Elena Salvarezza

Elena Salvarezza

Giornalista pubblicista, con una laurea in Design incorniciata. Orgogliosamente comasca, ma milanese d'adozione, è cresciuta a pane, cross della Juve e libri della Fallaci. Anima complicata, adatta per pochi. In ricerca costante di tutto ciò che eleva l'ordinario allo straordinario.  Felicemente zia. Vive per scrivere perché il linguaggio scritto le dà il tempo di ponderare le parole e girare bene la penna nella piaga. Il motto che ha abbracciato? Quando arrivi a farti odiare, sai che stai facendo bene il tuo lavoro e lascerai il segno.

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Quando il look ti chiede di stare al passo, punta sugli 'intramontabili'

Autunno Inverno 2017-2018

Quando il look ti chiede di stare al passo, punta sugli 'intramontabili'

Caldo, poi freddo. Ancora freddo, di nuovo caldo. Non è uno scioglilingua, ma il riflesso perfetto del periodo autunnale, centellinato da cambi repentini di temperatura. Ed ovviamente anche il modo di vestire deve 'tenere il passo'.  Va da sè che ogni stagione abbia un suo revival, quel capo intramontabile da riscoprire e rispolverare dal proprio armadio, diventato più che mai versatile e poliedrico. Potremmo definirlo il must-have dell' autunno, anche se è estremamente difficile privarsene tutto l'anno, persino nella stagione più calda. Stiamo parlando, chiaramente, del denim che, nonostante abbia fatto la storia di intere generazioni, il suo fascino è rimasto intatto negli anni. Che si presenti attillato, casual, o coniugato ad elementi leggeri che accendono il contrasto, è lui il vero ingrediente di successo. L'unico tessuto, del resto, capace di prestarsi a più stili, a più occasioni. Abbinato a comode sneakers o piuttosto a decolletè eleganti, a tessuti leggeri o ancora a ricchi dettagli di fantasia. A dominare in questa stagione è uno stile alternativo, ma anche un po' anni '90. Decisamente un mix incredibile dove non esistono regole, non esistono schemi, ma sei tu a 'fare la moda'. Sei tu ad avere la possibilità di creare uno stile unico, o perlomeno, personalizzato.  Le collezioni autunno/inverno 2017-18, che hanno fatto capolino nei negozi, uniscono il sofisticato spirito femminile ad una irriverente personalità, che più si adatta alle diverse tipologie di donna. Senza badare all'età, ma guardando sempre avanti. Ma su quale nouance puntare, per presentarsi con un look convincente? Il blu è il nuovo nero. Non c'è ombra di dubbio. Una tinta passepartout che ha intrapreso un veloce sorpasso dal colore centauro per eccellenza. Reinterpretato, attualizzato, reso contemporaneo. Declinato su stampi, ricami, materiali mix and match per una eleganza bon ton, ma abbondantemente al passo coi tempi. Il blu contribuisce ad alleggerire una mise. Sta bene a tutti i tipi di carnagione. Sia chiaro. La parola d'ordine resta quella di "farsi notare". Quindi osate pure.

Debutti, conferme e nuove location, tutto pronto (o quasi) per 'Milano Moda Donna'

Camera Nazionale della Moda Italiana

Collezioni Primavera Estate 2018

Debutti, conferme e nuove location, tutto pronto (o quasi) per 'Milano Moda Donna'

