Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster nasce a Roma abbastanza tardi da essersi goduto i mefitici effluvi scolastici e universitari del ’68. Nella vita non scrive (semmai parla!), ma lo fa per passione e missione, essendo un convinto assertore di quelle libertà di pensiero e di opinione che, ben 3000 anni dopo Atene e Roma, vengono messe sotto assedio da una sorta di Pensiero unico depressivo, nichilista e soprattutto antidemocratico. Il suo nome nasce dal connubio fra l’aulicità del romanticismo nibelungico e lo humor “trash” col quale Egli si rende guastatore delle peggiori ipocrisie progressiste e radical-chic. Il “castigat ridendo mores” contraddistingue da sempre il tenore tematico e stilistico sia delle sue collaborazioni (Qelsi, Arianna Editrice e, ora, anche Il Populista) sia della gestione del blog che coordina, Aristocrazia Dvracrvxiana, ove si ciondola dal ghibellinismo dantesco (la “Dvra Crvx” del Poeta e non la “moscia crux” di 4 fricchettoni post-conciliari) a ricette gastronomiche identitarie messe a tavola per onorare  contadini e pastori nostrani ed indurre giovanissimi e massaie a dire "basta!" a venefiche porcherie sottocosto globalizzate e a cazzarate eque e solidali. Il suo motto è «alla "povertà" si guarda, non si crede».

LE COLPE DI OMICIDI E STUPRI RICADANO SU ASSASSINI E STUPRATORI, NON SUI “MASCHI”

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Le colpe di omicidi e stupri ricadano su assassini e stupratori, non sui "maschi"

Ma come? Tanta cagnara quando si generalizza sulle violenze commesse dai clandestini, e invece su metà genere umano, quello maschile, si può generalizzare beatamente? Ricordando che, da precetto costituzionale, la responsabilità penale è sempre e soltanto personale, sparare a zero e indiscriminatamente sui maschi (specie se italiani) ogni volta che una donna subisce violenza, è come generalizzare sui reati commessi da immigrati, estendendo ad ogni immigrato onesto un po’ di colpa del criminale di turno. Niente da fare, qui c’è puzza di rigurgiti femministi che hanno fatto il tempo loro e che anzi, dati i danni prodotti da quegli eccessi ideologici, rischiano tuttora di far prendere qualche granchio mediatico... La lingua italiana non si inventa: la parola “omicidio” deriva dal latino; pertanto è dal suo significato etimologico che bisogna partire, non dalla sua vulgata, appunto, “vulgaris”. Ebbene “omicidio” deriva dalle parole “homo”, nella sua accezione onnicomprensiva di essere umano, e “cidio”, uccisione (da caedo=uccido). Il termine “femminicidio”, introdotto dalla criminologa Diana Russel negli anni '90, oltre che essere stato già all’epoca conio poco felice, dato che “femina” in latino , si usa soprattutto in accezione biologica e non umana, non si riferisce all’uccisione di un essere umano di sesso femminile sic et simpliciter, ma deve riferirsi al movente sessista o comunque di odio di genere che solo deve aver spinto l’omicida ad agire. Pertanto anche una donna, lesbica o meno che sia, può essere una femminicida se quello è il suo unico movente. fémmina (ant. e poet. fémina) s. f. e agg. [lat. femĭna, della stessa radice di fecundus, quindi propr. «fruttifera»] Quindi definire banalmente “femminicidio” ogni omidicio con vittima di genere femminile, a prescindere dal movente omicida, oltre che palesemente idiota, coincide col negare la natura umana del genere femminile. Una natura umana che per nessun motivo può lasciare adito a fraintendimenti circa l'uguaglianza nella dignità (art.3 della Costituzione). Il dramma è che gli approfondimenti etimologici sono passati di moda proprio a causa dei loro esiti puntualmente antitetici rispetto alle cazzate sparate dalla propaganda politicamente corretta. Si pensi, per restare in argomento, ad un sinonimo di “omicida”, la parola “assassino”: assassino (ant. anche assessino) s. m. (f. -a) [dal plur. Assassini (adattam. dell’arabo Ḥashīshiyya, prob. nella forma non documentata Ḥashīshiyyīn, propr. «uomini dediti al ḥashīsh»), denominazione occidentale di una setta musulmana estremista e terrorista, con cui vennero a contatto i crociati in Siria nei sec. 12° e 13°] . Insomma, fosse per i santoni del politicamente corretto non potremmo più neanche parlare italiano senza correre il rischio di offendere categorie demografiche sempre più massive nel nostro paese sino al punto da caratterizzarne la cronaca e la politica. E, purtroppo, le femministe, bontà (!) loro, rientrano a pieno titolo nella pletora ideologica fomentatrice di questo gioco al massacro perpetrato da decenni a danno della coesione sociale nazionale, avvelenandola coi loro silenzi, con le loro rivendicazioni vuotamente anti-tradizionali, con la loro continua demonizzazione dei canoni estetici e valoriali classici, con la loro aprioristica avversione ideologica a qualsiasi ricetta politica d'ordine e sicurezza d infine con la loro partigiana indifferenza ai concreti esempi di “eroismo” femminile. In un simile disastro è normale, alla fine, che notizie come questa, pur rivelatrici di allarme, restino ridanciano folclore, là dove dovrebbero aiutare a percepire come drammatico un reale pericolo sociale. Concludiamo con un commento alla foto in articolo: la civilissima, progredita ed accogliente Svezia in testa alla triste classifica europea degli stupri. Gli Svedesi divenuti un popolo di stupratori?!

