Edoardo Varini

Edoardo Varini

Dopo anni, dopo decenni di editoria e comunicazione mi sono reso conto che senza una precisa scelta d'azione lo scarto tra la parola e lo stato delle cose è incolmabile. Se questo scarto era tollerabile un tempo, quando all'incirca il nostro Paese viveva in un sostanziale benessere, ora non lo è più. In ragione di 5 milioni di poveri e stipendi e pensioni da fame non lo è più. In ragione di riforme di cartapesta e malgoverno non lo è più. Non è tornato il tempo dell'impegno, è giunto per la prima volta. Quello degli anni Settanta era un impegno ideologico spesso, troppo spesso avulso da una reale cognizione della condizione socio-economica delle persone. L'impegno di oggi – ancora di pochi ma è sufficiente contarsi ogni giorno per vedere che il numero cresce – ha dalla sua la forza del bisogno e la lucidità di un pensiero nuovo forgiato dallo scontro quotidiano con quell'entropia che il capitalismo sregolato unito ad una malintesa idea di sinistra senza volto né identità vorrebbe trionfante ma ancora non lo è. Opporsi a questa disumana insensatezza è un dovere. Doverosamente scrivo allora queste notabili note.

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Mc Donald's, i poveri e i cardinali

notabili note

Mc Donald's, i poveri e i cardinali

Una notizia piccola, ma in fondo non così piccola. A ridosso del Vaticano, in Borgo Pio, hanno appena aperto in Roma un Mc Donald's. I cardinali si sono infuriati e così pure un noto intellettuale di sinistra, di formazione marxista, addirittura, Alberto Asor Rosa, collaboratore delle riviste Classe operaia, Quaderni rossi,  Laboratorio politico, e Mondo nuovo. Uno talmente duro e puro da bollare nei tempi che furono Pier Paolo Pasolini d'essere null'altro che un piagnucoloso borghesotto. Anche Pasolini si lamentava della dittatura dei consumi, Alberto pure. Ma con una differenza: Pasolini stava con la povera gente. Alberto sta con i cardinali e parla di quest'apertura di un punto vendita della maggiore catena di fast food del mondo come se fosse un attacco all'integrità culturale e storica del rione. Da Mc Donald's si può ancora mangiare un hamburger con 1 euro. Questa cosa – piaccia o non piaccia al raffinato intellettuale marxista – è la più popolare che si possa fare. Questa cosa è stare dalla parte del popolo. So benissimo che la multinazionale statunitense non lo fa per questo ma per mero profitto, ma di fatto lo fa, per una sorta di eterogensi dei fini, o per dirla in tedesco – che fa terribilmente e magnificamente "Scuola di Francoforte" – per una Heterogonie der Zwecke. La cosa che gli intellettuali dovrebbero capire è che il capitalismo ha vinto perché abbellisce la vita al popolo. Gliela imbelletta. Produce cose che fanno sentire i poveri signori, signori per un giorno. Mi sovviene la canzone di David Bowie: "We can be hero, just for one day". È il futuro preconizzato da Warhol in cui a nessuno verranno negati 15 minuti di celebrità. Io e il re mangiamo le stesse cose, indossiamo le stesse felpe, calziamo le stesse scarpe. Ora, il punto sarebbe quello di abbattere il re. Nulla è deleterio quanto il gossip: la chiacchiera dei diseredati sulle vicende degli eletti. Perché è permesso? Ne avessi l'autorità lo cancellerei. Come le cose sporche e degradate. Come un crimine contro se stessi e un futuro di uguaglianza. Il problema è che abbattere il re non significa farlo scendere dal trono ma salirci tutti, sul trono. Significa stimarsi e saper usare la cultura per guadagnare una distinzione. Significa accomodarsi al Mc Donald's con in mano Omero, e non arrampicarsi su Omero per tenere in pugno i ragazzotti chiassosi che magari non hanno cultura, ma hanno la potenzialità dell'inattuato. Che è la cosa più meravigliosa che esista. Che poi attuino bestialità o meraviglie dipende esattamente dall'attenzione che sa riservare loro e destare in loro la cultura. A presto. 