Milano Moda Donna è pronta a tornare. E lo farà con un'edizione rinnovata che si svolgerà da mercoledì 20 a lunedì 25 settembre. Il capoluogo meneghino si appresta ad ospitare un momento tanto atteso dal fashion system internazionale in cornici di tutto rispetto, come la Sala Cariatidi di Palazzo Reale, lo Scalone dell'Arengario o ancora il Padiglione d'Arte Contemporanea.  Ma non è di certo finita qui. Grande novità della Milano Fashion Week 2017, grazie alla collaborazione tra Comune di Milano e CNMI (Camera Nazionale della Moda Italiana), saranno due location d'eccezione: la Fabbrica del Vapore, messa a disposizione per la prima volta della Fashion week a seguito del successo ottenuto durante le sfilate maschili dello scorso febbraio, e inoltre lo Spazio Cavallerizze, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia. 63 sfilate, 96 presentazioni e 20 eventi correlati, questi i grandi numeri di una settimana che si preannuncia trasudante di collezioni (ben 159) per la primavera/estate del 2018, con il debutto delle sfilate di Albino Teodoro (sabato 23), Brognasco (venerdì 22), The-Sirius (giovedì 21) e Sshena (lunedì 25). Tanti i big confermati. Gucci, Byblos, Alberta Ferretti, Francesco Scognamiglio e Fausto Puglisi mostreranno le proprie collezioni nel giorno d'apertura. Riflettori puntati su Max Mara, Genny, Fendi, Les Copains, Prada e Moschino il giovedì 21 settembre. Protagonisti della terza giornata saranno Tod’s, Giorgio Armani, Sportmax, Krizia, Etro, Roberto Cavalli e Versace, mentre sarà la volta di Bottega Veneta, Antonio Marras, Blumarine, Simonetta Ravizza, Ermanno Scervino, Missoni, Jil Sander, Philosophy e Salvatore Ferragamo sabato 23. Domenica 24 settembre sfileranno Marni, Trussardi e Laura Biagiotti e infine sarà affidata a Mila Schön, lunedì 25, la chiusura della kermesse. In attesa del calendario definitivo della #MFW (hashtag ufficiale), sarà possibile consultare il sito della manifestazione milanomodadonna.it, dove si potrà vedere, in diretta Live-Streaming, i contenuti delle sfilate e degli eventi collaterali. E ancora, saranno i social network co-protagonisti di questa edizione: Facebook, Twitter e Instagram (@cameramoda) offriranno aggiornamenti in tempo reale sull' "arteria principale" della moda italiana. Insomma, non resta che rimanere connessi.

Moda e tessile, dal 2007 oltre 40 mila negozi hanno chiuso i battenti

Foto ANSA

E LA CHIAMANO RIPRESA ECONOMICA

Moda e tessile, dal 2007 oltre 40 mila negozi hanno chiuso i battenti

Si inasprisce la crisi dei negozi. Moda, calzature e tessile in cima alla classifica delle tipologie di impresa più colpite dalle chiusure. E' uno scenario funesto quello presentato dall'Osservatorio Confesercenti, che rivela un vero e proprio record nella scomparsa di imprese. Dal 2007 ad oggi, l'Industria italiana del tessile-moda conta ben 40 mila imprese in meno. Chiudono le saracinesche anche i negozi di ferramenta e materiali per costruzioni (-9,8 mila) e di giornali (-3,9 mila). Come fare a supportare il commercio per approntare una strategia futura? In che modo intercettare i cambiamenti in atto nel modo di acquistare? Sono tante le domande a cui si cerca di trovare una risposta. "Mentre il dinamismo del settore turistico e dei pubblici esercizi è evidente, il commercio continua a soffrire, schiacciato da una parte da una ripresa della spesa delle famiglie che tarda ad arrivare, ma anche da un trasferimento delle quote di mercato dai piccoli alla grande distribuzione organizzata, dovuto in primo luogo alla liberalizzazione, insostenibile per le imprese familiari, e che deve essere ripensata". È quanto afferma la presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise, che lancia l’ennesimo allarme contro la crisi e la riduzione dei negozi.  "Incide chiaramente - ha continuato -, anche l'evoluzione tecnologica, come dimostra l'aumento di negozi web e di imprese che si occupano di distribuzione commerciale tramite vending machine". "Ma la ripresa del commercio - ha fatto infine appello De Luise - deve passare attraverso il sostegno dell'innovazione: più che di sanzioni per la mancanza del Pos, servono misure vere inserite nel quadro di Impresa 4.0, che permettano di modernizzare l'intero settore".  L'indagine condotta da Confesercenti elabora una situazione di gran lunga differente per quanto concerne le attività legate al settore turistico, dove si assiste ad una forte crescita. Sempre negli ultimi dieci anni, sono infatti aumentate del 16,8% le attività alberghiere e della ristorazione. Influenza positiva sui valori economici anche per le altre attività ricettive, con un incremento pari al 14,9%. Lo studio segnala inoltre l'aumento del numero di tabaccherie (4,7 mila attività in più), dei negozi di informatica e telecomunicazioni (+2,2 mila) e, soprattutto, del numero di imprese di commercio porta a porta, online, e vending machine, con una crescita dell'82,5% e pari a 18 mila aperture d'esercizio.

