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Il “mistero di Remondò”. Emittente tv condanna la congiura del silenzio

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.


Nel 1989 due ufologi americani, giocherellando con il computer, riuscivano casualmente ad avere accesso alla banca dati computerizzata del NORAD, il servizio aereo difensivo statunitense del Colorado. Davanti ai loro occhi, centinaia di informazioni riservate. Si trattava di ben settemila avvistamenti di oggetti sconosciuti nei cieli americani, negli ultimi quarant'anni. La notizia era troppo grossa per non essere divulgata e trapelò. Immediatamente il comitato Just Cause, un gruppo ufologico che si batte per la diffusione dei documenti segreti, invocò la legge sulla libertà d'informazione (FOIA) e ottenne dal NORAD alcune informazioni.


Su settemila segnalazioni, ne vennero rilasciate solo poche centinaia, giusto 5 fogli di tabulato in codice, incomprensibili.  Alcuni avvistamenti erano stati poi vistosamente censurati con il pennarello nero, poiché coinvolgevano apparizioni su zone militari. Dinanzi alle proteste del Just Cause, Il NORAD oppose la solita segretezza per "motivi di sicurezza". Ma in realtà questo modus operandi non è altro che la cosiddetta "congiura del silenzio", vale a dire la cappa di discredito e di omertà che i militari "calano" sulla questione UFO, nascondendo i dati, ridicolizzando ufologi e testimoni, mandando avanti pennivendoli e scienziati di palazzo a dire che non esiste nulla.


E questo, anche a costo di passar per paranoici ma la realtà è sotto gli occhi di chi vuol vederla, non vale sono negli Stati Uniti. Anche l'Italia ha avuto la sua base segreta di studio ed intercettazione UFO, la sua "Area 51": a Remondò nel pavese, ove spesso, negli anni Novanta, furono visti oggetti che stazionavano "in maniera impossibile" nel cielo, ove black out inspiegabili mandarono in tilt sia le centraline elettriche che i cellulari, ove strane tracce comparvero al suolo. Ad assistere ai fenomeni, anche esponenti del mondo politico, come l'assessore alla polizia di Mortara, Cesare Sacchi. Che, il primo settembre 1996, vide chiaramente, assieme a tre giovani testimoni (la figlia e due sue amiche), fra Vigevano e Tromello, un oggetto romboidale volare via inseguito invano da due elicotteri, su Remondò. E quando il politico chiese lumi ai responsabili della base NATO "ufficialmente dismessa" ed operativa solo a metà, si sentì dire che quindi non avevano captato nulla. Ma tu guarda la sfortuna... "Col senno di poi, non so proprio cosa mi aspettavo rispondessero, che ci aveva sorvolati un UFO?", si chiese Sacchi.


Di Remondò i militari non parlano volentieri; ciò nonostante in passato, negli anni Novanta, la stampa locale ebbe comunque modo di riferire le molte stranezze "aeree" che venivano avvistate dai cittadini. Solo l'emittente tv della Lega, Telepadania, ebbe il coraggio, nel 2004 e 2005 e su input di chi scrive, di parlare del "triangolo (UFO) del Ticino" e della base "che non c'è", portando video o testimonianze di esperti che confermavano che anche in Italia esisteva ed esiste la cosiddetta "congiura del silenzio".


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