5 miliardi, 8,8, 20 miliardi, infinito

Marco Morelli

notabili note

5 miliardi, 8,8, 20 miliardi, infinito

Il cadavere inizia a puzzare troppo. Al punto che nessuno se ne vuole occupare. Prima per tenere in vita Mps bastavano 5 miliardi, così almeno fino alle 21 del giorno di Santo Stefano. Poi è arrivato il comunicato di Mps in cui si diceva che era giunta richiesta alla banca di una ricapitalizzazione di almeno 8,8 miliardi di euro, dal momento che il fallimento della soluzione di mercato per l'Istituto comportava maggiori garanzie monetarie. Soros, quando un paio di mesi fa gli giunse la richiesta di auto da parte dell'amministratore delegato del Monte, Marco Morelli, dev'essersi fatto una grassa risata. Lo stesso nulla dicasi del fondo sovrano del Qatar, di cui mai si sono sapute le modalità e le ragioni dell'ipotetico interessamento. Da fine novembre ad oggi gli "attivi immediatamente disponibili" della banca, primariamente i depositi, si sono dimezzati. Ora si spera di rimpinguarli sostituendo al rischio Mps il rischio Italia: come se il rischio Italia fosse qualcosa di appetibile per un investitore assennato. Il caos regna sovrano, e la BCE stessa prima di parlare non si chiede che cosa debba fare davvero l'Istituto senese per riprendersi ma come nascondere agli italiani che la rovina del Paese è dietro l'angolo. A presto. 

Mps non la voleva nessuno: la comprano con i nostri soldi

notabili note

Mps non la voleva nessuno: la comprano con i nostri soldi

È iniziato alle 23.35 il Consiglio dei Ministri straordinario che ha approvato il decreto legge con misure a tutela dei risparmiatori previsto dal piano di intervento per salvare Montepaschi. Dopodiché il vertice dell'Istituto senese ha avviato l'iter di nazionalizzazione con la richiesta di un sostegno finanziario straordinario per la ricapitalizzazione prevista dalla normativa europea sulla gestione delle crisi bancaria (Brrd). Ovviamente è stato specificato che il decreto servirà per tutte le banche e non solo per MPS. Resta il fatto che è stato ritagliato su MPS e che vedrete se le basteranno i 5 miliardi previsti oppure si attingerà ai restanti 15 del fondo. La cosa più ridicola l'ha detta il neopremier Gentiloni, che fa il Renzi felpato, che è ancora peggio, è paradossale: una smargiassata sottotono in politica non si era mai vista. E dice che questo decreto assicura il futuro "dei risparmiatori e di Mps". E invece non assicura nessuna delle due cose, perché l'incapacità di gestione del managment senese è assoluta, così assoluta da essersi mangiata l'unico asset che gli era rimasto: il brand, il nome, la storia. Soltanto lo scorso anno lo aveva ancora, oggi se dici Montepaschi non ti viene in mente il rinascimento dei mercanti ma una pletora di ometti spendaccioni che non hanno mai letto – non almeno con la dovuta attenzione – un libro di gestione aziendale o di finanza. E tutto il sistema mediatico a mentire sulla solidità delle nostrane banche, e gli organi di controllo assenti e Banca d'Italia in bambola, come Roberto Duran contro Hitman nell'84. Quindi ragazzi, nessun rischio per i correntisti Montepaschi per qualche mese. Probabilmente tra meno di un anno rischi e disgrazie per tutti. Chiedetevi il perché di tutta questa indulgenza europea nel farci indebitare come porci. A presto e Buon Natale.