Dal blog al flagship store, Chiara Ferragni non sbaglia un colpo

TRA UN SELFIE E L'ALTRO

Dal blog al flagship store, Chiara Ferragni non sbaglia un colpo

Trent'anni compiuti a maggio, una proposta di matrimonio a giugno e l'aperura di un monomarca a luglio. Sono i ritmi inviadiati di Chiara Ferragni, la fashion blogger più cool del pianeta che vanta 10 milioni di follower su Instagram. La parola chiave è "business", con diverse sfaccettature interpretative, ma che effettivamente le ha fatto generare introiti da capogiro.  Nel 2009 cominciò con l'innovativo "The Blonde Salad", un blog personale dove raccontava le sue giornate, i suoi viaggi e soprattutto metteva in mostra outfits ed uno stile da seguire. Da lì a poco ne creò un vero e proprio brand, tanto da lanciare una linea di moda trendy e adatta a giovani che non vogliono restare inosservati. Passano gli anni ma oggi, nel 2017, tra un selfie e l'altro, tra un viaggio a Capri e uno a Los Angeles, è ancora lei sulla cresta dell'onda. La Ferragni mostra nel suo monomarca una delle t-shirt in edizione limitata  Lo aveva annunciato tramite i suoi canali social e così è stato: lo scorso 26 luglio la Ferragni ha aperto il suo primo negozio italiano. E lo ha fatto in una location strategica, nella passerella di via Capelli, tra Corso Como e piazza Gae Aulenti. Un negozio di 120 metri quadri, con ampie vetrine che mettono in mostra la "Chiara Ferragni Collection", il brand omonimo di abbigliamento, scarpe ed accessori, dall'occhio azzurro e le lunghe ciglia come logo.     Il negozio è in piena attività anche nel mese di agosto, ma non ha registrato code durante l'apertura e nemmeno nei giorni a seguire. Ad eccezione dello scorso 6 agosto, quando la Ferragni ha fatto capolino in negozio accompagnata dal padre, dentista cremonese. Ad attenderla un esercito di fans in visibilio, più concentrati a portare a casa un autografo o meglio ancora un selfie, piuttosto che guardare la collezione della loro beniamina. Un po' le roderà, senza dubbio, ma parafrasando le parole della stessa Ferragni: "Tutto questo è insano... E siamo solo all'inizio". Il primo store di Chiara Ferragni a Milano in via Capelli, tra corso Como e piazza Gae Aulenti.      

"Love", quando l'arte è una dichiarazione d'amore

ALL WE NEED IS LOVE

"Love", quando l'arte è una dichiarazione d'amore

Vi siete mai chiesti cosa sarebbe una vita senza amore? Non si sta parlando solo di rapporti di coppia, sia chiaro, ma di un sentimento nelle sue infinite manifestazioni. Tutti, nella vita, ne vengono colpiti o vivono momenti di sua assenza. Se decliniamo il suo significato, amore è felicità ma  al tempo stesso sofferenza. È attesa ma equivale anche ad avventura, esistenza, espressione del nostro intimo. Se non ci si stanca di aspettare, sul palco della vita è in grado di trionfare sempre: dopotutto, un corpo, una mente e un cuore possono sempre tornare ad amare. A raccontare tutto questo ci ha pensato nei mesi scorsi la mostra “Love. L’arte contemporanea incontra l’amore”, ospitata al Museo della Permanente di Milano. Una sfida (vinta) quella di mettere al centro dell'intera esposizione il tema universale dell’amore che ha riscontrato un importante successo di pubblico. Giovane e altrettanto meno giovane. E lo ha fatto circondando di stile i visitatori, attraverso 39 opere d'arte di pittura, di scultura, di video e di arte fotografica che portano la firma di Tom Wesselmann, Andy Warhol, Robert Indiana, Gilbert & George, Francesco Vezzoli, Tracey Emin, Marc Quinn, Francesco Clemente, Joana Vasconcelos e molti altri. Artisti capaci di esplorare nel dettaglio una cosa complicata come l'amore e di fondere l'arte con la propria vita. Cinque voci, attraverso le audioguide, hanno accompagnato i tanti visitatori lungo il percorso della mostra, sviluppato tra gioielli della pop art, simboli di bellezza e opere capaci di provocare suggestioni. Quelle che non laciano spazio al dubbio. Quelle che parlano di un amore che va oltre tutto e supera finanche i limiti del tempo. Si è trattato di una mostra interattiva, che ha permesso al pubblico di fotografare ogni singola opera per poi condividerla sui social associandola all'hashtag ufficiale: #LoveMilano. Inoltre ha messo a disposizione un muro bianco e dei pennarelli, attraverso i quali i visitatori hanno potuto dare sfogo ai propri pensieri e, di fatto, trasformarsi in artisti.  La redazione de "Il Populista" non poteva mancare all'appuntamento e qui riproponiamo le principali opere-icone presenti. 

