo che formavano". Un caso giudicato "importante" e di cui si parlerà in modo approfondito al convegno ufologico di Rho (Milano) di domenica 1 ottobre 2017 (dalle ore 15 alle 20, ingresso gratuito, con importanti ospiti tra cui il noto rapito Zanfretta). Il presidente del C.UFO.M., Angelo Carannante, pur dicendosi "abbastanza convinto che possa essersi effettivamente trattato di un UFO", non esclude peraltro anche "ipotesi convenzionali". Insomma staremo a vedere cosa sortirà da ulteriori indagini.   

La Chiesa e la vita extraterrestre

ufo: benedetti dal signore

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