Lo Stato non può salvare se stesso: che salvi le banche è uno scandalo

notabili note

Lo Stato non può salvare se stesso: che salvi le banche è uno scandalo

Ma ci sarà una ragione se dalla conversione dei bond Mps sono arrivati appena 2,44 miliardi di euro dei 5 richiesti dalla BCE e se il fondo sovrano del Quatar si è sfilato, oppure no? E allora come si permettono le Camere di approvare un ulteriore indebitamento dello Stato di 20 miliardi per finanziare istituti di credito che hanno perduto qualunque credibilità con la scusa di "tutelare il risparmio"? La prima forma di tutela del risparmio è il risparmio. Lo so che i sottoscrittori dei 2 miliardi di bond collocati dalla rete di vendita MPS nel 2008 saranno enormemente sollevati da questa decisione, ma questa decisione determinerà una sofferenza in tutti gli altri connazionali. Altri debiti sulle spalle. E poi se si vogliono risarcire i piccoli investitori si diano a loro i soldi, non al management di una banca che si è dimostrato incapace di scongiurare non dirò il fallimento ma persino il ridicolo. Una banca che capitalizza oggi poco più di 400 milioni come poteva pensare di raccogliere sul mercato 5 miliardi, per di più entro il termine del 31 dicembre? Ma davvero pensate che possa essere tenuta in vita un istituto di credito con una capitalizzazione che non basterebbe a comprare un quinto di Porta Nuova? A presto. 

Vivendi non poteva comprare azioni Mediaset quest'anno. È tutto qui

notabili note

Vivendi non poteva comprare azioni Mediaset quest'anno. È tutto qui

Circa l'acquisizione del 20% di Mediaset da parte di Vivendi non sento dire una cosa, che non ha nulla a che vedere con il patriottismo che vedo sventolare intorno a questa vicenda. Patriottismo tardivo: la Francia, in borsa, ci ha già mangiati vivi. Come riportava oggi l'amico Cobianchi  in un suo post (che ho subito condiviso), in 5 anni i cugini hanno comprato aziende italiane per 24 miliardi, noi meno della metà. Il tema non è tanto che arriva lo straniero, il tema è che lo straniero sta sfacciatamente contravvenendo a un patto di lock up sottoscritto nell'aprile di quest'anno proprio con l'azienda di Cologno, e che prevedeva un accordo parasociale di stabilità: nel primo anno (il 2016) Vivendi non potrà comprare azioni Mediaset. Così sta scritto, nero su bianco.   E allora? Allora perché la Consob non sterilizza questo acquisto? Perché la Banca d'Italia tace? Io non lo so, ed invito caldamente qualcuno a spiegarmelo. I grillini, invece di sostenere che un eventuale intervento dell'esecutivo sarebbe inappropriato, acquisiscano questa informazione che gli sto portando. Gratuitamente. Disinteressatamente. Liberamente. Avverbio, quest'ultimo, che forse non conoscono. A presto. 

Il governo dei gentiloni

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Il governo dei gentiloni

Se c'è una cosa che non mi aggrada è il continuo apparentamento tra le dichiarazioni dei lader della Lega e quelle di Grillo, perché poi alla fine par che avere fieramente avversato Renzi possa accomunare in altro che in questa avversione. Prendiamo le distanze, per favore. Per definire l'incaricato presidente del Consiglio Gentiloni "Avatar di Renzi" non è necessario avere né comune ideologia né comuni intenti, occorre soltanto sapere che cos'è un avatar e chi è Gentiloni. Gentiloni è super gentile: è altro?   Per marcare una netta rottura con il governo del bambin prodigio fiorentino, il Presidente Sergio Mattarella ha incaricato il suo ministro degli Esteri, dimostrando qualcosa che sta rispetto alla comprensione dei tempi e degli uomini all'opposto. Andrà in scena ancora il teatrino dell'Italia felix che io non ha mai ben capito in cosa differisse da quello dell'Italia felix del Ventennio: entrambi i teatrini rappresentavano un ologramma a tinte rosee di un disastro. Molti diranno che quello era peggiore: ma è la violenza esplicita che lo faceva apparire così. Qui sono tutti gentiloni, tutte persone che non farebbero mai male a una mosca, ma ad un Paese sì, senza problemi. Alfano è tentato dagli Esteri... ancora... Ma non hanno capito che gli italiani sono tentati dal non vedere più delle facce seriose con parole piane e politicamente corrette che non sanno combinare nulla? A presto. 