La società multietnica che sognano i mondialisti sarebbe davvero democratica e pluralista?

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La società multietnica che sognano i mondialisti sarebbe davvero democratica e pluralista?

Come sempre circostanziamo con immagini tratte dalla realtà e dalla strada ragionamenti liberi da proporre, si spera, a persone altrettanto libere.  Abbiamo qui una rassegna di comprovate e inequivocabili discriminazioni a senso unico tollerate dal sistema mediatico sulla base di una malsana concezione degli equilibri demografici globali e soprattutto viziata dal solito politicamente corretto. Iniziamo con un islamico a cui viene consentito di occupare indebitamente (e in violazione delle norme di sicurezza) uno spazio pubblico; una condotta che mai verrebbe consentita a chiunque altro. Lo chiamano “relativismo culturale”, ma nei fatti è solo partigiana tolleranza verso un’ingiustificata prepotenza. Abbiamo poi una pubblicità che gioca d’ironia con orrendo gusto suprematista, e che, a parti invertite, avrebbe dato scandalo e sarebbe stata tacciata, giustamente, di razzismo. Digitate il nome di quest’agenzia per saperne di più e poi riflettete su quel che leggerete: http://www.bwdadvertising.co.za Di seguito abbiamo esternazioni pubbliche di singoli o di intere associazioni che, taluni ridendo, talaltre grugnendo, istigano all’odio, alla violenza e al razzismo, giustificando simili bellurie ideologiche con lo stesso criminale cinismo di cui era intrisa la massima sessantottina dell'aggredire un fascista non è reato. Infine abbiamo addirittura un prete dal bizzarro senso cristiano che insulta pubblicamente chi sta all'opposizione di governo, rendendosi così molto più servo del potere che non servo di Dio (si veda in alto). Quanto al fronte scolastico ed educazionale, i mondialisti, alla dilagante violenza giovanile, rispondono con l’abolizione del voto di condotta. Un chiaro via libera al novello fenomeno delle “gang”, il quale, lungi dall’essere quel commiserevole coacervo di sofferenze infantili e disagio sociale che blaterano i buonisti, costituisce una vera e propria forma di persecuzione per i nostri ragazzi più deboli, più indifesi e, loro sì, più vittimizzati da una società che si appresta a diventare una giungla. Ecco, vi abbiamo fornito un comprovato spaccato di quella che sarebbe l’effettiva declinazione fattuale del meraviglioso “mondo mondialista”. Non è tutto sto granché, non vi pare? Ebbene, mentre ci ragionate su, note associazioni internazionali di “benefattori” (sì, proprio quelli che vi impietosiscono con le foto di bambini dai visi pieni di mosche) stanno insultando chi non vota leggi proficue ai loro interessi; e la mannaia del “Pensiero unico” non risparmia più nemmeno i disabili. Non male, eh?