OOPS, GUCCI DOES IT AGAIN! (E CAMBIA LOOK AL MURALES)

OOPS, GUCCI DOES IT AGAIN! (E CAMBIA LOOK AL MURALES)

Gucci lo fa di nuovo. I muri della città sembrano esercitare un certo fascino sulla Maison, tanto da volerli vestire (e rivestire). Proprio così. Turisti e passanti si saranno certamente accorti in questi giorni che lo spazio all'aperto di 176 mq sito in Largo La Foppa, a Milano, ha cambiato look.  "Common sense is not that common" (il buon senso non è così comune), è la frase in stampatello, e di color nero, apparsa sul muro. La nuova installazione va a sostituire la precedente raffigurazione, colorata ed ironica, che ritraeva due giovani Gucci’ s girls, le "Freaks & Geeks", appunto.  Ma non è finita qui, perché questo spazio continuerà a cambiare veste fino alla fine dell'anno in corso, ospitando vari progetti artistici.  Esteriorizzare la bellezza della pubblicità trasformandola in un’opera d’arte dipinta a mano: l'idea nasce dal direttore creativo di Gucci, Alessandro Michele che, affascinato dall'arte creativa della giovane illustratrice Angelica Hicks, scoperta nientepopodimeno che attraverso Instagram, ha presentato lo scorso maggio il primo murales firmato dalla giovane artista inglese. E lo ha fatto in concomitanza del lancio della prima capsule collection di t-shirt unisex, in edizione limitata, nata dall'inedita partnership. Un connubio tra moda e arte sempre più in evoluzione. Fuori dai confini italiani la casa di moda fiorentina aveva già sperimentato questo tipo di comunicazione pubblicitaria lo scorso febbraio a Soho, New York, con un opera dell'artista Jayde Fish, posta su di una parete in Lafayette Street. E, al netto del numero illimitato di foto postate sui social e degli articoli che ne hanno parlato, a vestire i muri, Gucci, deve averci decisamente preso gusto.  Nella foto sopra il primo murales Gucci, in Lafayette Street a Soho, New York. L'operazione è stata lanciata anche a Milano, in Largo La Foppa, zona Moscova.

LA STAGIONE DEI RIBASSI

Saldi, nel portafoglio degli italiani non più di 220 euro a famiglia. Ma cosa sperano di trovare?

