fregatura transatlantica

Stiglitz ai politici italiani: "Non firmate il TTIP"

2015: il Premio Nobel invita a non firmare il Trattato. Anche il PD applaude con Lega e M5S. 2016: Renzi decide il contrario ed il PD china la testa in silenzio

Urbano Secondo

In questo video il Premio Nobel per l'economia Joseph Stiglitz, americano, esorta i parlamentari italiani a non firmare il TTIP, perché è una truffa delle multinazionali ai danni dei cittadini. Parole al vento? A giudicare dalle azioni del governo, a distanza di circa un anno, sì.

Un linguaggio semplice, diretto, efficace, penetrante. Chi ha familiarità con la lingua inglese direbbe: alla Matteo Salvini. Lontano dallo stile aulico dei vecchi baroni italici ed in totale dissonanza con la parlantina merlettata da politicante, praticata dalla stragande maggioranza degli astanti nei loro discorsi contorti e fumosi. Uno Stiglitz che trasmette serenità e che non teme e non risparmia le grandi corporazioni americane opportunistiche e ciniche, che si avvalgono del gioco delle lobbies a libro paga per "rubare" il futuro dei cittadini europei con il falso specchietto per le allodole che si chiama TTIP, il partenariato per il libero scambio e gli investimenti tra USA e Ue.


E tra applausi che interrompono di tanto in tanto l'esposizione del Premio Nobel, ecco una sintesi delle forti dichiarazioni che questi ha fatto. "Io penso che l'accordo di libero scambio tra USA e Ue sia un pessimo accordo e non dovreste firmarlo" , tuona Stiglitz.
Continua:"Gli USAnon sono interessati da un accordo di libero scambio. Che sia ben chiaro, gli USA pretendono la gestione del partenariato per loro interessi particolari (delle multinazionali) e neanche nel vero interesse dei cittadini americani. Questa è una delle ragioni per cui l'USTR (United States Trade Representative, agenzia governativa responsabile di sviluppare le linee guida e le strategie commerciali per conto del Governo e del Presidente americano, NdR), si è imposto per segretare tutte le informazioni relative al trattato".


Aggiunge Stiglitz, in merito alla motivazione che starebbe alla base della "convenienza economica" alla firma del TTIP, l'abbattimento di barriere e tariffe doganali: "Questo accordo ha poco o nulla a che fare con l'abbattimento delle tariffe, già di per sè molto basse. Il vero obiettivo sono le normative ambientali, la sicurezza, il mondo del lavoro e via discorrendo".
Normative da scavalcare o modificare sostanzialmente a scapito dei diritti acquisiti dai cittadini europei a tutto vantaggio del business delle multinazionali. Il professore cita un esempio di sopruso di una multinazionale nei confronti di uno Stato, sovrano, il quale aveva già in essere un accordo di libero scambio con gli USA. La multinazionale del tabacco ha portato in giudizio lo Stato dell'Uruguay poichè questo si era permesso di tutelare i propri cittadini minorenni dal consumo indiscriminato di sigarette, molto nocive per la salute.


L'Uruguay ne aveva limitato l'acquisto e la frequenza dell'esposizione pubblicitaria verso gli adolescenti ed i ragazzi. La multinazionale aveva prevalso appellandosi al diritto per il libero commercio, noncurante dei tremendi danni che certi prodotti arrecano alla salute. Nonostante il plauso dell'Organizzazione Mondiale della Sanità all'Uruguay.
Anche nel TTIP tra USA e Ue è  ben puntualizzato il diritto delle Aziende di rivalersi nei confronti degli Stati o di Istituzioni a mezzo di arbitrati internazionali. Vale a dire organismi costituiti da professionisti selezionati dagli stessi privati. Arbitrati che costano centinaia di migliaia di euro o milioni di euro.

L'Italia, Paese fondato su commercialisti e avvocati, direbbe Totò, diventerà un immenso cantiere di gira carte a supporto delle dicine di migliai di arbitrati. Ve lo immaginate le mafie, ormai sempre più creative e dal colletto candido? Ci sarebbe l'assalto all'acquisizione di Aziende straniere con l'obiettivo di scatenare arbitrati per poi trovare sempre la quadra con i burocrati compiacenti e corrotti (sempre tantissimi) della nostra Pubblica Amministrazione. I nipoti dei mafiosi avrebbero l'imbarazzo della scelta: o la banca a Londra o lo studio legale internazionale a Milano! Naturalmente nulla di personale.


Ma i nipoti del piccolo commerciante, dell'operaio, dell'insegnante, del muratore, del bagnino, del pensionato, dell'esodato se ne andranno dal bel Paese. Posto che ancora sia ritenuto bello. Per questo e tante altre ragioni ci associamo a Joseph Stiglitz nel denuciare questa nefandezza: il TTIP.

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