LA “BUONA SCUOLA” DI FRICCHETTONI E SESSANTOTTINI CHE SOSTITUISCE LA PROVA DI ITALIANO COL COMA ETILICO

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La "buona scuola" di fricchettoni e sessantottini che sostituisce la prova di italiano col coma etilico

E ora veniteci a dire che la notizia di questa ragazza finita in coma etilico è una bufala, cialtroni! Piuttosto ve lo diciamo noi che cosa è: il risultato del degrado giovanile che l’impostazione lassista (definita da certi intellettuali cagoni “post-gentiliana”) ha prodotto dal ‘68 in avanti. Una scuola gestita da parrucconi avvizziti i quali, lungi dall'emendarsi da un passato zeppo di errori e lercio di nichilismo educativo, proseguono imperterriti con la demolizione di ogni valore, bellezza e buon senso. E così cancellano la prova di italiano dall’esame di terza media per sostituirla con qualche ciancia multiculturale, giusto per farla più facile ai figli degli immigrati. E così anziché portare gli studenti a scoprire villa d'Este a Tivoli, il teatro greco di Siracusa o i castelli trentini, li portano a lezioni di vita a spese pubbliche. E ora è il turno dell’”autogestione concordata”, ovvero una giungla con patrocinio ministeriale che converta ogni residuo di emancipazione civile e culturale in cavernicolo anarchismo proprio del mondo cosmopolita a cui vorrebbero assoggettarci. Vi si mantiene in vigore solo la lezione di cinese, ovviamente, cosicché l'unica regola vigente resti la genuflessione antinazionale (come i Manetti bros profetizzano in questo film). Ed ecco i risultati che sono sotto gli occhi di chi vuol vedere: bullismo, gang minorili, lobotomizzazione spirituale giovanile e, last but not least, studenti che finiscono in coma etilico da vodka mentre il docente che “concordava” l’autogestione magari giocava a Platform sul cellulare. Il grande Giovanni Papini la chiamava ironicamente “la buona società dell’Intellighenzia”; noi la chiamiamo semplicemente “cessismo sociale”, dove gli stronzi non sono le vittime, purtroppo, ma gli  aguzzini. 

Non cascate dal pero, i radicali sono sempre stati mondialisti

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Non cascate dal pero, i radicali sono sempre stati mondialisti

Anzitutto si sono sempre chiamati “compagni” fra loro e con tutti i vari tovarish falcemartellati; segno inequivocabile d’una medesima matrice ideologica e di medesime finalità programmatiche. Ma questo sarebbe il meno: poiché se è vero che lo stalinismo di area sovietica non ha mai rinunciato ai differenzialismi nazionalistici, prendendo le distanze dall’internazionalismo di stampo gramsciano, al contrario, i Radicali sono sempre rimasti lo zoccolo duro di ogni credo cosmopolitista e immigrazionista. Quindi, come si fa a restare stupiti d’innanzi all'abbraccio fra Emma Bonino e George Soros, magnate della finanza internazionale e profeta della globalizzazione?! Ma non vi ricordate che i Radicali furono i primi a reinventarsi l'Esperanto (sorta di artificiale lingua universale) pur di sradicare l'identità linguistica degli Europei, principale antidoto alla globalizzazione etnica e culturale dei popoli? Ma non vi ricordate le battaglie sul divorzio, sull'aborto, sulla droga libera, e sulle mille altre “ sfide progressiste e liberali” che, pur essendo questioni degne di lucida valutazione politica e democratica, sono state invece testardamente portate avanti dai Radicali con l’unico risultato di decimare la demografia nazionale, preparandone i numeri alla sostituzione etnica in corso? Insomma, ci vuole tanto a capire a quale gioco essi stiano giocando nella titanica lotta all’interno dell’unica grande dicotomia ideale rimasta a contendersi il futuro dell’Italia e del mondo, dopo quelle storiche di “Bene e Male” e di “Destra e Sinistra”, di “Est e Ovest”, ovvero quella “Identità contro Mondialismo”?! Ebbene, non cascate dal pero: poiché questo sono sempre stati i Radicali! E i “grillini” si apprestano ad esserne gli eredi 2.0., preparando l’algebra elettorale delle prossime elezioni di marzo a quel ristagno politico che in Germania ha sostanzialmente annullato la volontà popolare di chi voleva cambiare le cose. Occhio a chi voterete, dunque, poiché comincia ad essere una questione non più politica, ma di sopravvivenza.

