Il lupo perde il pelo...

L'Australia scaccia il predicatore che ispirò la strage di Orlando

Invitato a tenere un sermone a Canberra per il Ramadan, l'imam Farrokh Sekaleshfar ha preferito alzare i tacchi quando ha capito che l'aria si faceva pesante. E dopo aver nuovamente attaccato i gay, questa volta ad una tv nazionale

Redazione

L'Australia scaccia l'imam che ha (presumibilmente) ispirato la strage al gay club di Orlando. Lui si chiama Farrokh Sekaleshfar, ha la nazionalità britannica e nei suoi sermoni va ripendo che è "un atto di misericordia punire l'omosessualità con la morte". Quando a Canberra, martedì scorso, hanno saputo che il personaggio era arrivato in città, su invito di un centro islamico per predicare durante il Ramadan, l'imbarazzo è stato notevole. E le autorità australiane hanno pensato addirittura di revocargli il visto d'ingresso. Ma lui, furbescamente, annusata l'aria cattiva che tirava, se ne è andato spontaneamente.


Sekaleshfar è nell'occhio del ciclone per quel sermone tenuto all'Università del Michigan tre anni prima, discorso filmato e subito diventato virale nell'ambiente dei musulmani radicalizzati, ove gravitano personaggi come il pazzoide della strage di Orlando."La morte è la sentenza" per atti di sesso gay in pubblico, aveva detto Sekaleshfar. "Come atto di compassione, liberiamoci di loro adesso". Una dichiarazione che fu quasi subito diffusa su YouTube. Il ministro dell'Immigrazione australiano Peter Dutton ha detto che il predicatore ha deciso di partire prima che fosse annullato il suo visto, aggiungendo che "sarà molto difficile se non impossibile che possa tornare nel nostro paese. Abbiamo tolleranza zero per chi viene in Australia a predicare l'odio". Un atteggiamento lontano anni-luce dal nostro. Ma tant'è. Secondo il quotidiano The Australian, Sekaleshfar aveva parlato lo scorso marzo non lontano da Orlando su "come affrontare il fenomeno dell'omosessualità". Il risultato s'è visto al Pulse...


Rispondendo ai giornalisti dall'aeroporto di Sydney prima del decollo, il predicatore ha detto che l'Imam Husain Islamic Centre, che lo aveva invitato, "ha pensato fosse nel migliore interesse mio e della comunità" che egli ripartisse. Sekaleshfar ha assicurato di "non aver mai incitato all'odio o alla violenza contro esseri umani", ma ha poi spiegato di essere a favore delle pena di morte per gli omosessuali che fanno sesso in pubblico, in un paese che segue la legge islamica. Ben diversa la versione della tv australiana ABCNews24, che lo aveva intervistato (e che non ha precisato se il servizio sia stato trasmesso integralmente): "Il predicatore ha lasciato il Paese dopo i suoi commenti contro i gay rilasciati ai nostri microfoni". Insomma, il lupo perde il pelo ma non il vizio...

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