"Ne siamo usciti indenni". Qualcuno giura di averlo sentito dire alla fine di un frenetico weekend, come quello trascorso, che ha dato avvio alla stagione dei saldi estivi. E come c'era da immaginarsi, è iniziata la caccia all'affare perfetto. Vie dello shopping affollate, negozi presi d'assalto, traffico congestionato nelle grandi città. A mancare all'appello sono, però, le lunghe code alle casse per pagare. Proprio così. E' questa l'immagine che si ripropone anche quest'anno, la medesima del 2016. Le vendite sono stabili, la gente compra solo se ne vale davvero la pena altrimenti rinuncia a ciò che risulterebbe un semplice sfizio da custodire nell'armadio. “I consumatori - ha spiegato il Presidente del Codacons Carlo Rienzi - hanno messo in conto un budget di spesa analogo a quello dello scorso anno e approfitteranno dei saldi per fare acquisti mirati con un occhio al portafogli”. E ha poi aggiunto: “Lo scontrino medio italiano si aggirerà attorno ai 67 euro procapite, e poco più della metà delle famiglie (54%) farà uno o più acquisti in regime di saldi”. In sostanza, gli italiani spenderanno 220 euro al massimo a famiglia, non un euro di più. Anche se non mancheranno i consumatori più accaniti, i fashion addicted, i quali non baderanno di certo a spese. Un ritornello che si ripete durante il logorio di questi anni di crisi, eppure una novità c'è. Ed è la data d'inizio dei ribassi di fine stagione, fissata sul calendario in tutte le Regioni italiane per lo scorso 1 luglio. La durata invece sarà differente, c'è chi anticiperà la chiusura e comincerà ad esporre le nuova collezione autunnale, c'è chi vorrà continuare finché il meteo lo permetterà, complici senz'altro i magazzini ampiamente provvisti di merce estiva. Nella maggior parte delle regioni, tra cui la Lombardia, i saldi estivi termineranno il 30 agosto. Ma qual'è l'oggetto del desiderio durante la stagione dei ribassi estivi? Qual'è quello che ti spinge a trascorrere una domenica al centro commerciale, piuttosto che rilassarti su di uno sdraio a bordo piscina? Vestitini leggeri, meglio se a righe e sopra il ginocchio, shorts a vita alta, beachwear colorati e capaci di osare, cappelli large in paglia e magliette con scritte personalizzate per affrontare una calda estate, peraltro appena cominciata. Ma anche borse, giacche e coprispalla da sfoggiare nei mesi che verranno. Le fregature, come ogni anno, sono dietro l'angolo. Per evitare di incapparci, la Guardia di Finanza ha messo a punto un vademecum mettendo in evidenza soprattutto che "il venditore è tenuto ad applicare lo sconto dichiarato; se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato, sarà bene comunicarlo al negoziante e non esitare, in caso di difficoltà, a contattare l’ufficio di Polizia Annonaria del Comune. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in vendita durante i saldi non si possono cambiare". Così è (se vi pare).

Moda, ago e filo andranno in pensione. Il tessuto ora si ripara da solo

TRA RICERCA E INNOVAZIONE

Moda, ago e filo andranno in pensione. Il tessuto ora si ripara da solo

Immaginate per un momento che durante un cocktail party o un business-event vi si strappi il vestito.  Niente panico. O perlomeno non più. Anche se non avete con voi ago e filo. Un team di ricercatori dell'Università di Friburgo, ha infatti progettato un materiale idrorepellente in grado di ricucirsi e ripararsi in maniera autonoma se immerso nell'acqua. L'aggregato innovativo, nello specifico, si compone di tre strati di tessuto: una pellicola resistente ai liquidi, un polimero solubile nell'acqua e infine uno strato di silicone idrorepellente. Come avviene per la pelle di un serpente e di una lucertola, che muta rigenerandosi autonomamente, il tessuto graffiato, dopo un semplice lavaggio o una immersione in acqua, esfolierà lo strato superiore mostrando al di sotto una superficie liscia. E il vestito tornerà come prima. Diverse volte all’anno i serpenti “cambiano pelle”, questo fenomeno vien chiamato ecdisi o più comunemente muta. "Gli stilisti - ha spiegato Melik C. Demirel, professore di scienze e ingegneria meccanica dell'Università di Friburgo - utilizzano fibre naturali o proteine come la lana o la seta che sono costosi, ma non si riparano da soli. Stavamo cercando un modo per rendere i tessuti auto-riparatori usando tessuti convenzionali e abbiamo trovato questa tecnologia". Fare a meno di ago e filo non sarà una chimera, ma una realtà? Quello di cui si può star certi è che creatività e competenza non perdono mai la capacità di innovare, di stupire. 