Bruciano vivo un clochard nordafricano, ma la stampa sonnecchia. E sapete perché?

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Bruciano vivo un clochard nordafricano, ma la stampa sonnecchia. E sapete perché?

La notizia è agghiacciante come poche: per noia (altro che per “fame” o “disagio”..) bruciano vivo un povero barbone di origine nordafricana che viveva ai margini e senza dare fastidio a nessuno. Ebbene vi sembra una notizia da tenere in sordina? No. E allora perché ce la tengono? Perché non appena l’esito delle indagini, per forza di cose successivo al lancio iniziale, ha rivelato l’identità dei colpevoli, è svanito qualsiasi tentativo di strumentalizzazione ideologica dell’accaduto, essendo gli stessi assassini stranieri come la vittima. Dato, questo, che rivela due elementi drammatici: l’ipocrisia di certa stampa immigrazionista (ma questo lo sapevamo già) e la spietata micidialità di certi elementi che sarebbero potuti essere beneficiari dello Ius soli se molti parlamentari, non solo nel centrodestra, anziché votare quella legge nefasta, non si fossero messi una mano sulla coscienza. Se è vero che chiunque può essere buono o cattivo a prescindere dal colore della pelle, per certa mediaticità partigiana e accattona non altrettanto accade riguardo la valutazione delle sue azioni.

La Torino "grillina" concede biglietti gratis ai visitatori arabi del museo egizio

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La Torino "grillina" concede biglietti gratis ai visitatori arabi del museo egizio

Qual'è il presupposto di questa discriminazione etnica contro gli Italiani (ma anche contro i Cinesi, gli Islandesi, i Russi ecc)? Che gli Arabi siano poveri? Che gli Arabi siano tutti poveri? Che gli Arabi siano i più poveri? In pratica, un'ipotesi più cialtrona dell'altra! Ma avete la più pallida idea di quanti siano gli "Arabi" del pianeta e di come sia arduo definire etnologicamente "arabo" qualcuno a tal punto da riservargli un diritto esclusivo? O forse, con l'alibi che Cleopatra era regina d'Egitto e che ora in Egitto ci sono "gli Arabi", vogliono creare un gemellaggio culturale a sbafo delle nostre tasse, magari implemendone l'esosità con gli shopper piddini? Ma allora anche i Romani dovrebbero entrare gratis al museo egizio di Torino, visto che Giulio Cesare con Cleopatra ci fece pure un figlio e che l'Egitto è stata provincia romana per secoli. Per non parlare di quello del Cairo, la cui facciata è sovrastata da un'immensa e solenne scritta in latino; ebbene, vi risulta forse che noi Italiani ci si entri gratis? No, signori cari, qua è una genuflessione dietro l'altra a dik-tat imperscrutabili (o imperscrutabilmente elettorali) che non sono più nemmeno politicamente corretti, sono solo imbecilli. Ricordiamo a chi di dovere che violare l'art. 3 della Costituzione sull'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge è un reato. E che il 4 marzo si vota.

Chi non ha avuto Socrate potrà mai essere come chi Socrate avuto ha?

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Chi non ha avuto Socrate potrà mai essere come chi Socrate avuto ha?