State sereni, italiani. Almeno quanto Enrico

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State sereni, italiani. Almeno quanto Enrico

State sereni, italiani. Almeno quanto Enrico. Arrieccolo, il governissimo, per il presunto bene della Nazione. Che non si andasse ad elezioni anticipate lo sapevamo tutti, prima di tutti le tasche dei parlamentari, la maggioranza dei quali non avranno alcuna possibilità di essere nuovamente eletti. Eccoli allora attaccati alle poltrone come Innocenzo X: ma non quello di Velázquez, quello dal ghigno satanico di Bacon. Lunedì dimissioni del boy scout, congelate fino al pomeriggio odierno, per dar modo al Senato di approvare con fiducia tecnica la Legge di stabilità. Avvenuto, due ore fa. Al Presidente Mattarella, nella mattinata di ieri, – dopo la presentazione in Auditorium Antonianum dell'imperdibile volume autobiografico di Carniti Pierre il sindacalista Pensiero, Azione Autonomia – qualcuno ha fatto notare che dalla Finanziaria sono spariti i 50 milioni per curare i tarantini che convivono con l'Ilva e per le zone terremotate. Ma soprattutto, verso l'ora del tè, un secondo ambasciatore gli ha rilevato che la Consulta ha fissato a fine gennaio l'udienza pubblica sui profili di incostituzionalità dell'Italicum, il che significa che prima di allora vietato finanche pensare alle lezioni. Ve lo dicevo: dev'essere governissimo. Anche se il buon Matteo assicura che il governo del "dentro tutti" non sarà certo lui il segretario pidiessino a farlo. Dunque state sereni italiani, almeno quanto lo è stato Enrico.

Il falco tedesco dell'austerity sta con il ciuchino fiorentino

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Il falco tedesco dell'austerity sta con il ciuchino fiorentino

Ma il nostro Presidente del Consiglio non si era presentato qual strenuo difensore degli interessi economici nazionali contro il rigorismo europeo? E allora perché il campione del rigorismo europeo, il ministro delle finanze teutonico, il falco Wolfgang Schäuble, ha detto al congresso della Fondazione Koerber: "Se fossi italiano votrei Sì. Spero sinceramente in un successo di Renzi?". Siete tutti d'accordo che i fatti contano più delle parole? E allora quali parole posso aggiungere io a questa inconfutabile prova che gli apparati burocratici eurocentrici, la spietata finanza dei creditori che hanno criminalmente capovolto l'invito kantiano a fare dell'umanità il fine e non il mezzo di tutto, hanno puntato sul ciuchino fiorentino?

"Assolvete chi commette l'aborto", dice Bergoglio. Che forse non sa che le madri non possono assolversi

notabili note

"Assolvete chi commette l'aborto", dice Bergoglio. Che forse non sa che le madri non possono assolversi