Julia Roberts è la donna più bella del mondo. La rivista “People” la incorona per la quinta volta

BELLEZZA SENZA TEMPO

Julia Roberts è la donna più bella del mondo. La rivista “People” la incorona per la quinta volta

Julia Roberts è la donna più bella del mondo. Ad incoronare una delle attrici più pagate e famose di Hollywood è il magazine statunitense “People”. E non è la prima volta. La Roberts infatti, dal 1991 ad oggi, ha scalato i vertici di quella classifica ben 5 volte. La prima nel 1991 quando, reduce dal trionfo cinematografico del film "Pretty Woman", incantò generazioni e generazioni di donne che con lei sognarono l’amore da favola. E ad avere la meglio, tra una rosa di donne stratosferiche, fu ancora lei negli anni 2000, 2005 e 2010. Come a dire: il tempo passa, il look si trasforma, ma la sua bellezza resta immune. Anche al passare delle stagioni. L'attrice sfilava così, a maggio 2016, sul red carpet del Festival di Cannes 50 anni il prossimo ottobre. L'età di una donna non si rivela mai, ma tant'è. Tre figli e un matrimonio che dura da quattordici anni. Lei, che con il suo sorriso disarmante riesce ad incantare tutto il mondo, ora, come 30 anni fa. E lo fa senza ricorrere alla chirurgia estetica, mantenendo la sua bellezza naturale. Indiscussa.  Julia Roberts non è una top model, ma molto altro. E' una attrice che, nonostante la fama hollywoodiana, ha dimostrato di voler tutelare la sua privacy tenendosi lontana dalla mondanità e dai social network. Una straordinaria cinquantenne che vince il titolo di "donna più bella del mondo" per la sua personalità e per una bellezza che matura, ma che non passa. Una donna che indossa la sua età con orgoglio, senza perdere la solarità che l'ha sempre contraddistinta negli anni. Tanto da farle strappare di mano lo scettro a donne altrettanto stupende e senz'altro più giovani di lei. Pur trattandosi di una classifica che valuta il fascino femminile, nella decisione della rivista "People" è insito un messaggio ben più importante. Il voler premiare una bellezza nel pieno della sua maturità, non certamente canonica, ma espressione di solarità ed eleganza. Mettere, quindi, sotto le luci delle ribalta non una icona ricostruita, ma bensì uno sguardo sereno, che col passare degli anni si intensifica, senza mai rovinarsi. Senza aver paura di invecchiare. Congratulazioni Julia, siamo sicuri che su questo podio salirai ancora. Tra qualche anno. Rossa, bionda, riccia o liscia non farà alcuna differenza. Solo con qualche ruga in più, quella che il tempo vorrà donarti. Vero è che, per te,  la bellezza non ha età.   Julia Roberts in una scena del film "Pretty Woman", trionfo cinematografico del 1990 

Spring is here: va in scena una donna forte capace di raccontare la propria identità

TENDENZE PRIMAVERA 2017

Spring is here: va in scena una donna forte e capace di raccontare la propria identità

La bella stagione porta con sé leggerezza, buoni propositi e soprattutto la voglia di nuovi outfit. Fatta di tessuti fluenti, leggeri, ricami floreali o motivi rigati, è una moda che gioca con i contrasti, affascina e seduce. Parola d’ordine? Studio minuzioso degli accessori e dei decori, che contribuiscono a determinare la figura di una donna forte e unica. Non perfetta, non più donna accessorio, ma sempre più grintosa e in cerca di una propria identità da raccontare. Un racconto indelebile della propria personalità, senza mai perdere di vista il collante di ogni stagione: la femminilità. Per questa primavera 2017 via libera alla fantasia, al colore, a capi eleganti alternati a quelli più streetstyle per i momenti di relax. Per quanto riguarda i colori, in questa stagione indosseremo il bianco, sempre in voga e facilmente abbinabile; nonché il giallo, solare e adatto soprattutto alle more e alle donne dalla pelle olivastra. Con la piena libertà di non seguire solo le tendenze, ma di scegliere ogni giorno cosa indossare per sentirsi a proprio agio, non importa quale vetta dovrai scalare, tu, con i tuoi pregi e i tuoi difetti, con il tuo stile assolutamente personale e la tua femminilità, dovrai sempre essere in primo piano.

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