"Hai fatto il classico, vero?". "Sì, perché?". "Beh, si sente da come parli". Se già colloquiando tra persone comunque erudite, è possibile avvertire la differenza fra una preparazione di stampo scientifico ed una di stampo umanistico, è mai possibile ritenere che chi proviene da culture e civiltà totalmente profane di tutto questo possa improvvisamente far proprie prerogative spirituali, intellettuali e filosofiche che non gli sono mai appartenute?! Qui non parliamo di valore personale né tantomeno di dignità umana; e non parliamo neppure del maggior pregio di una preparazione scolastica rispetto ad un’altra, poiché qualsiasi corso di studi ha la sua ragion d’essere se intrapreso in armonia alle attitudini di chi lo sceglie. No, qui parliamo di sedimentazione culturale e di valori fondanti condivisi che non potranno mai essere uguali in tutte e per tutte le culture; parliamo di “modalità sociologiche”, di “canoni valoriali”, e di “metabolizzazione etica del significato e del rilievo della vita umana” che non saranno mai equivalenti presso tutte le civiltà. Chi non ha avuto Socrate, Platone, Terenzio, Petrarca e Machiavelli nel proprio vissuto collettivo, potrà mai aver visto evolvere la propria coscienza sociale e la propria spiritualità alla stregua di chi costoro li ha con sé da sempre?! E appare tanto più paradossale che il relativismo culturale sia predicato proprio da quegli intellettuali che in patria soloneggiano di cultura umanistica per mantenere quelle distanze dal “popolino” che li fanno sentire così superiori ad esso, mentre poi, sui loro strapagati editoriali mondialisti, cianciano di multiculturalismo e di inculturazione, alimentando quello stolto bombardamento mediatico secondo il quale “siam tutti cittadini del mondo” e quindi non esisterebbero differenze fra i riverberi comportamentali e socioculturali di chi Socrate lo ha avuto e quelli di chi Socrate avuto non lo ha. E a poco serve che tali intellettuali invochino presunti “socrati” esistiti anche nelle altre culture: poiché non usciranno nomi specifici dalle loro meningi, ma solo vacue disquisizioni secondo cui l’Occidente, col suo colonialismo, avrebbe tarpato le ali al proliferare di socrati altrui, in realtà mai esistiti per il semplice fatto che le altre civiltà non li hanno mai prodotti. Dato, codesto, che non le rende necessariamente migliori o peggiori della nostra, ma differenti sì. Il peggio vero è che quei soloni preferiscono credere (e far credere) che la barbarie attualmente dilagante nelle terre di Socrate dipenda dalla decadenza delle nostre genti, le quali, pur avendolo avuto, ne avrebbero poi tradito la saggezza, anziché considerare il dilagare di tale barbarie frutto d’una globalizzazione approdata di prepotenza ai lidi d’Occidente senza tener conto neppure di chi Socrate sia stato, figurarsi averne respirato gli insegnamenti. L’Europa non può essere il rene culturale del mondo: è troppo piccola, troppo anziana e troppo stanca. A ognuno la propria terra, la propria storia e i propri filosofi.

Quando i fricchettoni "senza cittadinanza" chiedevano di rimandare il voto degli italiani. Per incassare lo Ius soli...

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Quando i fricchettoni "senza cittadinanza" chiedevano di rimandare il voto degli italiani. Per incassare lo Ius soli...

