il presidente dem aveva nascosto i dati del pentagono

Trump divulga gli UFO-files nascosti da Obama

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.


Emergono nuovi dati sugli UFO files del Pentagono, divulgati da Trump e raccolti durante l'Amministrazione Obama, quest'ultima, la stessa che, in due diverse occasioni, aveva pubblicamente negato che esistessero delle prove e che aveva cercato di ricondurre ogni avvistamento ad una causa "convenzionale". Ma ora, come illustrato dal servizio del Tg2 del 17 dicembre scorso, ecco saltar fuori il filmato girato dalla portaerei Nimitz, di cui parliamo sotto.

Sebbene le ricerche fossero iniziate due anni prima dell'insediamento di Barack, che entrò in carica il 20 gennaio 2009 e vi restò sino al 20 gennaio 2017, il presidente di colore non ha mai voluto ammettere l'esistenza dell'Advanced Aviation Threat Identification Program, conclusosi nel 2012 e pensato in chiave aggressiva ed ultramilitarista (altro che Nobel per la pace!), come un progetto per il combattimento contro le "minacce" provenienti dallo spazio. Un sistema per sparare agli alieni, in poche parole!


In questi giorni, chiaramente su pressioni di Trump, il Pentagono ha ammesso di aver gestito il programma UFO dal 2007 al 2012, che è costato 22 milioni di fondi annuali spesi segretamente dall'immenso budget della Difesa USA. Il finanziamento iniziale era arrivato su richiesta dell'ex senatore democratico Harry Reid, noto per il suo entusiasmo per i fenomeni spaziali. Successivamente il programma è rimasto attivo per indagare su episodi legati ad oggetti non identificati.

Ed ora sono finalmente disponibili i primi dati. Nei dossier si parla di avvistamenti ripetuti per settimane, oggetti volanti in grado di accelerare a velocità siderali in un attimo, persino la testimonianza di due ufficiali della portaerei Nimitz: nel 2004, con alcune unità di pattugliamento nelle acque del Pacifico, la Marina degli Stati Uniti entrò in contatto con qualcosa che non può essere definito, secondo quanti assistettero ai contatti, che un Ufo. Stando al racconto dei due graduati, il comandante David Fravor ed il tenente comandante Jim Slaight, entrambi top gun della Marina, per due settimane i radar della loro unità, che incrociava a 100 miglia al largo della costa, registrarono "oggetti volanti che apparivano all'improvviso ad 80.000 piedi di altezza, si tuffavano in direzione dell'oceano e poi si fermavano d'un tratto all'altezza di 20.000 piedi. Quindi, come erano apparsi, sparivano".

Ancora più inquietante il fatto che, mandati in perlustrazione sui loro caccia, quando arrivavano in un punto corrispondente a quello che indicava la presenza degli oggetti sconosciuti, anche i caccia sparivano dai radar. In una successiva perlustrazione al punto di avvistamento corrispondeva - in una giornata di calma piatta - un inspiegabile incresparsi delle onde così forte da far pensare che l'acqua stesse ribollendo (fenomeni analoghi sono stati registrati nel famigerato Triangolo delle Bermuda). E sollevando lo sguardo Fravor ebbe modo di vedere "a 50 piedi dal pelo dell'acqua un mezzo volante, biancastro, ovale e lungo una quarantina di piedi". Tentato un approccio, il disco prima si avvicinò ma poi decise di allontanarsi "con un'accelerazione mai vista".

Chiuso ufficialmente da alcuni anni, il programma è costato ben 22 milioni di dollari. A guidarlo un ufficiale dell'Intelligence militare americana, Luis Elizondo. La sede era al quinto piano dell'Anello C del Pentagono, ben all'interno della struttura del palazzo più custodito del mondo.

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