Perdonatemi ma sull'aborto ho una posizione che molti definirebbero retrograda, lefebvriana, forse. Addirittura. Per me l'aborto è un infanticidio. Che poi come annuncia il Papa nella Lettera apostolica «Misericordia et miseria» pubblicata a conclusione del Giubileo, chiunque lo attui – se realmente pentito, va da sé, ci muoviamo pur sempre nell'alveo liquido della morale cattolica – vada perdonato dal suo confessore è cosa perfettamente in linea con l'infinita misericordia del perdono divino. Tutto ciò che è umano è limitato e dunque meritevole per sua stessa natura di pietà e perdono. Per questa ragione non può esistere l'Inferno, ma nemmeno nei libri di teologia, dal momento che presumere una pena infinita per una colpa di necessità finita è palesemente una sciocchezza. Il teologo svizzero Hans Urs Von Balthasar usciva da questo impasse logico con al formula «L'Inferno c'è ma è vuoto», che è come dire che Dio ha costruito le cose senza uno scopo, un po' come in tante parti d'Italia i palazzetti sportivi e i viadotti. Possiamo dunque con ragionevole certezza affermare che l'Inferno non c'è, per questo nei secoli la Chiesa ha incaricato gli artisti di conferire ad esso orrifica sostanza, insistendo allo spasmo sui dettagli più ributtanti della pellaccia squamata di Satana o sull'acuminatezza dei suoi denti, sulle contorsioni dolorose dei dannati  e sul corredo di fiamme all'intorno, sull'ostentazione di sangue, di ossa e carne viva come neanche di balocchi natalizi da Harrods la vigilia di Natale. La condanna dell'aborto è già nell'Antico Testamento (Esodo, 21,22) ma la prima condanna formale da parte della Chiesa giunse nel 306. Poi venne Costantino, che lo punì con la pena di morte, al pari di un omicidio. Io penso che non dovrebbe esistere nemmeno la galera, per come oggi è concepita, penso che nessuno abbia il diritto di mettere un uomo in gabbia. Il che non significa che non debbano esistere punizioni e rieducazioni. Figuriamoci se penso alla pena di morte. Però distinguerei tra la madre del nascituro, se gli fosse stato consentito di esserlo, ed il padre e chi ha soppresso questa vita come si spegne un fuoco sotto una pentola. L'unica che non punirei è la madre autonegatasi tale. Perché il dolore che porterà con sé non sarà di un giorno più breve di quello della propria vita. Essere padri è diverso. Se non fai il padre non lo sei. Madre la sei comunque. È una differenza, una superiorità, una responsabilità che riconosco all'altra parte del mondo senza difficoltà alcuna.

Il menestrello, Pinocchio ed un referendario Mangiafuoco

notabili note

Il menestrello, Pinocchio ed un referendario Mangiafuoco

Non è che qualcuno può venirmi a spiegare l'importanza di Bob Dylan per il cantautorato mondiale. Però che non troverà il tempo per ricevere il premio Nobel fa assomigliare un po' troppo il menestrello del rock ad Anna Bolena che fintamente rifiuta la corte di Enrico VIII d'Inghilterra, una cosa un po' troppo atteggiata per essere altro che vanesia. Ora se canti la disperazione e la poesia del mondo e sei un vanitoso i conti non tornano. Si vede che la pancia piena e lo spirito rock non sono cose autenticamente compatibili, malgrado lo storytelling delle etichette discografiche. Egualmente non è che sei molto credibile quando l'Europa ti ha appena congelato la manovra economica per l'anno venturo sostenendo che potrebbe condurre alla violazione del patto di stabilità e te ne vai per il Meridione annunciando la decontribuzione totale per le aziende che decideranno di investire ed assumere al Sud, per di più con la sfacciataggine di commentare che è "finita la stagione delle chiacchiere". Frattanto l'Inps ha reso noto che le assunzioni complessive dei datori di lavoro privati nei primi nove mesi dell’anno sono calate del 7,7% rispetto allo stesso periodo del 2015. Ed il bello è che l'Istituto commenta credendo di fare un favore al governo che sì, c'è stato il calo, ma perché c'era stato il botto dovuto alle decontribuzioni degli anni scorsi. Esattamente come quello che Renzi va promettendo ora in Meridione. Pinocchio, impara il professionismo. E tu, Mangiafuoco, il 4 dicembre non ti  commuovere. Vota No e calatelo nel gargarozzo. A presto. 

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