Alla fine è andata male a quei fricchettoni che pretendevano il proseguimento ad oltranza di una legislatura già di per sé precaria dal punto di vista democratico, affinché il parlamento approvasse per asfissia di lucidità i loro arroganti diktat. Questo il loro corsivo: "Chiediamo il rinvio dello scioglimento delle Camere finché il Senato non affronterà in maniera responsabile la riforma della cittadinanza che riguarda più di 800mila minori, non riconosciuti". Non l'hanno spuntata. Ma, alcuni appunti: che cosa voleva dire "in maniera responsabile?" Cioè senza tener conto di nessun pluralismo democratico e votando lo Ius Soli solo perché "è giusto e bello", come cantilenavano da mesi alla stregua di zombie strappalacrime? "Ricordando i valori fondamentali di libertà, uguaglianza, pace, rispetto contenuti nella Costituzione e in particolare il dettato dell'articolo 3 che stabilisce come compito della Repubblica quello di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese", i giovani del movimento si erano rivolti a Mattarella: "Caro Presidente, concorderà con noi che il 23 dicembre la Repubblica ha fallito nella rimozione di questi ostacoli, mantenendo di fatto una distinzione netta tra cittadini e non, basata su una concezione prettamente elitaria ed economica della cittadinanza". Anzitutto che cosa c'entra la "pace" col diritto di cittadinanza? Anzi, se questi fricchettoni ragionassero con le idee anziché con le ideologie, si renderebbero conto del controsenso insito nella loro pretesa: l'art. 3 parla di "uguaglianza fra cittadini"; quindi il presupposto indispensabile per usufruire di questa uniformità di trattamento innanzi alla legge è appunto quella "cittadinanza" che un aspirante cittadino non ha per definizione, visto che vorrebbe ottenerla. Allora, seguissero l'iter legislativo previsto dalla normativa in vigore con lo Ius Sanguinis, e poi, una volta divenuti cittadini italiani, potranno invocare l'art. 3 della Costituzione italiana. "Talvolta", era la conclusione della lettera, "le autorità di un Paese democratico sono chiamate dalla storia a promuovere leggi che possono apparire divisive ma che in realtà sono necessarie a potenziare gli anticorpi e a creare argini contro la deriva di forze antidemocratiche e destabilizzanti. Non lasciateci soli ancora una volta". Soli? Voi sostenitori dello Ius Sòli siete al governo della nazione da tempo immemorabile; avete affamato gli italiani senza farli votare per anni; avete depredato il nostro popolo con le vostre smanie esterofile e internazionaliste sino a farne fallire le aziende più prestigiose, sino a lasciarne all'addiaccio pensionati e terremotati, sino ad umiliarne quegli operai e contadini che adesso non vi votano più. E ora pretendevate anche di gabbare la democrazia rimandando le elezioni? Vi è andata male. Quanto alle elezioni, ebbene, avete ragione a temerle...

Piovono Bambinelli "colored", ma Cristo poteva essere tutto tranne che africano

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Piovono Bambinelli "colored", ma Cristo poteva essere tutto tranne che africano

Se non è razzismo questo: colorare di nero l'effige del Bambinello violentando in un sol colpo Storia, religione e buon gusto. Sarebbe come far dimagrire Buddha o tagliare qualche braccio alla dea Kali. Premesso che chi scrive non è credente, la seguente analisi sarà oggettiva e scevra da condizionamenti di carattere confessionale. Dal punto di vista storico, ammesso che Cristo sia realmente esistito, egli non sarebbe mai potuto essere di carnagione scura, essendo la Galilea e l'intera provincia romana della Siria, in età augustea, abitate da popolazioni mediterranee, semitiche e da Romani. Anche volendo pensare a qualche schiavo, l'Impero non ha mai colonizzato l'Africa nera, e comunque, non sarebbe stato in alcun caso conveniente per generali, prefetti e proconsoli portarsi appresso schiavi da così lontano. Allora perché non portarseli dalle Gallie biondi e con gli occhi azzurri?! A quei tempi non c'erano né barconi a motore né aerei di stato con cui far arrivare in giornata altre genti da latitudini improbabili; di conseguenza Maria non poteva che essere una donna autoctona; e a fecondarla non potrebbe essere stato altri che un autoctono o un Romano. Dal punto di vista religioso, sappiamo bene quanto l'iconografia delle divinità d'ogni epoca e luogo sia sempre stata determinata da fattori antropomorfi indispensabili a creare immedesimazione fra divinità e fedeli: gli dèi greci e romani somigliavano alle genti greche e romane, esattamente come Buddha ha gli occhi a mandorla e la dea Kali ha le fattezze d'una donna indiana. Ora, sarebbe interessante capire perchè mai Cristo, figura topica e antropomorfa d'una religione latino-semitica, avrebbe tradizionalmente da sempre fattezze nordiche. Ebbene, la nostra ipotesi è che la componente etnica maggioritaria ad averne seguito il Credo nei secoli, e ad averne quindi performato la conseguente iconografizzazione, non sia stata quella mediterranea, bensì quella germanica e caucasica. Il millenario Sacro Romano Impero Germanico, infatti, è durato ben più dei pochi secoli di Cristianitas costantiniana o teodosiana d'orbita mediterranea, ed è constato d'un radicamento demografico maggioritario in tutto il territorio europeo e coloniale. Pertanto Cristo e sua madre sono stati per lo più immaginati e descritti da popolazioni e da artisti con fattezze e colori germano-caucasici, esattamente come è successo per tutte le altre divinità del pianeta, comprese quelle indiane, africane, precolombiane ecc. che hanno disegnato a propria immagine e somiglianza le loro divinità. Lo stesso dicasi per l'immenso bacino cristiano dell'est Europa, dove certo non sono scuri di carnagione; ricordiamoci che la sola Russia costituisce attualmente il maggior bacino statuale cristiano del globo. I numeri non sono mai opinioni. Infine, buon senso vorrebbe che 2018 anni di Cristianesimo caratterizzato da Bambinelli chiari, biondi e con occhi azzurri non possano essere in alcun caso profanati in poche ore per assecondare pagliacciate utili solo alla propaganda immigrazionista. Offendere l'intelligenza altrui non cambierà la Storia e non aiuterà il presente; al contrario, esacerberà ogni giorno di più l'animo di chi si sente preso per il culo.

