birra e insulti in stazione centrale

Corteo studentesco a Milano: "Salvini, vaffanculo!"

"Per cosa state protestando?", chiediamo? "Contro la buona scuola". "Ma quella era di Renzi". Vabbé, hanno sbagliato Matteo...

Redazione

Urlavano "Salvini vaffanculo!", i duecento ragazzi che oggi alle 13 sono sfilati a Milano in Stazione Centrale (il ritrovo era alle 9.30 in Largo Cairoli, ove secondo gli organizzatori erano "in tremila"; nei manifesti il ministro dell'Interno e alle sue spalle un elicottero che pattugliava con un fascio di luce una recinzione di filo spinato, stile lager). "Per cosa state protestando?", chiediamo? "Contro la buona scuola". "Ma quella era di Renzi". Vabbé, hanno sbagliato Matteo.

La protesta era in realtà, leggiamo su un volantino, che sul retro ha un bel "Fuck Trump" (cosa centri il tycoon con la scuola italiana è un  mistero) contro il Piano scuole sicure. Evidentemente neanche i ragazzi e le ragazze sapevano bene perché erano in piazza. La giornata era calda, c'era un bel sole, quale migliore occasione per ascoltare un po' di musica, con il tipo su un camion tappezzato di manifesti anti-Salvini, e scolarsi la birra che scorreva a gogò (la mescita era autorizzata?) grazie al bar su quattro ruote presente su uno dei due camion della manifestazione.

Striscioni pro immigrati e a favore di Mimmo Lucano, un bel "No Salvini" che non guasta mai. E si è concluso così, in piazza Duca d'Aosta, davanti la stazione Centrale, il primo corteo studentesco dell'anno, organizzato da rete studenti e dal collettivo Casc Lambrate, all'insegna dello slogan: "Opposizione al governo dell'infamia, il cambiamento siamo noi". La protesta, dicevamo, ha avuto come principale bersaglio il ministro dell'Interno Matteo Salvini considerato dal coordinamento dei collettivi studenteschi milanese "il volto del razzismo e della repressione" con le sue misure sull'immigrazione. Quasi tutti liceali, provenienti da più città della Lombardia: Milano, Bergamo e Brescia soprattutto. Vernice contro un negozio di Benetton.

Prese di mira anche le politiche sull'istruzione, in particolare l'alternanza scuola-lavoro. In piazza Duca d'Aosta il serpentone ha srotolato tra fumogeni e cori uno striscione che recitava: "Chiudere le sedi della Lega, apriamo i porti". Annunciato per il 16 novembre, in occasione della giornata mondiale dello studente, il 'No Salvini day' per "incanalare l'odio verso il mandante di questo sistema corrotto, razzista e bigotto".


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