Da Gennaio l'Europa ci riempirà le tavole di insetti. Sappiatelo

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Da gennaio l'Europa ci riempirà le tavole di insetti. Sappiatelo

Sono anni che ne scriviamo e sono anni che ci deridono con la storiella del complottismo. Ebbene, grazie all' "Europa", da gennaio gli insetti saranno in libero spaccio ovunque, sia al naturale (supermercati e ristoranti), sia sotto forma di ingrediente aggiuntivo o integratore proteico nei prodotti della grande distribuzione (sempre che lo scrivano sulle confezioni..). Ma il dato più sconvolgente è che la mediaticità di regime, anziché denunciare questo schifo come tale, non fa che propinarci trasmissioni in cui si sorride tra il lusco e il brusco alla novità, salutando gli insetti come “cibo del futuro” e facendoceli piacere ad ogni costo. La solfa giustificativa è sempre instancabilmente in salsa terzomondista: “presto saremo 9 miliardi e il cibo non basterà per tutti”. Ma tutti chi?! Ogni popolo ha la sua terra e le sue carte al mazzo; perché noialtri dovremmo rinunciare alle nostre per abbracciare regimi alimentari a basso costo che non ci sono mai appartenuti e che nulla hanno a che fare con le naturali risorse da secoli a disposizione delle nostre latitudini? Noi europei siamo tutt’altro che 9 miliardi; perché mai dovremmo dunque comportarci come se i 9 miliardi fossimo noi?! Sdoganando questa porcata con i consueti vezzeggiativi progressisti, e cioè "opportunità" e "ineluttabile", si cancellerà in breve tempo l’intera gastronomia georgica tradizionale per convertirla in fricchettonerie politicamente corrette pronte anche per l’omologazione religiosa auspicata dal mondialismo (niente più carne di maiale..tanto per intenderci). E al contempo, abbattendo la capacità produttiva di macellai, norcini e formaggiari, i quali vivono del loro lavoro da generazioni, si incrementerà quella di apolidi "gastronomi" sbucati chissà da dove, dotati di competenze culinarie (e sanitarie) imperscrutabili, pronti a darsi all’allevamento degli insetti come se già non bastassero quelli che affliggono case, campagne e città portando malattie inenarrabili a uomini, animali e vegetali (uva, castani, ulivi sempre più ammalati e improduttivi a causa dei parassiti d'importazione). E chissà cosa ne diranno animalisti, vegetariani e vegani dell'eccidio di massa che si consumerà in frullatori, macine, forni e padelle: forse che l'anima d'un lombrichello vale meno di quella d'un mollusco?! Pertanto, quando andrete a votare, a marzo, ricordatevi della differenza che intercorre tra una carbonara con la pancetta e una con le larve o, a preferenza, con le tarme. Non ci farete diventare i selvaggi che non siamo mai stati. Noi.

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